Il presidio
NESSUN DIRIGENTE VECCHIO E NUOVO AL SEGUITO DELLA SQUADRA
Lopez amareggiato: «Battuti per un’ingenuità, il pari era il risultato più giusto»
PIACENZA. L’«hombre vertical» è solo. Al Garilli a rappresentare la società non c’è un dirigente: vecchio o nuovo che sia. Una vergogna. Ma Giovanni Lopez accompagnato dall’umile addetto stampa,...
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PIACENZA. L’«hombre vertical» è solo. Al Garilli a rappresentare la società non c’è un dirigente: vecchio o nuovo che sia. Una vergogna. Ma Giovanni Lopez accompagnato dall’umile addetto stampa, Giacomo Bernardi, preferisce parlare solo della partita e prendersi le responsabilità di questo ko che, oggettivamente, la Lucchese poteva evitare: «Sono arrabbiato perchè avevamo studiato a fondo le situazioni di ripartenza avversarie durante la settimana. E aver preso quel rigore per un’ingenuità evitabile pesa e non poco. Tuttavia non abbiano disputato una buona gara. Nel primo tempo ci siamo limitati a controllare gli avversari e nel primo quarto d’ora della ripresa abbiamo preso in mano il pallino del gioco sino a quell’errore costato caro». Sulla sostituzione di Tavanti non usa mezzi termini: «L’avete visto anche voi: ha giocato male». Con Nolè a sinistra, Arrigoni a destra e Merlonghi sull’out destro nella ripresa la squadra, almeno sino al gol, è apparsa più compatta: «Ripeto all’inizio non riuscivamo a prendere le misure agli emiliani. Poi nel secondo tempo sino al rigore abbiamo fatto bene pur senza quella brillantezza delle ultime partite». Ha influito il cambio di proprietà in itinere? «Io penso di no, perchè ho cercato di tranquillizzarli per tutta la settimana. Ma non sono nella testa dei calciatori. Una cosa però tengo a sottolineare. Questa squadra quando non gioca al 110%, cosa che fa di solito, non può che aspirare unicamente alla salvezza. E noi dobbiamo puntare lì perché non siamo maturi per altri obiettivi». Sabato ci sarà il Siena e serve un’altra Lucchese: «Dobbiamo fare una prestazione importante altrimenti gli ospiti ci saranno male. Ho fiducia però nei miei giocatori. Sapremo rialzarci». (l.t.)
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