La Lucchese nel destino di Bertoncini
Il difensore cresciuto nel Piacenza: «Ho avuto gli ex rossoneri Donatelli, Luporini e Stellone che mi hanno aiutato a crescere»
LUCCA. Ritorno al Garilli per Davide Bertoncini, il difensore arrivato a gennaio dal Piacenza e subito schierato da Lopez nel terzetto della retroguardia rossonera. E che dopo due-tre gare con la nuova maglia incrocerà i suoi ex compagni di squadra. Il Piacenza gli aveva fatto tre anni di contratto, ma dopo un lieve infortunio muscolare ci sono state alcune incomprensioni ed ha preferito cambiare aria. Anche se il “Piace” è la squadra dove ha iniziato da calciatore nelle giovanili ed è piacentino, nato a Fiorenzuola d’Adda, a 40 chilometri dal capoluogo. «A Piacenza sono cresciuto ed è la mia città, sarà una gara particolare dal punto di vista emotivo». E non sarà una sfida facile con i rossoneri affamati di punti per migliorare una classifica diventata meno bella rispetto al girone d’andata e soltanto 3 punti nelle ultime 8 giornate (escluso il turno di riposo). «La Lucchese ha una classifica bugiarda, ma ci rifaremo. Già contro l’Arezzo si sono visti segnali positivi. Il Piacenza ha giocatori importanti e a gennaio si è rinforzato soprattutto in attacco. Una squadra caratterizzata da alti e bassi in questo campionato, ma che ha un potenzialità di fascia alta. La batosta con l’Arzachena non deve ingannare, hanno creato molte occasioni. Dovremo stare molto attenti e determinati e colpire di rimessa dove esaltiamo le nostre qualità offensive» è la ricetta di Bertoncini per uscire indenni del Garilli. La difesa rossonera dovrà vedersela con attaccanti pericolosi. «Pesenti, Corazza e Di Molfetta sono temibili, ma se non commettiamo leggerezze siamo una squadra solida. La differenza sarà nella fame e nella voglia di portare via punti. Sarà una partita tosta e dovremo tirare fuori il 110 per cento». Difensore arcigno, forte di testa, in prestito con diritto di riscatto e controriscatto, Bertoncini si inserito subito nei meccanismi difensivi. Nel Frosinone è stato tra i protagonisti della scalata dalla C1 (30 presenze e 1 gol ai playoff) alla B e poi, condizionato da una lunga pubalgia, 11 partite e la seconda promozione consecutiva, questa volta in serie A. «Poi alcuni infortuni mi hanno condizionato» dice Bertoncini. Da ragazzino ha vinto lo scudetto e due supercoppa nella Primavera del Genoa. «C’era come dirigente Mario Donatelli, amatissimo a Lucca, e al Piacenza al settore giovanile avevo l’ex rossonero Gianfranco Luporini. A Frosinone come allenatore c’era Stellone, pure lui ex rossonero. Era destino venire nella Lucchese». Un ragazzo quadrato, che pensa anche al dopo calcio. Nel tempo libero ama la montagna e la bici. «Mi piace fare escursioni in mountain bike e ho ripreso gli studi in economia aziendale».
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