Il presidio
La Lucchese non farà calcoli e punta tutto sulla vittoria
La dirigenza teme che martedì al Cuneo vengono restituiti 2 punti dalla Co.Vi.So.C. In tribuna anche l’ex rossonero Carlo Pascucci. L’ultimo pareggio risale a 34 anni fa
LUCCA. Il prato è stato tagliato e con i soldi dell’incasso della sfida con il Piacenza verranno pagati gli steward, i pompieri e la pubblica assistenza. La Lucchese si appresta ad affrontare l’ultima sfida della regular season senza fare calcoli. Eppure, classifica alla mano, anche un punto con il Pontedera consentirebbe ai rossoneri di giocarsi lo spareggio salvezza con il Cuneo. Ma i dirigenti del club - il socio di minoranza Moreno Micheloni e il diesse Antonio Obbedio - temono che martedì 7 maggio la Co.Vi.So.C. accolga l’istanza del Cuneo che chiede di riavere 2 punti dopo che, grazie all’intervento dell’ex presidente Marco Rosso, ha ottenuto - previo pagamento in ritardo di stipendi e contributi dal mese di settembre a marzo - la restituzione di 8 punti. Conti alla mano quelli legati alle recidive: cioè al raddoppio della penalizzazione causato dal mancato versamento degli emolumenti ai tesserati e degli F-24. Difficile capire quindi perché la Lega di C e il suo braccio armato (Co.Vi.So.C.) dovrebbero restituire altri 2 punti. I dirigenti dell’Albissola sono certi che l’istanza dell’avvocato del Cuneo, Edoardo Chiacchio, sarà respinta. Ma la Lucchese ha deciso che giocherà il derby come se fosse l’ultima partita della storia del club. Come se non ci fosse un domani. Giocatori e staff tecnico accettano quindi il rischio di uscire dal confronto con un ko che, se il Cuneo (che affronta la Pro Patria con la testa ai playoff) riuscisse ad imporsi al Fratelli Paschiero con i bustocchi, renderebbe inutile qualsiasi pronunciamento dell’organo federale.
Per l’ultimo assalto mister Favarin recupera tutti. Eccezion fatta per Saverio Madrigali, alle prese con i soliti problemi muscolari e che ormai non fa più parte della Lucchese, e per il lungodegente Simone Greselin. Il centrocampista lombardo sabato sarà in tribuna accompagnato dai genitori. Gli è stato tolto un chiodo e inizierà, secondo la tabella di marcia, la riabilitazione. Per lui, siamo certi, ci sarà una lunga standing ovation al momento del suo ingresso allo stadio. Come un lungo applauso sarà tributato a Carlo Pascucci, 53 anni, ex difensore-bandiera della Lucchese della troika Maestrelli-Vitale-Orrico. L’eroe di Palermo, autore del gol dal dischetto che consegnò nella lotteria dei rigori la Coppa Italia di C, a giovanotti dell’Omone sarà allo stadio per spingere i nuovi eroi in maglia rossonera verso gli spareggi.
Ieri sono stati staccati un centinaio di tagliandi e si prevede una buona cornice di pubblico anche perché, in casa granata, si preannuncia un mini esodo per l’importanza che riveste il derby. Ai ragazzi di Ivan Maraia basta un punto per centrare i playoff, frutto dell’ennesima stagione da incorniciare. Ormai sono sette anni che il Pontedera disputa la serie C e non si può più parlare di miracolo o di sorpresa. I granata sono una realtà della terza serie. Con un budget ridottissimo riescono sempre a fare formazioni in grado di piazzarsi nella parte sinistra del tabellone, di valorizzare tanti giovani e di cedere qualche elemento in serie B realizzando importanti plusvalenze. Tutto quello che è mancato nel periodo in cui Giovanni Galli era il responsabile del mercato.
Se analizziamo i precedenti non c’è partita: 11 vittorie della Lucchese, 2 pari (l’ultimo, uno 0-0 senza emozioni, il 10 marzo del 1985 in C2) e 3 sconfitte. Ma se guardiamo le ultime 4 stagioni in Lega Pro, ci accorgiamo che ben due volte i granata hanno espugnato il Porta Elisa e anche le due sconfitte sono state di misura (1-0).
Nel Pontedera poi ci sono ex importanti. Dal centrocampista Riccardo Calcagni, tre stagioni in rossonero, al team manager Mauro Matteoni, al factotum Paolo Gianni e soprattutto al ds Paolo Giovannini che, per competenza e conoscenza della categoria meriterebbe altri palcoscenici. A proposito di direttori sportivi da radiomercato rimbalza un retroscena. Il Monopoli (serie C girone C) alcune settimane fa aveva fatto un’offerta per la stagione 2019-2020 a un vecchio pallino: Antonio Obbedio. Ma il diesse rossonero doveva liberarsi dopo Pasqua attraverso le dimissioni immediate. Obbedio, per una questione morale, ha chiesto di poterlo fare dopo la fine della stagione. Non se la sentiva di lasciare la squadra in un momento di difficoltà come quello attuale. Morale? Il Monopoli ha ingaggiato Massimo Cerri, ex Piacenza e Alessandria. E Obbedio è rimasto con un pugno di mosche in mano.
Sull’undici che Favarin schiererà contro il Pontedera in virtù del rientro di Zanini c’è incertezza sul modulo (difesa a 4 o a 3) e sugli uomini (conferma di De Feo o Sorrentino in campo dall’inizio?). Ne sapremo di più alla vigilia della sfida. —
Luca Tronchetti
Nicola Nucci
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