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Lucchese, il ribaltone è ormai dietro l’angolo Un notabile romano nuovo amministratore?
Carlo Bini verso le dimissioni, ma i tesserati insorgono e chiedono al patron Moriconi di ripensarci e restare al timone
Ultimo minuto. La citazione del film di Pupi Avati (1987, con Ugo Tognazzi) non è del tutto casuale. Perché in questa storia che viaggia sottotraccia e che porta alla cessione delle quote dell’As Lucchese Libertas 1905 e misteriosi imprenditori romani e la direzione del club a personaggi chiacchierati e decisamente poco vincenti potrebbe esserci un nuovo colpo di scena. Mezzogiorno di fuoco nella sala stampa del Porta Elisa con tutti i tesserati - giocatori e staff tecnico - che hanno chiesto di incontrare i cronisti. La domanda sorge spontanea: vorranno mica chiedere all’attuale patron di desistere nella sua decisione di cedere la maggioranza delle quote e restare, almeno sino al termine della stagione, al timone della nave? Sarebbe un fatto inedito e al contempo straordinario decisamente nuovo in un mondo del calcio sempre più un caravanserraglio dove i mercenari la fanno da padrone. In buona sostanza un invito a Arnaldo Moriconi a ripensarci, a non gettare il bambino con l’acqua sporca. In fondo la notte porta consiglio. Un po’ come la figura manzoniana dell’Innominato, una delle più psicologicamente complesse e interessanti.
I RIBALTONI
Nel caso in cui il sor Arnaldo decidesse di portare a termine il suo intendimento cedendo il 98% delle quote (1% è ancora di Moreno Micheloni e l’altro resterebbe allo stesso patron rossonero) il primo dimissionario sarebbe Carlo Bini che dopo 22 mesi lascerebbe la Lucchese e l’incarico di amministratore unico. Chi prenderebbe il suo posto? Un personaggio romano vicino al mondo ecclesiastico e ad un alto prelato scomparso una quarantina d’anni fa e vicino al Vaticano e all’ortodossia cattolica. Una figura spendibile quindi. Ma dietro a questa persona si celerebbero operatori del calcio come Marco Barghigiani ed Enrico Ceniccola già noti dalle parti di Savona per vicenda poco edificanti e sottoposti a squalifica. Sarà un caso, ma il ribaltone arriva proprio alla vigilia del calciomercato. Segno evidente che questi operatori - aiutati dal dg in pectore Enrico Tommasi - prenderebbero in mano la campagna acquisti-cessioni. Alcuni procuratori sarebbero già stati messi in preallarme. E nel calcio, come in altre professioni, appena arrivano i nuovi padroni del bastimento si cambiano gli interpreti. Il ds Antonio Obbedio sarebbe il primo a fare le valigie, seguito a ruota - al primo rovescio - dal mister Giancarlo Favarin. Non è una novità che, da diverso tempo, Stefano Cuoghi - com’è legittimo e giusto che sia - assista alle partite della Lucchese seduto in tribuna al Porta Elisa. Se si va a veder bene i nuovi acquirenti sono - in tutto o in parte - quelli che l’imprenditore romano Pietro Belardelli con affari in Bulgaria e legato, proprio nella realizzazione di un aeroporto, da amicizia con Moriconi. Non ha colto di sorpresa nessuno la presenza costante e continua allo stadio di Fabrizio Martinelli, uno dei più stretti collaboratori del patron della Sice Telecomunicazioni, e il trait d’union con Belardelli e il suo gruppo di imprenditori e personaggi della fauna calcistica. Se il passaggio di quote dovesse andare in porto non ci stupiremo di vedere in rossonero calciatori provenienti da federazioni estere o da elementi che sinora hanno giocato poco in altri club o che provengono da categorie inferiori. E sarebbe un peccato visto che il ds Antonio Obbedio, in accordo con mister Favarin, ha già sul suo taccuino quattro nomi per puntellare i vari reparti (logicamente almeno 6-7 giocatori oggi in maglia rossonera faranno le valigie). Questa squadra, con pochi ritocchi, può raggiungere tranquillamente il porto della salvezza. Non solo. È bene ricordare che la Lucchese tra le società che hanno diritto a contributi legati al minutaggio è all’ottavo posto su 59 formazioni. Segno che avrà diritto a circa 600mila euro. Meditate gente. —
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