Sicilia amara per la Gesam che paga un avvio tremendo
Altra partenza difficile per le biancorosse, che chiudono il primo quarto a -22 Ragusa sempre avanti e ogni tentativo di rimonta viene frenato
LUCCA
Che la trasferta fosse difficile si sapeva, ma nessuno alla vigilia avrebbe mai pensato a una simile disfatta in Sicilia. Disfatta più nel tipo di prestazione e nell’approccio che nel punteggio, perché dopo il disarmante 26-4 iniziale del primo quarto le biancorosse hanno ripreso il controllo dei rimbalzi, stretto un po’le maglie della difesa e hanno ripreso a giocare rosicchiando progressivamente i punti in chiave differenza canestri, ma la Gesam Gas non è davvero mai riuscita a dare l’impressione di poter davvero riaprire l’incontro, anche quando è rientrata fino a –8 nell’ultimo quarto.
Questa trasferta coincide anche con la fine di questo mini-ciclo iniziale con quattro partite su cinque giocate lontano dal Palatagliate (record di 2 vittorie e 3 sconfitte) ma ora se possibile il cammino delle biancorosse sarà ancora più delicato con la partita interna contro Sesto San Giovanni, che a questo punto acquisisce un valore capitale, e poi in serie le tre formazioni più forti del campionato: Schio, Venezia e Napoli. Contro Ragusa, formazione allestita per l’assalto allo scudetto, si sono visti accentuati tutti i limiti che il gruppo aveva evidenziato nelle prime giornate: pochissima pericolosità dall’arco (2/11) poca propensione ad attaccare il canestro per creare vantaggi e il baricentro del gioco totalmente spostato nel pitturato, caratteristica che si è scontrata contro la fisicità delle padrone di casa che nel primo quarto si sono adeguate cancellando dal campo le lucchesi e riuscendo a giocare in velocità per tiri ad alta percentuale grazie anche al controllo dei rimbalzi (12-3 alla prima sirena). A completare il contesto ci sono i soli 5 punti complessivi e l’1/10 dal campo messi a segno dalle due guardie Ravelli e Orazzo. L’incontro si decide subito in avvio con le padrone di casa che si portano sull’11-2, che si trasforma in 22-2 prima che Reggiani riesca a realizzare il secondo e ultimo canestro delle biancorosse nel primo quarto. L’inerzia sembra cambiare in avvio di seconda frazione con Ragusa che rimane a secco per i primi tre minuti ma poi Consolini sblocca il punteggio mentre Hamby e Harmon continuano a segnare per il massimo vantaggio sul 36-9. La prima a fermare l’emorragia è Gatti, poi arriva la tripla di Orazzo mentre Vaughn entra ufficialmente in partita ispirando un parziale di 2-13 che manda le squadre al riposo sul 38-22. Ragusa che rimane sempre avanti, una gara che diventa non bellissima e con tanti errori. Le lucchesi provano a spingere ma la tripla della diciottenne Bongiorno dà il 53-35 e sulla penultima sirena le biancorosse sono ancora a –16. L’ultimo quarto si apre con uno 0-6 lucchese che costringe coach Recupido a due time-out. Vaughn fissa il punteggio sul 53-45 con 7 minuti e mezzo da giocare. Ci sarebbe tempo in abbondanza ma le rotazioni più profonde danno più margine alle siciliane che trovano quattro punti di fila con Kuster e Hamby, mentre Consolini dall’arco lancia i titoli di coda sul 62-47 con poco meno di 5 minuti dalla fine. A fine gara coach Serventi non è soddisfatto per la sconfitta ma vede il bicchiere mezzo pieno per i tre quarti in rimonta giocati a buon livello: «Abbiamo giocato molto male il primo quarto. Non eravamo noi, poi però abbiamo fatto le migliori frazioni del campionato giocando con maggiore attenzione in difesa stando attenti a tutte le situazioni che avevamo preparato tanto che ci eravamo rifatti sotto. Se per caso, ad esempio, quella palla a metà campo dove Reggiani aveva rubato palla e secondo me ha subito fallo, potevamo andare a –6 e lì sarebbe iniziata un’altra partita. Detto ciò per tre quarti abbiamo giocato una buona pallacanestro». –
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