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Lucchese umiliata dalla Pro Piacenza dice addio ai playoff
Encefalogramma piatto dall’inizio alla fine del match Ma il ko non cancella la salvezza raggiunta in anticipo
LUCCA. Il miracolo non si compie. Anzi, la partita che doveva consegnare, visti anche i risultati delle altre formazioni in lotta per i playoff, gli spareggi promozione si trasforma in un’autentica disfatta con il Pro Piacenza, già salvo dallo scorso turno di campionato, che rifila quattro sberle ad una Lucchese sulle gambe e incapace di portare reali pericoli dalle parti di Gori. Ne viene fuori un match a senso unico che esalta il gioco degli ospiti. Una squadra - la Pro Piacenza - che la prossima stagione potrebbe non essere ai nastri di partenza visto che il presidente Alberto Burzoni dopo anni di sacrifici sarebbe in animo di rinunciare al professionismo. A fine partita la delusione è tanta. C’è rammarico per il sogno svanito sul filo di lana e per la prova davvero incolore. Ma c’è anche la consapevolezza che con questa squadra spuntata, con i tanti infortuni capitati durante la stagione e i problemi societari affiorati nella seconda parte del torneo, conquistare ancora una volta la post season sarebbe stato un po’ come vincere il campionato.
RIVOLUZIONE IN VISTA
Nessuno lo dice, ma c’è la netta sensazione che questa squadra verrà smantellata e che la stagione ventura ci sarà un altro allenatore in panchina. E anche la posizione del ds Antonio Obbedio, che pure ha un contratto che scade nel giugno 2019, non pare essere così solida come del resto quella della segretaria sportiva. Sic transit gloria mundi recita una locuzione latina. E – salvo colpi di scena, peraltro sempre possibili in un mondo effimero come quello del calcio – la stagione 2018-2019 vedrà ai nastri di partenza una Lucchese completamente rinnovata e, come più volte ribadito dal dg Fabrizio Lucchesi, pronta a dare battaglia per conquistare la serie B sfidando formazioni del calibro di Pisa, Robur Siena, Alessandria, Viterbese Castrense, Monza, Piacenza e la neo retrocessa Pro Vercelli. E per competere con quei club - nella speranza che non retroceda la Virtus Entella degli ex Superbi e Matteazzi - serviranno investimenti robusti (2 milioni e mezzo di euro?) e calciatori che guadagnano tre-quattro volte tanto quelli attuali. Le speranze che a guidare la Lucchese che verrà sia ancora Giovanni Lopez, l’hombre vertical, apprezzato e stimato dagli ormai ex soci lucchesi, dalla squadra e da buona parte della tifoseria, sono praticamente ridotte al lumicino. La settimana che andrà a cominciare sarà di fondamentale importanza per il futuro rossonero e per il via alle operazioni del dg Lucchesi.
LA PARTITA
Le assenze dei due centrali Baroni e Capuano e l’inefficienza fisica di Shekiladze costringono il tecnico a schierare giocatori fuori ruolo (Cecchini sempre in apnea come centrale difensivo di sinistra, D’Amico esterno destro a girovagare per il campo senza trovare la posizione) e il 3-5-2 va subito in difficoltà. Bastano 10’ per capire che la Lucchese non è la stessa ammirata due settimane fa contro l’Olbia. I ragazzi di Maccoppi giocano con grande semplicità ed efficacia. Arrivano sempre primi sul pallone e tengono il pallino per tutta la prima frazione annichilendo ogni velleità dei padroni di casa decisamente spenti nonostante un pubblico che incita per tutti i 90’. Si gioca a una porta: Albertoni si esibisce in una bella parata, l’arbitro annulla un gol di Starita per offside, Musetti sfiora il palo.
LUCCHESE NON PERVENUTA
Il Pro Piacenza - che per la prima volta nei professionisti espugna il Porta Elisa - capisce che basta spingere per mandare in tilt la retroguardia rossonera. Così negli ultimi sussulti della prima frazione confeziona il micidiale uno-due che azzera le speranze playoff dei padroni di casa. Prima Starita servito da Calandra, ha tutto il tempo di prendere le mira e infilare l’angolino più lontano dal portiere con la difesa rossonera colpevolmente immobile. Poi, nel minuto di recupero, la retroguardia si apre al contropiede di Barba che in verticale punisce ancora sul palo più lontano lo sconsolato Albertoni. Nella ripresa la Lucchese si sveglia dal torpore. Ma dopo una punizione dal limite di Arrigoni deviata in angolo da Gori, gli ospiti riprendono il comando delle operazioni. L’ingresso di Shekiladze e il cambio di modulo (3-4-1-2) servono a poco. Perché un’altra micidiale ripartenza consente a Starita di realizzare la sua prima doppietta in carriera. E nei minuti finali ecco il quarto gol ospite con una conclusione a giro dal limite di Ricci. Cala il sipario sulla quarta stagione nei professionisti. Ora si aprono nuovi scenari. Buona fortuna cara vecchia Lucchese.
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