Il Tirreno

Lucca

CAOS LUCCHESE 

Il presidente Ghirelli è preoccupato «Giovedì a Lucca incontro Moriconi»

Luca Tronchetti
Il presidente Ghirelli è preoccupato «Giovedì a Lucca incontro Moriconi»

In una nota ufficiale il neo eletto presidente della Lega di C vuol parlare con il patron per capire chi sono gli acquirenti ed aver un quadro completo ed esaustivo del club  

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È preoccupato Francesco Ghirelli, neo eletto presidente della Lega Pro. È domenica mattina ed è in aeroporto quando chiede di parlare con il cronista sul «caso Lucchese». La sua mission è quella di salvaguardare il patrimonio dei club di Lega Pro. Dopo i casi del Modena (2017-2018) e del Pro Piacenza (2018-19) e il forte rischio che pure il Matera faccia già nei prossimi mesi la stessa fine, il settantenne ex insegnante eugubino vuol evitare casi simili durante il suo mandato. Ha preso, sta prendendo e continuerà a prendere informazioni, non solo sulle persone che hanno appena acquistato il 98% delle quote dell’As Lucchese Libertas 1905 (il gruppo romano composto da Aldo Castelli, Umberto Ottaviani e dall’ex guardialinee Enrico Ceniccola), ma anche su altri soggetti (che tornano a galla in queste ore) interessati a rilevare le quote (da Moriconi? dagli imprenditori romani) per prendersi il club rossonero. Per questo motivo con una nota ufficiale inviata dal suo ufficio stampa poco dopo le 14 comunica che giovedì 3 gennaio sarà a Lucca per incontrare Arnaldo Moriconi: «Dopo aver letto le ultime notizie sulla Lucchese sono preoccupato- spiega Ghirelli - giovedì 3 gennaio, infatti, sarò a Lucca dove incontrerò Arnaldo Moriconi auspicando di avere un quadro completo sul club». È la prima volta che i vertici federali si espongono in prima persona per vederci chiaro su quanto accade nella società rossonera. Troppe ombre, poche luci. E il rischio, concreto, che a fine stagione un’altra piazza storica sparisca di nuovo dal calcio professionistico. La credibilità dell’intero movimento, oltre a quella del nuovo numero 1 di via Jacopo di Accetto, verrebbe infangata. Ghirelli vuol avere anche maggiori chiarimenti sulla fideiussione Finword e sulla sua sostituzione. In una lettera, pubblicata nell’edizione di ieri del nostro quotidiano, il presidente della Lega di C sosteneva che la Lucchese era una delle cinque società che non avevano sostituito la garanzia essenziale per l’iscrizione. Un incontro a 360 gradi al termine del quale sapremo le condizioni del «malato» Lucchese.

OCCHIO ALLE CORDATE

A volte ritornano. E non sarebbe proprio il caso visto il pregresso. Il guaio è che Arnaldo Moriconi, se la troika romana (ma Belardelli entra o non entra in campo?) vista la malaparata di venerdì deciderà di strappare il contratto, non porterà le chiavi al sindaco come più volte ventilato, ma è disponibile a cedere il 98% ad una delle tante cordate romane (tutte ad alto rischio). «Cambiando l’ordine degli addendi il risultato non cambia» è una regola matematica che può essere applicata nel vivere quotidiano e quindi anche a coloro che, più di altri, si agitano per entrare in possesso di un club di C che ha un milione di debito. L’impressione è che questo agitarsi sulle ceneri della Lucchese non possa che svegliare l’interesse delle istituzioni (Comune) e delle forze dell’ordine (Procura). Il guazzabuglio creatosi - prima in estate e adesso in queste ultime settimane - potrebbe avere riflessi di varia natura. Per guarire i mali della Lucchese servirebbe l’intervento di imprenditori locali capaci, ripartendo da zero, di far calcio in modo economico-sostenibile pensando prima alle strutture e agli istruttori e poi a comprare i giocatori. Meditate gente. —

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