Il presidio
Il mondo “opposto” di Debora: pallavolo, due lauree e l’amore per Salvador Dalì
Vanuzzo, freccia del Montebianco Pieve a Nievole, è una top player nel suo ruolo: sabato ha espugnato il Palaitis
Una vita molto impegnata ma piena di soddisfazioni per Debora Vanuzzo, il ventiquattrenne opposto del Montebianco di Pieve a Nievole, leader della classifica di volley nel girone A di serie D. Libri e pittura l’accompagnano tutti i giorni assieme alla pallavolo. Studentessa modello, sta frequentando il corso Magistrali a Pisa dove fra pochi giorni otterrà la seconda laurea in Scienze e tecnologie geologiche dopo aver presentato la tesi di dottorato al Cnr di Pisa. Trova nella pallavolo e nella pittura due importanti valvole di sfogo. Nel volley è cresciuta con la Nottolini, prima di passare al System Volley, poi ancora Nottolini e UPV Buggiano dove ha disputato tre finali playoff, due in serie C e una in D nelle ultime quattro stagioni. «Spero proprio – dice Debora – che non succeda una quarta volta quest’anno. Perché ho accettato il trasferimento a Pieve a Nievole? Perché fu molto convincente il ds Alessandro Lippi in estate illustrandomi il programma della società che si è molto rinforzata. Sono proprietaria del mio cartellino ed ero richiesta sul mercato. Ho rifiutato le offerte di società di C di Pisa e Firenze per giocare vicino casa. Abito a Camigliano. La distanza per Pieve a Nievole era per me più conveniente».
La velocità nei movimenti e la forza che imprime da mancina alla palla, le consentono di chiudere, schiacciando dalla prima e dalla seconda linea, quasi sempre sopra i 20 punti a partita. Per questo è considerata l’opposto più forte della serie D. «Questo lo dice lei e a me fa particolarmente piacere» .
Il Montebianco sta conducendo il campionato con 21 punti, con quattro lunghezze di vantaggio su Hoster Food e Cert 2000. Poi ci sono la Toscanagarden Nottolini e Aglianese a 16. Più attardata la Lucchese Pallavolo. Qual è di queste l’anti Montebianco? «Difficile dirlo – risponde l’opposto lucchese –. Con la Lucchese abbiamo appena vinto, ma è stata una fatica. Dopo il vantaggio di 2-0 abbiamo subito un calo fisico e psicologico poi ci siamo riprese al tie break. La Nottolini sta paurosamente risalendo. Il campionato è lungo e spero proprio di vincerlo senza ricorrere per l’ennesima volta ai playoff» . Amante della pittura, Debora si ispira a Salvador Dalì? «Ammiro molto il suo stile surreale, tanto che sono andata a visitare il Museo interamente dedicato alle sue opere a Figueras in Spagna. Recentemente ho visto l’esposizione di alcuni quadri del maestro al Palazzo Blu di Pisa, ne rimango affascinata. Però io disegno paesaggi di mare e di campagna. Amo pitturare con olio su tela le mie ambientazioni preferite: il mare e la campagna dove ho la fortuna di abitare». Dopo la seconda laurea Debora chiuderà la pagina degli studi. «Spero di lavorare nel campo delle ricerche, amo troppo la scienza e la geologia. Con tutto ciò vorrei anche continuare a giocare a lungo a pallavolo, questo sport mi ha dato tanto facendomi stare bene fisicamente e mentalmente. Se sono riuscita a studiare bene è anche grazie all’attività fisica». Sport ma anche amicizia, come quella con Chiara Gradi, l’addetto stampa della Nottolini? «Siamo amiche da quando eravamo bambine. Un’amicizia che si è mantenuta tutt’oggi». È fidanzata? «Si da quattro anni» . Le fa piacere avere tanti tifosi? «Certo ed i primi miei tifosi sono i miei genitori Walter e Katia». —
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