A 49 anni torna con il River Pieve lo Sparviero Alberto Francesconi
Si può riprendere con il calcio giocato dopo essere stato allenatore alla veneranda età di 49 anni? Ed ancora, si possono riprendere le scarpette dal chiodo dopo tre stagioni per riprendere non da un campionato amatoriale o comunque di livello inferiore ma dallo stesso di quello lasciato? La risposta è affermativa se il tuo nome è Alberto Francesconi, se il calcio fa parte della tua vita e se hai collezionato oltre 600 presenze nei campionati dilettantistici e con esperienze anche nei vari campionati professionistici. Lo “Sparviero di S. Anna” torna infatti a giocare e indosserà la maglia del River Pieve, allenata da un altro che ha saputo stare per tanti anni tra dilettanti e professionistici come Edoardo Micchi. Se il suo attuale tecnico (più giovane di tre anni) ha una lunga militanza nel Castelnuovo, per Francesco sono state tantissime le maglie indossate nel corso della sua lunghissima carriera: oltre alle tre sopraccitate, ci sono quelle di Livorno, Arezzo, Viareggio, Sestese, Pisa, Marina di Pietrasanta, Bagni di Lucca, Fortis Lucchese e Acquacalda San Pietro a Vico. Le due fasi della sua carriera di calciatore hanno avuto l’intramezzo di allenatore: prima della firma con i garfagnini del River ci sono state infatti le panchine con la Berretti della Lucchese, poi Bagni di Lucca, Castelnuovo e poi Margine Coperta (giovanissimi regionali elite). Edoardo Micchi,spiega così l’ingaggio: «La rosa del River Pieve non è lunga e non abbiamo una formazione Juniores da cui poter prelevare elementi all’occorrenza. Ci serviva come il pane un altro attaccante davanti e così il nostro direttore sportivo Antonio Nelli ha tentato la carta Francesconi che ha accettato la nostra proposta». Un commento arriva anche sull’attuale condizione fisica del nuovo acquisto: «Non è al 100% e manca un po’ nel ritmo partita, ma sa come segnare e far segnare e presto potrà darci una mano». Tutti scommettono sulle qualità di Francesconi, uno che si è formato nel rigido collegio della Cicognini di Prato dove i genitori lo spedirono dopo i deludenti risultati scolastici e che non ha mai sgarrato con alimentazione e allenamenti. —
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