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Il realismo di Niccolai «Ci mancano le punte»

Il realismo di Niccolai «Ci mancano le punte»

Per il Secondo di mister Lopez la squadra fatica troppo in zona offensiva  L’amministratore Bini: «Limiti evidenti, accontentiamoci della salvezza»

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LUCCA. Squalificato Giovanni Lopez, tocca a Antonio Niccolai - figlio del grande Comunardo, difensore del Cagliari scudettato e azzurro a Messico 70 - analizzare il match con l'Arzachena. «Vincere oggi avrebbe significato per noi probabilmente una salvezza sicura. Quindi un po' di amaro in bocca per il risultato finale c'è. Il punto è che facciamo fatica a fare gol: per noi è fondamentale buttare palloni su palloni in area, per altre squadre basta meno. È un difetto che ci trasciniamo dall'inizio di stagione. Siamo un po' amareggiati, ma anche soddisfatti perché l'obiettivo salvezza è quasi raggiunto». Una Lucchese davvero inguardabile nel primo tempo: «Sì, nei quarantacinque minuti iniziali la squadra non si è vista. È vero, e abbiamo subito pure un gol a causa di un tiro che sarebbe andato chissà dove se non fosse stato deviato da Capuano. Ma al di là del gol, soprattutto in quella frazione non siamo stati brillanti. La ripresa è stata decisa migliore. Siamo entrati in campo con un altro piglio e, al di là degli episodi, è emerso il talento da parte di chi ne ha di più. Un nome su tutti? Logico, Iacopo Fanucchi».

Certo è che con le vittorie di Olbia e Pontedera servono tre punti a Gorgonzola con la Giana Erminio per sperare ancora nell’undicesimo posto che vale la post season: «I playoff? meglio non pensarci. - dice Niccolai - Ora dobbiamo concentrarci solamente sulla salvezza».

Un concetto che trova un alleato nell’amministratore unico Carlo Bini: «I nostri limiti davanti sono evidenti. Loro hanno messo dentro il gigante Golia (Vano) che pesava 120 chili per segnare di testa e regolarmente lo hanno fatto. Noi abbiamo Fanucchi che, qualcuno in passato ha pure criticato, che è bravo: canta e porta la croce. E meno male ce lo abbiano noi, altrimenti...Parlare di playoff mi pare davvero fuori luogo».

In sala stampa arriva anche Samuele Damiani, che non ha brillato come martedì scorso contro la Pistoiese: «Contro l'Arzachena eravamo disposti con due centrocampisti e mezzo, io e Buratto più arretrati rispetto ad Arrigoni a ridosso delle punte. Quindi per me un ruolo leggermente diverso, che portava a spingermi più avanti e ad avere più spazi e quindi dava l'impressione che facessi meno filtro. Comunque nel primo tempo abbiamo fatto fatica. Nel secondo abbiamo capito di poter riaprire la partita e che per farlo sarebbe stata sufficiente una rete. Così è stato, peccato che poi loro siano riusciti a pareggiare. La salvezza? Non so quanti punti manchino, ma noi dobbiamo pensare solamente ai tre punti, senza rischiare contropiedi inutili».



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