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Sicilia amara per la Gesam che paga un avvio tremendo

Alessandro Petrini
Sicilia amara per la Gesam che paga un avvio tremendo

Altra partenza difficile per le biancorosse, che chiudono il primo quarto a -22 Ragusa sempre avanti e ogni tentativo di rimonta viene frenato  

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LUCCA

Che la trasferta fosse difficile si sapeva, ma nessuno alla vigilia avrebbe mai pensato a una simile disfatta in Sicilia. Disfatta più nel tipo di prestazione e nell’approccio che nel punteggio, perché dopo il disarmante 26-4 iniziale del primo quarto le biancorosse hanno ripreso il controllo dei rimbalzi, stretto un po’le maglie della difesa e hanno ripreso a giocare rosicchiando progressivamente i punti in chiave differenza canestri, ma la Gesam Gas non è davvero mai riuscita a dare l’impressione di poter davvero riaprire l’incontro, anche quando è rientrata fino a –8 nell’ultimo quarto.

Questa trasferta coincide anche con la fine di questo mini-ciclo iniziale con quattro partite su cinque giocate lontano dal Palatagliate (record di 2 vittorie e 3 sconfitte) ma ora se possibile il cammino delle biancorosse sarà ancora più delicato con la partita interna contro Sesto San Giovanni, che a questo punto acquisisce un valore capitale, e poi in serie le tre formazioni più forti del campionato: Schio, Venezia e Napoli. Contro Ragusa, formazione allestita per l’assalto allo scudetto, si sono visti accentuati tutti i limiti che il gruppo aveva evidenziato nelle prime giornate: pochissima pericolosità dall’arco (2/11) poca propensione ad attaccare il canestro per creare vantaggi e il baricentro del gioco totalmente spostato nel pitturato, caratteristica che si è scontrata contro la fisicità delle padrone di casa che nel primo quarto si sono adeguate cancellando dal campo le lucchesi e riuscendo a giocare in velocità per tiri ad alta percentuale grazie anche al controllo dei rimbalzi (12-3 alla prima sirena). A completare il contesto ci sono i soli 5 punti complessivi e l’1/10 dal campo messi a segno dalle due guardie Ravelli e Orazzo. L’incontro si decide subito in avvio con le padrone di casa che si portano sull’11-2, che si trasforma in 22-2 prima che Reggiani riesca a realizzare il secondo e ultimo canestro delle biancorosse nel primo quarto. L’inerzia sembra cambiare in avvio di seconda frazione con Ragusa che rimane a secco per i primi tre minuti ma poi Consolini sblocca il punteggio mentre Hamby e Harmon continuano a segnare per il massimo vantaggio sul 36-9. La prima a fermare l’emorragia è Gatti, poi arriva la tripla di Orazzo mentre Vaughn entra ufficialmente in partita ispirando un parziale di 2-13 che manda le squadre al riposo sul 38-22. Ragusa che rimane sempre avanti, una gara che diventa non bellissima e con tanti errori. Le lucchesi provano a spingere ma la tripla della diciottenne Bongiorno dà il 53-35 e sulla penultima sirena le biancorosse sono ancora a –16. L’ultimo quarto si apre con uno 0-6 lucchese che costringe coach Recupido a due time-out. Vaughn fissa il punteggio sul 53-45 con 7 minuti e mezzo da giocare. Ci sarebbe tempo in abbondanza ma le rotazioni più profonde danno più margine alle siciliane che trovano quattro punti di fila con Kuster e Hamby, mentre Consolini dall’arco lancia i titoli di coda sul 62-47 con poco meno di 5 minuti dalla fine. A fine gara coach Serventi non è soddisfatto per la sconfitta ma vede il bicchiere mezzo pieno per i tre quarti in rimonta giocati a buon livello: «Abbiamo giocato molto male il primo quarto. Non eravamo noi, poi però abbiamo fatto le migliori frazioni del campionato giocando con maggiore attenzione in difesa stando attenti a tutte le situazioni che avevamo preparato tanto che ci eravamo rifatti sotto. Se per caso, ad esempio, quella palla a metà campo dove Reggiani aveva rubato palla e secondo me ha subito fallo, potevamo andare a –6 e lì sarebbe iniziata un’altra partita. Detto ciò per tre quarti abbiamo giocato una buona pallacanestro». –

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