Il presidio
Lucchese, i tifosi entrano nella trattativa
Ottanta supporters nella sede del club per parlare con Lucchesi e Moriconi ed avere garanzie sul futuro societario
LUCCA. Viene da chiedersi se le parti siano ferrate in matematica. Perché non passa giorno che Lucchesi per conto di Grassini chieda il riconteggio delle passività in quanto scopre ulteriori debiti. Anche ieri pomeriggio, con il commercialista Matteo Benigni, il direttore generale ex Pisa e Latina ha trascorso in sede diverse ore. Sino all’arrivo - alle 18,30 - di Arnaldo Moriconi. Ma appena è giunto il patron della Sice Telecomunicazioni si è formato un capannello di tifosi che è andato via via aumentando come in un tam tam mediatico. Un’ottantina di supporters si sono presentati alla porta della sede dello stadio e hanno voluto entrare per parlare con Lucchesi e Moriconi. Un confronto all’americana che, a un certo punto, ha avuto anche come testimoni agenti della Digos.
DUE LINGUAGGI
Il direttore generale Fabrizio Lucchesi ha arringato la folla con il solito eloquio e la parlantina facile mentre Arnaldo Moriconi è stato a tratti silente. Due strategie di comunicazione distanti e distinte, ma che hanno entrambe un minimocomune denominatore: la Lucchese. Di certo c’è che Moriconi e Lucchesi, almeno sinora, hanno avuto colloqui civilissimi con l’intento di trovare una soluzione. La questione però è talmente semplice ed è legata ad unico fattore: i soldi. O ci sono o non ci sono. E da tre mesi a questa parte l’acquirente non ha dato nemmeno una caparra come spesso si fa nelle trattative. Moriconi vorrebbe cedere. Appare stanco e provato. E comunque il calcio, questo calcio, non lo appassiona più di tanto. Ma non vuol nemmeno regalare il club e vuol riprendere parte dei soldi che ha tirato fuori. In fondo lui e gli altri soci lucchesi per la propria parte minoritaria hanno evitato che Andrea Bacci iscrivesse la squadra all’Eccellenza. O qualcuno se lo è dimenticato? Vero, i debiti ci sono (945 mila euro). Ma c’erano anche al momento dell’avvio della trattativa. E in fondo se dovessero saltar fuori 150-200mila euro di debiti maggiori (a proposito c’è una vecchia fattura di 11mila euro risalente all’era Bacci non ancora saldata) non c’è sempre la polizza fideiussoria che Moriconi ha giurato di garantire sino a 300mila euro.
LE DIFFERENZE
Il sor Arnaldo, come pubblicato nell’edizione di ieri, avrebbe proposto di alzare la fideiussione oltre 200mila euro, aggiungendo altre 100mila euro, per fare fronte agli ulteriori debiti. Lucchesi per conto di Grassini avrebbe chiesto di scalare i debiti dal prezzo concordato nell’accordo sottoscritto allo studio notarile di Siena (600mila per l’acquisizione dell’80% delle quote, 945 mila i debiti pregressi in quel momento), in proporzione alla massa debitoria.
BINI TORNA MARTEDI’
A questo punto la situazione difficilmente si sbloccherà prima della prossima settimana. L’amministratore unico Carlone Bini (ieri in sede per dare l’okay affinchè Albertoni possa allenarsi con il Genoa) rientra martedì e, nel caso in cui si trovi la quadra, soltanto allora potrà firmare la delega a Fabrizio Lucchesi ed essere sostituto al termine di un’assemblea dei soci da Gianni Ferruzzi. Se invece «Aigornetto Limited» esce di scena i ruoli chiave dell’As Lucchese Libertas 1905 per la prossima stagione sono già definiti: direttore sportivo Antonio Obbedio, allenatore Giovanni Lopez. Meditate gente meditate.
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