Il Tirreno

Lucca

La globetrotter del volley punta al titolo in Germania

di Valter Nieri
La globetrotter del volley punta al titolo in Germania

Luna Carocci, trentenne di Antraccoli sabato gioca gara 1 dei playoff con i campioni dello Schweriner affrontando lo Stoccarda

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LUCCA. A luglio compie 30 anni ed iniziò a giocare a volley quando ne aveva appena 7. Luna Carocci, uno dei più grandi prodotti sfornati in 57 anni di storia dalla Pantera Lucca, è ormai una big a livello internazionale. Gioca nello Schweriner, campione di Germania in carica, e domani sarà in campo a Stoccarda in gara 1 della finale scudetto contro l'Allianz MTV. Ha la mente rivolta allo Scharrena completamente esaurito con 2250 biglietti staccati, ma il cuore sempre a Lucca dove torna a trascorrere le vacanze nei mesi estivi ed alla Pantera, la società che l'ha lanciata.

IL DEBUTTO

«Il cuore, i ricordi, gli affetti dell'infanzia - dice Luna - mi legano tutt'ora alla Pantera dove ho trascorso l'intera trafila giovanile, dai 7 anni fino ai 16 anni, quando entrai a far parte del giro azzurro e spiccai il volo per Ravenna, prima in B2 poi in B1. I miei primi allenatori sono stati Andrea Marselli, Massimiliano Ragghianti e Claudio Caramelli. Ricordo il presidente Pierluigi Roberti e le mie compagne di squadra. Avevo un bel rapporto con Arianna Magnelli, Cristina Dovichi e Diletta Pellegrini». La prima vittoria in azzurro la ottenne nel 2006 vincendo il campionato europeo pre-Juniores contro la Croazia e la medaglia di bronzo ai mondiali. Il ruolo di libero le si addiceva e l'ha sempre esercitato. Mostrava grandi qualità in seconda linea, ma anche rapidità ed intuito nel posizionamento in campo. Tecnicamente rinforza la difesa con un buon bagher nella ricezione sulle battute,ma anche in appoggio alle alzate della palleggiatrice. Tante le soddisfazioni ricevute: «Da Juniores vinsi l'oro nel 2006 -risponde-. Ho vinto anche la Supercoppa Italiana e tedesca. Ho giocato due stagioni in A2 a Cremona e quattro in A1 fra Pavia, Busto Arsizio e Villa Cortese. Il mio più grande riconoscimento a livello individuale lo ottenni in A1 nel 2011-12 a Villacortese quando fui giudicata il miglior ricevitore del campionato. La più grande amerezza la finale scudetto persa contro Busto Arsizio e poi quando nel 2011-12 divento il libero proprio del Busto Arsizio, la final Four di Champions League, quando fummo eliminate in semifinale dal Kazan,dopo che avevamo avuto la meglio sulla Dinamo Mosca».

L’APPRODO ALL'ESTERO

Per Luna Veronica arrivò la prima chiamata all'estero quando si trasferì in Azerbaigian nell'Azerreyl Kubu, andando a vivere a Baku, capitale con oltre 2 milioni di abitanti. Una metropoli alle pendici della catena del Caucaso ai confini con la Russia. «Abitavo assieme ai miei genitori ad Antraccoli. Mio padre e mio nonno hanno finito tanti pneumatici nel venirmi a vedere giocare su e giù per l'Italia. Un giorno mi arrivò un allettante proposta da Baku e mia madre mi incoraggiò ad accettare. Era il 2012 ed avevo appena finito la stagione ad Urbino in A1. Mi affascinava l'idea di scoprire un mondo diverso. Andavo alla ricerca di nuove emozioni e così accettai il trasferimento. Non mi sono mai fatta assalire dall'ansia e mi tenevo allenata la mente andando ad imparare il russo ed anche l'arzebaigiano. A 23 anni feci una esperienza straordinaria, scoprendo una cultura completamente diversa da quella occidentale. Baku è una città in forte sviluppo, molto ricca nel sottosuolo grazie al petrolio ed al gas e che sta bruciando i tempi per ergersi fra le città più ricche al mondo, anche se al di fuori della città c'è ancora tanta miseria. Su 12 atlete del roster 8 erano straniere ed assieme a me giocava un'altra italiana: la centrale Sara Anzanello. Nella capitale ci sono tre squadre fortissime. Noi dell'Azerrey nella stagione 2012-13 arrivammo seconde in campionato dietro il Rabita Bacu,purtroppo non ci sono i playoff e vale quindi il piazzamento finale della regular season. Tornai in Italia nella Tiboni Urbino (2013-14). Giocai nel River (2014-15)e nella Flero (2015-16). Poi nel 2016-17 passai alla CSM Bucarest. Andai in Romania fiduciosa di fare un'altra grande esperienza all'estero. Invece ho trovato un ambiente ostile, la gente nei miei confronti diffidente, ero guardata male».

