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IL RICORDO
Guerrieri, una vita in nome dello sport
L’amico Cortinovis ripercorre i successi dell’ex rossonero morto nel 2009
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LUCCA. La Lucchese ieri ha giocato e vinto a Pontedera.
E proprio alla vigilia della sfida con i granata di settantasette anni fa si concluse per un infortunio la carriera di Manlio Guerrieri classe 1917 scomparso nel 2009 all’età di 92 anni.
A ricordarlo è l’amico Armando Cortinovis: «È stato un grande personaggio dello sport lucchese. Manlio era un attaccante-goleador insuperabile nei colpi di testa. Disputò 45 partite con la maglia della Lucchese tra B e C e chiuse con la maglia rossonera nel dicembre 1945 in seguito a un incidente al ginocchio sinistro.
«Dopo aver abbandonato il calcio Guerrieri, da sportivo vero, si dedicò al tennis e con impegno, generosità e tenacia riuscì ad ottenere importanti risultati nella categoria Veterani dove raggiunse una buona classifica individuale. Ma di Guerrieri colpiva in modo particolare una caratteristica: la correttezza e la lealtà. Mai uno scatto d’ira, mai una contestazione, massimo rispetto per compagni e avversari. Un esempio per le giovani generazioni.
«Negli ultimi anni di vita - conclude il suo intervento Cortinovis - quando le forze lo stavano abbandonando, si isolava nello studio di casa attorniato dai trofei conquistati che mostrava con un pizzico d’orgoglio agli amici che andavano a trovarlo. Gli anni passano inesorabile e la figura di Manlio Guerrieri ci manca: come sportivo e come amico. Il suo esempio e il suo ricordo restano per sempre nella memoria di tutti coloro che hanno avuto il privilegio di averlo conosciuto»
E proprio alla vigilia della sfida con i granata di settantasette anni fa si concluse per un infortunio la carriera di Manlio Guerrieri classe 1917 scomparso nel 2009 all’età di 92 anni.
A ricordarlo è l’amico Armando Cortinovis: «È stato un grande personaggio dello sport lucchese. Manlio era un attaccante-goleador insuperabile nei colpi di testa. Disputò 45 partite con la maglia della Lucchese tra B e C e chiuse con la maglia rossonera nel dicembre 1945 in seguito a un incidente al ginocchio sinistro.
«Dopo aver abbandonato il calcio Guerrieri, da sportivo vero, si dedicò al tennis e con impegno, generosità e tenacia riuscì ad ottenere importanti risultati nella categoria Veterani dove raggiunse una buona classifica individuale. Ma di Guerrieri colpiva in modo particolare una caratteristica: la correttezza e la lealtà. Mai uno scatto d’ira, mai una contestazione, massimo rispetto per compagni e avversari. Un esempio per le giovani generazioni.
«Negli ultimi anni di vita - conclude il suo intervento Cortinovis - quando le forze lo stavano abbandonando, si isolava nello studio di casa attorniato dai trofei conquistati che mostrava con un pizzico d’orgoglio agli amici che andavano a trovarlo. Gli anni passano inesorabile e la figura di Manlio Guerrieri ci manca: come sportivo e come amico. Il suo esempio e il suo ricordo restano per sempre nella memoria di tutti coloro che hanno avuto il privilegio di averlo conosciuto»
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