Martinelli, amuleto rossonero «Ho sempre vinto i playout»
Il difensore centrale aretino con l’hobby della pesca negli spareggi salvezza ha ottenuto la permanenza in C indossando le casacche di Rimini e Prato
LUCCA. L’uomo dei playout. Riccardo Martinelli è al terzo spareggio salvezza dopo quelli con le maglie di Rimini e Prato. «E tutte e due vinti - sottolinea il difensore aretino - Spero di ripetermi anche con la Lucchese». Una sorta di talismano. Che invita a tenere la guardia in alta in vista della gara di ritorno allo stadio “Paschiero” di Cuneo. «Era importante partire con un successo ed è arrivato con due gol di scarto. Una situazione che ci fa stare più tranquilli: ma dobbiamo stare sempre con le antenne dritte e non pensare già all’eventuale spareggio con Bisceglie o Paganese. Sarebbe un errore troppo rischioso. Ho una certa esperienza di queste gare e la componente psicologica è fondamentale e decisiva. Anche sabato scorso eravamo stremati sotto l’aspetto più mentale che fisico». È stato importante non subire gol nell’ottica dei 180 minuti. «Proprio così - spiega Martinelli - nel finale il Cuneo ci ha messo sotto pressione, ma ci siamo difesi bene, tutti insieme, da gruppo unito».
Martinelli è il leader della difesa al fianco del giovane Gabbia che dovrà saltare la gara di ritorno per gli impegni azzurri ai mondiali under 20. «Peccato che non ci sarà, con lui c’è sintonia, ma De Vito sarà all’altezza come ha già dimostrato in precedenza». Adesso è il Cuneo che deve vincere con due gol di scarto. «Le difficoltà saranno soprattutto all’inizio con il Cuneo che proverà a partire forte per segnare subito. Dovremo reggere l’urto e incanalare la gara nel modo migliore» dice il difensore con la passione per la pesca che ha mosso i primi passi nel Subbiano in Eccellenza. Poi Bellaria, Rimini e Prato in C. Punto fermo della retroguardia rossonera con 33 gare. Martinelli evidenzia l’arma in più della squadra. «Il sostegno incredibile dei tifosi, l’energia che ci danno, il senso di appartenenza, nonostante una stagione che nessuno avrebbe mai potuto immaginare, neppure un regista di film thriller. Ci avevano garantito che avrebbero rispettato tutte le scadenze, poi siamo stati abbandonati, con le trasferte pagate dai tifosi e dalla città e gli aiuti per organizzare anche le gare casalinghe. Una sera in un ristorante siamo stati riconosciuti e ci hanno offerto la cena e con il ds Antonio Obbedio e la segretaria Marcella Ghilardi che hanno fatto di tutto. Sotto l’aspetto personale è stata una stagione positiva, sul campo abbiamo conquistato 48 punti compresi quelli tolti col Pro Piacenza ed avremmo concluso ai playoff invece che ai playout».
Qualche promessa in caso di salvezza? «Se ci salviamo andiamo tutti in pellegrinaggio a Medjugorje» scherza Martinelli. Scherza, ma neanche troppo. Un modo per sdrammatizzare le tensioni del campionato più travagliato di sempre. Ma se Lucchese resterà in C sarà davvero una salvezza miracolosa. E per un gioco del calendario sabato è il 25 maggio, il compleanno della Lucchese.
CUNEO PREOCCUPATO
Sergio Borgo nel calcio ne ha viste di tutti i colori e proverà a scuotere i suoi ragazzi nella partita della vita che andrà in scena sabato alle 14.30 allo stadio fratelli Paschiero di Cuneo: «A Lucca ero squalificato, ma sabato sarò seduto accanto al mister per offrire il mio contributo in una sfida da dentro o fuori. Durante la settimana parlerò a questo gruppo, formato in prevalenza di ragazzi under 23, raccontando di quando, nella stagione 1977-78, la mia Pistoiese data per retrocessa a 6 turni dal termine riuscì nell’impresa di conquistare la salvezza. Lo fece perché quel gruppo era formato da uomini prima ancora da calciatori. Gente che in campo metteva l’anima e la gamba e non ci stava a perdere». Il Cuneo visto a Lucca è sembrato la brutta copia di quello ammirato nella regular season: «A Lucca, staff tecnico, calciatori, giornalisti e tifosi sono stati bravi a compattare l’ambiente puntando sulla storia, sulla tradizione, sull’orgoglio. Se vogliamo ribaltare il risultato dell’andata dobbiamo assumere identico dna. Concordo sulle analisi che ho letto sulla stampa lucchese: il Cuneo visto al Porta Elisa è sembrata una squadra stanca, rassegnata e formata da calciatori con la testa già in vacanza. Sulle seconde palle arrivavano sempre prima i giocatori di casa». Il ds Borgo sorvola sulle assenze di Bobb e Gissi: «Chi non va in campo ha sempre torto. Loro hanno giocato da squadra vera, noi senza nerbo. La matematica però non ci condanna ancora. Abbiamo 90 minuti per segnare due reti e dimostrare che le qualità mostrate durante la stagione valgono sul campo la permanenza in categoria». Il ds biancorosso crede ancora nella salvezza: «Nel calcio ogni partita fa storia a sé. Tuttavia se andiamo a vedere i numeri, che difficilmente sbagliano, il Cuneo ha subito pochissimi gol, ma in fase offensiva ha sempre avuto difficoltà. Il nostro bomber ha realizzato solo 5 reti. A preoccuparmi è proprio l’anemia del nostro attacco». —
Nicola Nucci
Luca Tronchetti
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