LA GRANDE GERMANIA

Luna Carocci vanta una ventina di presenze nella nazionale A. E a 29 anni sta vivendo forse il suo miglior periodo della carriera. È attualmente il libero dello Schweriner nel campionato tedesco. «È una bella città - esclama compiaciuta - con soli 100 mila abitanti ma ricca d'arte e circondata da laghi. La città più piccola di un land della Germania. Sono andata ad imparare in fretta il tedesco e vivo molto bene. Sono fidanzata da 4 anni con un ragazzo milanese che mi viene a trovare ogni tre settimane». Lo schweriner è campione di Germania incarica e la Carocci è stato uno dei suoi rinforzi nell'estate scorsa: cercava un libero per completare l'organico. È anche una delle squadre più titolate in Europa. Ha vinto 7 scudetti della Germania Est e 11 scudetti della Germania riunita. A livello internazionale ha vinto la Coppa dei Campioni nel 77-78 e la Coppa delle Coppe nel 74-75. «I tedeschi -prosegue Luna - hanno una grande organizzazione. Il marketing è di livello e consente di riempire i palazzetti di spettatori. Per la finale scudetto di Stoccarda in due giorni furono venduti tutti i biglietti a disposizione. Quando entrerò nel Mercedes Benz Arena sono sicura che sarò pervasa da un brivido, andrenalina allo stato puro quando i tifosi iniziano a cantare. Pochi mesi fa ho vinto la Supercoppa di Germania battendo in finale proprio lo Stoccarda. Nella pool scudetto abbiamo battuto in semifinale Dresden in due gare ed ora incrocio le dita perché se riusciamo a superare lo Stoccarda in tre gare su cinque, per la prima volta nella mia vita vincerei uno scudetto. Ho vinto Coppe, l'ultima la Supercoppa europea qui in Germania, sono arrivata diverse volte nella finale scudetto,sia in Italia sia all'estero ma ho sempre sfiorato il bersaglio. Questa volta vorrei fare centro».

PROSPETTIVE FUTURE

A 29 anni Luna ha ancora molto da dire nel volley, ma intanto si è preparata mentalmente a come impostare la sua vita. «Mi mancano due esami per laurearmi ad Urbino in Informazione, media e pubblicità. Ho rallentato gli esami per gli impegni sportivi, ma sto per completare anche questo impegno. Quando giocavo a Urbino mi iscrissi all'Università Carlo Bo, un ateneo ricco di storia. Mi piacerebbe anche l'idea di allenare, ma soltanto ragazzi per poter trasmettere le mie esperienze di volley. Come sono arrivata nel campionato tedesco? Il tecnico Felix Kosloski conosceva il collega di Bucarest dove giocavo, il turco Ferhat Akbas. Entrambi erano stati assistenti di Giovanni Guidetti. Poi nello Schweriner ci giocava già la tedesca Marem Brinker, mia compagna di squadra quando giocavo nel Montichiari e così è stato tutto più facile. Lego un pò con tutte. In particolare con la palleggiatrice finlandese Kaisa Alanko ed il centrale statunitense Loren Lauren». Poi iniziano i ringraziamenti: «Devo tutto ai miei genitori che mi hanno consentito di fare la mia vita e dedicarmi alla mia passione: Massimo «Nanni» Carocci e Eva Gianneschi»

IL RITORNO A LUCCA

Il 20 maggio Luna sarà a casa augurandoci con lo scudetto vinto in Germania.«Se vincerò lo scudetto - conclude il libero lucchese dello Schweriner - il mio pensiero andrà subito alla Pantera, la società che mi ha lanciato. So che è probabile una sua qualificazione ai playoff e mi farebbe piacere assistere ad una sua partita. Gioco in Germania, ma il mio cuore è sempre a Lucca. La Pantera è la società di volley più gloriosa della provincia. E mi piacerebbe dagli spalti incoraggiare le attuali giocatrici che sono certa faranno di tutto per approdare alla post season».

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