Il presidio
Lucchese, tre punti per allontanare la crisi societaria e continuare a sperare
Il tecnico rossonero crede nell’orgoglio di una squadra encomiabile «Con l’aiuto dei tifosi sapremo tirar fuori tutte le energie rimaste»
LUCCA. Il giorno più lungo. Con una squadra lasciata da sola in balia di un destino che pare segnato vista l’assenza di una società degna di questo nome. L’avversario è di quelli belli tosti e la cabala non depone bene. Negli anni Duemila la Pistoiese ha disputato 9 gare al Porta Elisa conquistando 11 punti (5 pari e due vittorie). Esattamente come la Lucchese. E gli arancioni, loro malgrado, hanno dato il colpo di grazia a una presidenza e due allenatori. All’orizzonte è attesa aria di tempesta e sulla zattera - con Antonio Obbedio, Giancarlo Favarin e un manipolo di ragazzi seri e di uomini prima ancora che di calciatori - ci sono rimasti i tifosi: quelli veri, appassionati, autentici, che amano quei due colori e sono capaci di seguirli ovunque. I nuovi soci di maggioranza - ad oggi invisibili dopo la fuga seguita alla conferenza stampa farsa - potrebbero far sentire la loro voce. Soprattutto in caso di rovescio interno contro una diretta concorrente nella lotta per la salvezza. E poco importa, a certa gente, se la Pistoiese ha potuto operare sul mercato (sono arrivati l’attaccante Piu, ex Empoli e il trequartista Fantacci, ex Prato e oggetto del desiderio estivo), se dispone di campi dove allenarsi, se non deve elemosinare le mute e i palloni, se non ha problemi di carburante e di gas per riscaldare gli impianti. Questa gente vuol mettere nei posti di comando personaggi fidati e poi (forse per poche settimane) condurre il bastimento a suo piacimento. Obbedio non può operare sul mercato senza la firma di un amministratore fantasma (il curiale Ottaviani) e non può nemmeno liberare giocatori pronti a rescindere. E Favarin deve fare i conti ogni giorno che passa con procuratori che condizionano i loro assistiti. Per questi motivi e per altri ancora serve l’abbraccio di tutto lo stadio verso questi undici atleti. In palio non c’è solo il loro futuro, ma quello di una città e di una squadra con quasi 114 anni di storia. La parola d’ordine: gettare il cuore oltre l’ostacolo. Poi al triplice fischio se la squadra interromperà un digiuno interno che dura oltre tre mesi vedremo se qualcuno avrà il coraggio di far saltare il banco.
FAVARIN CARICO A MOLLA
Inutile girarci intorno: non sarà facile concentrarsi solo sul campo, ma Bortolussi e compagni hanno dimostrato valori morali e attaccamento alla maglia. In questa situazione di grande incertezza Giancarlo Favarin sfodera carattere e ottimismo. «Tanti tifosi hanno assistito in queste due settimane di lavoro ai nostri allenamenti. Ci sono molte difficoltà fuori dal campo, ma sono sicuro che i ragazzi trasformeranno queste tensioni in energia positiva. Siamo reduci da un lungo digiuno interno e vogliamo tornare ai 3 punti». Una squadra lasciata sola dalla dirigenza, ad eccezione del direttore sportivo Antonio Obbedio, e del popolo rossonero che alle 15.30 si ritroverà in piazza San Michele per sfilare in corteo con bandiere e striscioni fino allo stadio. «Dopo il colloquio di Carraia non abbiamo avuto alcun contatto con la vecchia e nuova proprietà – spiega Favarin- Aspettiamo un segnale da qualcuno. Il rapporto con Tommasi? Con lui ho solo scambiato due battute sull’organizzazione della partita. Il mio unico referente è Antonio Obbedio». A proposito di Enrico Tommasi: da 24 ore il suo contratto è stato depositato in Lega. È a tutti gli effetti il direttore tecnico e uomo della nuova proprietà.
INFORTUNI E FORMAZIONE
Con il grave infortunio di Aiolfi il dodicesimo sarà il baby Bacci. «Aiolfi avrebbe debuttato visto che Falcone sta scontando i postumi dell’influenza. Ci attendono partite toste: una mano sul mercato sarebbe gradita». Con la rosa a disposizione (solo Isufaj non ce la fa) lo schieramento sarà il 4-3-1-2 già visto nelle trasferte di Arezzo e Pontedera con Zanini, Mauri e Bernardini a frenare la fantasia dell'ex Fanucchi e con Provenzano trequartista alle spalle di Bortolussi e De Feo che non è al meglio e l'alternativa è Sorrentino.
L’ARBITRO
Dirigerà Acanfora da Castellammare di Stabia. Almeno lui porta bene. Nei due precedenti - uno fuori e uno in casa - entrambi con il Cuneo, la Lucchese non ha mai perso. Un pari al Porta Elisa (1-1) e un secco 3-0 due anni fa al Fratelli Paschiero. —
Luca Tronchetti
Nicola Nucci
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