Il Tirreno

Lucca

Obbedio-Lucchese: è polemica

di Nicola Nucci
Obbedio-Lucchese: è polemica

Il ds fa un bilancio dei suoi due anni rossoneri ma la società non gradisce e si riserva di adire le vie legali

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LUCCA. Giornata pirotecnica in casa lucchese: prima la conferenza stampa del ds Obbedio che traccia un bilancio dei suoi due anni passati a Lucca. Poi la notizia che il 17 maggio sarà il giorno in cui si scopriranno le nuove cariche sociali della Lucchese: l’amministratore unico Carlo Bini ha firmato la convocazione dell’assemblea dei soci per quella data. Contestualmente ci sarà la presa di possesso del nuovo amministratore. Infine, la giornata si è chiusa con un comunicato della società rossonera che attacca Obbedio e si riserva di adire le vie legali. «La As Lucchese Libertas – si legge in una nota – si dissocia ufficialmente da quanto dichiarato dal direttore sportivo Antonio Obbedio, in occasione della conferenza stampa tenutasi oggi alle ore 14. La società si riserva inoltre di poter agire a tutela della propria immagine, in ogni sede, contro le frasi diffamatorie espresse dallo stesso». La frase che non è piaciuta ai vertici rossoneri è stata quella relativa a De Vena: «È stato ceduto perché con la sua vendita siamo andati in autogestione fino a giugno». Del resto non è la prima volta che i vertici societari si mostrano suscettibili: alla fine dello scorso le dichiarazioni di Gianfelice Facchetti sulla Pantera rese alla Domenica sportiva spinsero la il management a preannunciare querele. Ma la polemica si sgonfio rapidamente.

Per il resto Antonio Obbedio ha solo tracciato un bilancio, tra l’altro positivo, della sua esperienza rossonera. Ha usato una metafora automobilistica: una Fiat 500 con una carrozzeria spesso ammaccata (vedi i tanti infortuni e senza un attaccante) che ha viaggiato come una Ferrari per tutta la corsa. Poi, all’ultimo giro, ha finito la benzina. Questo è stata la sua Lucchese. Resta una splendido viaggio, due stagioni in cui la squadra ha riconquistato la passione dei tifosi, sfiorando l’impresa l’anno scorso e in questa stagione mancando i playoff all’ultimo turno.

Il ds rossonero parla a ruota libera, con la consueta schiettezza, in attesa di definire il suo futuro che appare lontano da Lucca. «Ho un contratto biennale, perché il rinnovo è automatico in caso di salvezza. Io come Lopez abbiamo fatto una scelta: potevo andare al Monopoli o al Catanzaro, ma siamo persone riconoscenti e fino all’anno prima stavo sotto l’ombrellone a Giulianova, era giusto rimanere».

Obbedio rivendica i meriti del suo operato in queste due società. Da quello finanziario, («abbiamo portato a termine il risanamento societario, sono stati due anni di "lacrime e sangue" e devo però ringraziare i soci attuali, Arnaldo Moriconi non ci ha fatto prendere una penalizzazione»), a quello tecnico, «valorizzando tanti calciatori che nelle precedenti squadre avevano trovato poco spazio o erano in cerca di riscatto. Forte, Terrani e Nobile a Damiani e Baroni: i nomi. E quest'anno entreranno 250mila euro dal minutaggio. Infine un pensiero ai playoff sfiorati nonostante uno dei budget più bassi della C: «Ci dispiace, ma siamo stati bersagliati dagli infortuni e la squadra ha pagato la fatica – dice il ds – Possiamo recriminare su certe partite, come con la Pistoiese, ma sono tutte squadre con una struttura societaria superiore. Il 3 dicembre eravamo quinti in classifica, poi sono iniziati i problemi».

Il cruccio della Lucchese è stato non avere attaccanti da doppia cifra tra De Vena (ceduto a gennaio con 5 gol), Del Sante (infortunato), Bortolussi e Parker troppo acerbi e Shekiladze arrivato fuori condizione. «Nell’allestire l’organico si fanno anche errori. Abbiamo però l'alibi che Del Sante è stato colpito da molti infortuni e Shekiladze si è subito fatto male». Obbedio che attende di conoscere il suo destino. «Non sta a me dire se merito la conferma, nella vita non esistono solo i soldi, ma anche le persone e la gratificazione personale».

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