Il presidio
Novara-Lucchese, l’amarcord del ds Obbedio
Il direttore sportivo ha trascorso due grandi stagioni con la magia azzurra. Formazione: rientra Lombardo, ipotesi Jovanovic
Una partita speciale per il direttore sportivo Antonio Obbedio. Anche se il manager rossonero la vivrà da fuori, sulle tribune del “Silvio Piola” di Novara e non più con le scarpette bullonate. Per due stagioni, dal 1992 al 1994, il ds ha vestito la maglia azzurra del Novara, nobile decaduta della serie C. Dalla Virescit Boccaleone, che aveva appena cessato la propria avventura tra i professionisti dopo lo spareggio perso con il Valdagno, l’allora 23enne centrocampista foggiano Antonio Obbedio, approda al Novara allenato da Gigi Del Neri in corsa per la promozione. Un campionato da protagonista, a centrocampo in coppia con Gianfranco Schillaci. I tifosi stravedono per questa coppia di mancini. Obbedio segna anche due gol, un giocatore di altra categoria in quel Novara. L’anno dopo resta ma i problemi societari ridimensionano gli obiettivi e così Obbedio chiude la sua avventura al Novara con 67 gare su 68, sfiorando due volte la promozione. Obbedio viene premiato come miglior giocatore della stagione da Gianluca Vialli. L’attuale ds passa ai cugini rivali della Pro Vercelli. Poi l’Alzano, prima di arrivare alla Lucchese in serie B.
Ecco che la sfida di domenica sarà un incrocio di ricordi, una valigia carica di ricordi bellissimi per il direttore sportivo che vive a Giulianova. Una gara che i rossoneri stanno preparando scrupolosamente sotto l’aspetto tattico e mentale. Certo il rientro di Lombardo che ha pienamente recuperato e dopo lo spezzone di domenica con l'Olbia tornerà titolare come laterale destra. In attacco, come ventilato da Favarin, scoccherà l'ora di Jovanovic. L’attaccante croato finora è stato un oggetto misterioso, anche a causa dei postumi di un infortunio e di una preparazione fisica approssimativa. Adesso sta bene e merita una chance da titolare. Al centro dell'attacco con De Feo e Bortolussi (o Sorrentino) se Favarin sceglierà il 4-3-3 o con il solo De Feo se adotterà un più prudente 3-5-2 visto lo spessore del Novara, una delle squadre costruite per vincere. A centrocampo spazio a Strechie dall’inizio al posto di Mauri in fase calante, con Greselin e Provenzano interni. In caso d retroguardia a tre toccherà a Madrigali o De Vito affiancare Gabbia e Martinelli. Giovedì si torna subito in campo contro un'altra piemontese, la Pro Vercelli. Con due gare in sette giorni una rotazione della rosa è necessaria per dosare le energie psico-fisiche. Il pareggio raggiunto all'ultimo tuffo con l'Olbia, grazie ad una magia di De Feo, ha cambiato poco la classifica (ancora ultimi, anche se col -11) ma è stato importante a livello mentale. Un altro ko (il terzo di fila in casa) sarebbe stato una mazzata per i rossoneri che sono chiamati a un trittico di gare difficili (dopo Novara e Pro Vercelli c'è il Piacenza): serviranno carattere, compattezza e tanta grinta per strappare qualche punto pesante e risalire la classifica.
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