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Il Comune non adeguerà lo stadio con il nuovo impianto di illuminazione
Nella lettera di un dirigente si invita il club a trovarsi un altro campo nel 2019-20 nel caso in cui la Lega di C non conceda una deroga per la messa a norma delle luci
Mai un minuto di tregua. Ogni giorno un problema nuovo per la Lucchese. Come se non bastassero quelli sul tappeto ecco che nei giorni scorsi dal palazzo comunale arriva un a missiva nella sede dell’As Lucchese Libertas. Oggetto: lavori di adeguamento dell’impianto di illuminazione dello stadio Porta Elisa e altri di straordinaria manutenzione dello stadio. Dieci righe firmate da un dirigente comunale in cui si dice a chiare lettere che per la stagione 2019-2010 il Comune di Lucca non potrà mettere a norma, come richiede la Lega Pro, le luci del Porta Elisa. E invita, in caso di mancata revoca del provvedimento da parte della governance della C, l’amministratore delegato e i responsabili del club a trovarsi per la prossima stagione agonistica un impianto alternativo a norma. Un po’ come è accaduto nella scorsa stagione al Prato con il LungoBisenzio chiuso per lavori. La Lucchese quindi, nel caso di salvezza e di iscrizione alla C, per il prossimo campionato sarà sempre in trasferta.
STIPENDI E CONTRIBUTI
In cassa ci sono circa 150mila euro giunti come contribuzione dalla Lega Pro e ne servono poco meno di 80mila per saldare stipendi e contributi ed evitare lunedì la penalizzazione (-4) e tutto ciò che ne consegue. Il versamento delle spettanze ai tesserati sarebbe un segnale positivo in vista della decisione del Tribunale Federale (attesa per lunedì massimo martedì mattina) sulla regolarità della fideiussione Cig Pannonia. L’organo di primo grado della giustizia sportiva si è riservato di decidere. Questo attendismo giuridico ben si accosta al termine di domani per il pagamento di stipendi ed F-24 di novembre e dicembre 2018. Potrebbe avere risvolti positivi nel caso in cui la Lucchese ottemperi alle scadenze retributive e contributive per giocatori e dipendenti consentendo al club di andare avanti sino a giugno con un pronunciamento favorevole o di parziale accoglimento della Cig Pannonia in attesa di un riscontro più preciso attraverso il parere della Banca d’Italia. Ma potrebbe anche non avere alcuna assonanza con i pagamenti degli emolumenti ai calciatori. Con il Tribunale Federale che non tiene in considerazione il parere della Banca d’Italia o delle agenzie di rating. Per il semplice motivo che emette una sentenza legata esclusivamente alla violazione da parte della Lucchese dei termini perentori fissati prima dal commissario Figc, Fabbricini (30 settembre) e poi dal presidente della Lega Pro, Ghirelli (17 gennaio). Non resta che attendere e... sperare. Certo è che in caso di soccombenza la Lega di C potrebbe immediatamente, e comunque in forza di una sentenza (seppur di primo grado), provvedere all’applicazione del provvedimento del 30 agosto voluto dal commissario straordinario: 8 punti di penalizzazione e 350mila euro di multa. Una penalizzazione che farebbe scivolare i rossoneri a quota 12 a 5 punti di ritardo dall’Arzachena con l’unico obiettivo per restare in C quello di giocarsi la salvezza nei playout. Se poi il club non dovesse effettuare i versamenti di stipendi e contributi allora con altri 4 punti in meno e la squadra a quota 8 crollerebbero anche le speranze di giocarsi gli spareggi per restare in categoria. Un’eventualità che non vogliamo prendere nemmeno in considerazione e che vorrebbe dire retrocessione in D assicurata. —
Luca Tronchetti
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