Il presidio
Lucchese, entro mercoledì Grassini sarà il presidente
Bonifico da 600mila euro da ieri mattina in esecuzione da una banca svizzera Completata l’operazione il dg Fabrizio Lucchesi depositerà il contratto in Lega
LUCCA. Meno di una settimana e sapremo. Poiché il bonifico di 600mila euro che dalla «Aigornetto Limited» deve transitare sul conto di «Città Digitali» non sembra provenire da uno dei 34 Stati dell’area Sepa che impiegano un massimo di tre giorni lavorativi per giungere a destinazione. Ergo non arriva dalla Svizzera, visto che si tratta di uno dei 6 Paesi non dell’Unione Europea che effettuano pagamenti in euro e hanno adottato comunque quel sistema rapido e a basso costo. Per carità, non è per mancanza di fiducia. Ma perché sinora si sono accumulati troppi ritardi. Perché già il 10 aprile doveva avvenire il passaggio dal notaio e il 17 maggio l’assemblea dei soci doveva suggellare il closing con il passaggio dei soldi tra l’acquirente il venditore. Tuttavia ieri mattina la banca ha messo in esecuzione il pagamento pattuito. Lorenzo Grassini, il nuovo presidente, aveva garantito che il bonifico era partito lunedì. Ma evidentemente ci sarà stato un intoppo. Quindi partendo giovedì, tra martedì e mercoledì la transazione sarà effettuata e l’assemblea dei soci verrà fissata a tambur battente per consentire - non solo a Grassini di diventare presidente e a Gianni Ferruzzi amministratore unico - ma soprattutto al direttore generale Fabrizio Lucchesi di accelerare le operazioni di mercato ottenendo la delega di operare con potere di firma e depositando il suo contratto in Lega.
MORICONI AI SALUTI
Stante la situazione, iI vecchio patron Arnaldo Moriconi ha chiamato la stampa a raccolta per dare la sua chiave di lettura: «Oggi è stato messo in esecuzione, dalla banca di riferimento di Grassini, il pagamento di 600mila euro per l’80% delle quote della Lucchese. Il periodo di egemonia da parte dei soci lucchesi termina oggi e nel giro di 5-6 giorni la somma dovrebbe arrivare sul conto di Città Digitali. Nel momento stesso un cui accadrà, la Lucchese passerà di mano. Carlo Bini non verrà sostituito come amministratore unico sintanto che non avverrà il pagamento: voi vendereste un bene senza aver prima avuto il corrispettivo?
«Cosa farò adesso? Esco parzialmente di scena. Perché con il mio 17% (1% a titolo personale e 16% come Città Digitali), continuerò a vigilare ed a consigliare la società, con la speranza di andare in B al più presto».
«In questi 18 mesi - conclude - credo di aver contribuito al bene della Lucchese che non ha mai preso punti di penalizzazione. Eppure, ho letto diverse cattiverie su di me: non da ultimo, che adesso usciranno nuovi debiti scoperti. Ho garantito la scorsa settimana Grassini con una fideiussione di 200mila euro a salvaguardia depositata dal notaio Mandarini: se emergeranno future poste passive, sarò io ad accollarmele». Per ultimo il proprietario della Sice Telecomunicazioni si rivolge a Lucca United e ai tifosi: «Grassini è un tipo esuberante ed è già molto amato soprattutto dall’azionariato popolare che lo ha preferito agli altri competitor. Se sono contenti loro, lo sono anch’io. E se farà quello che ha promesso ci divertiremo tutti. Su Lucchesi c’è poco da dire: è preparato e navigato nel calcio farà camminare questa società. Io ho fatto quello che dovevo nella Lucchese: ora lascio ad altri il proscenio. Appena arrivano i soldi offro una cena alla stampa e vi invito a fare il paragone tra i 600mila euro e i soldi che ho messo io nella Lucchese».
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