Una Lucchese tutto cuore e aggressività decisa a conquistare la prima vittoria
Mister Favarin deve ancora sciogliere i dubbi legati al difensore Gabbia, al centrocampista Provenzano e la punta Jovanovic
LUCCA
Si parte. E non era affatto scontato visto che il fischio d’inizio, con tre settimane di ritardo sulla tabella di marcia iniziale, non sarà per tutte le squadre di C. Il Tar del Lazio infatti, com’era logico che fosse dopo una sentenza a maggioranza del Collegio di Garanzia dello Sport (che ha garantito soltanto la Lega di B e il commissario Figc Fabbricini, violando i più elementari principi del diritto sportivo), ieri ha accolto la richiesta di sospensione cautelare avanzata dalla Pro Vercelli. La società piemontese aveva chiesto la sospensione del provvedimento che lasciava la B a 19 squadre. Ora in attesa del pronunciamento del tribunale amministrativo previsto per l’8 ottobre saranno bloccate tutte la partite in cui sono impegnate le società che hanno fatto i ricorsi. Oltre alle casacche bianche 7 volte campioni d’Italia, anche Novara e Robur Siena nel girone A, Ternana e Catania nel girone C (dove la Viterbese di Camilli e guidata da Giovanni Lopez minaccia di ritirarsi del torneo per essere stata collocata al Sud) non giocheranno le prossime 5 partite. Se lo facessero, di fatto, accetterebbero la serie C. Tra le toscane stasera il Pontedera sarà costretta a riposare con il Novara. Con queste premesse non era meglio fermarsi un anno per elaborare una riforma strutturale che doveva essere realizzata già da Tavecchio e Macalli? Cosa aspettano i vertici del calcio a rassegnare le dimissioni? Ma nei paesi Europei funziona così? L’impressione è che tra qualche anno la Champion’s si giocherà il sabato e la domenica, il campionato italiano di serie A il mercoledì e la C scomparirà lasciando il posto a campionati regionali semiprofessionistici o dilettantistici.
Otto anni fa - era il 17 ottobre 2010 - un gol di Tabbiani gelava il Porta Elisa e i rivali di sempre del Pisa portavano a casa un punto prezioso. Quella fu l’ultima volta di Giancarlo Favarin sulla panchina della Lucchese al Porta Elisa in campionato. Vero, il ritorno allo stadio amato è già avvenuto (12 agosto scorso) ed è stato festeggiato con un’emozionante qualificazione ai calci di rigori. Ma visto che l’avversario - per uno strano scherzo del destino - è sempre lo stesso (l’Arezzo) perché non proseguire con un’altra vittoria? Come dice il proverbio: chi ben comincia è a metà dell’opera.
In fondo gli amaranto portano bene a Favarin che non è mai stato sconfitto dalla formazione toscana. Da calciatore (stagione 1980-81, serie C) con la maglia amaranto del Livorno segnò, lui che era un mediano, un bel gol di testa all’Ardenza a quell’Arezzo stellare guidato da Angelillo che poi filò dritto in B. La partita terminò 2-2. E anche al ritorno, al Comunale aretino, il Livorno con Favarin schierato con la maglia numero 4 si portò via il punto (1-1). Idem da allenatore. Nel dicembre 2001, alla guida della Carrarese allo stadio dei Marmi, la sua squadra fece 1-1 contro l’Arezzo. Di contro Alessandro Del Canto ex difensore in B con Vicenza, Venezia e Perugia al Porta Elisa ha sempre perso (9 ottobre 1994, 2-0 con la maglia biancorossa; 14 dicembre 1997, 2-0 con i neroverdi lagunari; dicembre 2005, 1-0 con la maglia del Grifone umbro).
«Diciamolo a bassa voce. - sorride Favarin - A leggere le statistiche sono sollevato, ma in realtà i numeri contano poco. Semmai sono soddisfatto dei ragazzi. Stanno bene e sono smaniosi di iniziare con il piede giusto la stagione. Mi aspetto una buona presenza da parte dei tifosi che devono starci vicini. Perché soltanto se restiamo uniti possiamo superare le avversità». —
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