Italia
Paolo ha fatto dieci e non si vuol fermare
di Luca Dini
È festa per Andreucci e la sua vittoria nel campionato italiano, ma si guarda già al futuro e all’ipotesi Citroen C3 R5
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CASTELNUOVO GARFAGNANA . E’ stato un risveglio speciale per Castelnuovo e per la Garfagnana intera. Il decimo titolo conquistato da Paolo Andreucci e Anna Andreussi ha portato aria di festa e tutti non vedono l’ora di abbracciare il campione e la sua compagna che rientreranno nei prossimi giorni. Un successo strepitoso che allunga la vincente carriera del pilota di Castelnuovo che ha collezionato i 10 tricolori dal 2001 ad oggi, arrivando a cucirsi la “stella” sulla tuta all’età di 52 anni.
Eppure, Paolo Andreucci difficilmente si fermerà. Lui dice che il futuro lo deciderà assieme a Peugeot e Pirelli, ma le strade portano ad una nuova stagione da correre e visto che la Peugeot ha “inglobato” la Citroen ecco che anche la nuova sfida sarebbe già designata: un campionato al volante della Citroen C3 R5.
È stata ormai raccontata tante volte la storia di Paolo Andreucci. Di quel “ragazzo” nato fenomeno che qualsiasi sport lo mettessi a fare, primeggiava. Come nello sci, quando batteva nelle gare giovanili un certo Alberto Tomba, ma anche nel tennis, nel calcio e ovviamente nei motori, dalle “gare” in motorino ai rally veri. Una passione trasmessa dall’attività di famiglia, quell’albergo ristorante che porta il nome del nonno “Da Carlino” e che ospitava i campioni delle quattro ruote che si cimentavano sulle strade della Garfagnana non solo per il rally del Ciocco, ma anche per le prove del Mondiale. Da lì Paolo è partito. E non si è mai fermato.
Ha scritto e riscritto la storia, superando il record di 7 titoli che apparteneva a quel Dario Cerrato che è stato uno dei suoi idoli da ragazzo, un mito da inseguire. Beh, raggiunto, superato e adesso abbondantemente distanziato per arrivare alla cifra tonda di 10. Dopo un campionato per niente scontato, Simone Campedelli con la Ford Fiesta è stato avversario vero, Umberto Scandola è sempre stato pronto a fare da terzo incomodo e quindi da ago della bilancia di quello che però è stato a lungo un duello a due. L’annullamento del Targa Florio quando un’altra vittoria sembrava vicino, le due prove su terra dove la Peugeot soffre di più rispetto alle rivali sino alle incertezze di Roma e al gran finale di Verona.
«È stata dura e complicata, uno dei campionati più incerti da tanti anni a questa parte – commenta Andreucci – abbiamo fatto un gran bel lavoro di squadra che ci ha supportato davvero tanto, grazie davvero a tutti. Un grosso grazie anche a Pirelli, per la qualità dei suoi pneumatici ma anche per il suo grande supporto ed assistenza in ogni occasione, sono stati davvero il partner ideale. Questa vittoria è frutto di un lungo lavoro iniziato a fine della stagione scorsa, quando abbiamo deciso che volevamo riprenderci il titolo. E ce l’abbiamo fatta! Sono emozionato». Sì, perché il decimo titolo era sfumato lo scorso anno anche a causa di un cambio di regolamento che aveva penalizzato Andreucci, altrimenti vincente con il sistema punteggio precedente. Ma adesso anche quel rammarico è nel dimenticatoio. C’è il decimo titolo, una festa da godersi con i fan che si stanno già organizzando e poi forse una nuova stagione, una nuova sfida. Ovviamente da vincere.
Eppure, Paolo Andreucci difficilmente si fermerà. Lui dice che il futuro lo deciderà assieme a Peugeot e Pirelli, ma le strade portano ad una nuova stagione da correre e visto che la Peugeot ha “inglobato” la Citroen ecco che anche la nuova sfida sarebbe già designata: un campionato al volante della Citroen C3 R5.
È stata ormai raccontata tante volte la storia di Paolo Andreucci. Di quel “ragazzo” nato fenomeno che qualsiasi sport lo mettessi a fare, primeggiava. Come nello sci, quando batteva nelle gare giovanili un certo Alberto Tomba, ma anche nel tennis, nel calcio e ovviamente nei motori, dalle “gare” in motorino ai rally veri. Una passione trasmessa dall’attività di famiglia, quell’albergo ristorante che porta il nome del nonno “Da Carlino” e che ospitava i campioni delle quattro ruote che si cimentavano sulle strade della Garfagnana non solo per il rally del Ciocco, ma anche per le prove del Mondiale. Da lì Paolo è partito. E non si è mai fermato.
Ha scritto e riscritto la storia, superando il record di 7 titoli che apparteneva a quel Dario Cerrato che è stato uno dei suoi idoli da ragazzo, un mito da inseguire. Beh, raggiunto, superato e adesso abbondantemente distanziato per arrivare alla cifra tonda di 10. Dopo un campionato per niente scontato, Simone Campedelli con la Ford Fiesta è stato avversario vero, Umberto Scandola è sempre stato pronto a fare da terzo incomodo e quindi da ago della bilancia di quello che però è stato a lungo un duello a due. L’annullamento del Targa Florio quando un’altra vittoria sembrava vicino, le due prove su terra dove la Peugeot soffre di più rispetto alle rivali sino alle incertezze di Roma e al gran finale di Verona.
«È stata dura e complicata, uno dei campionati più incerti da tanti anni a questa parte – commenta Andreucci – abbiamo fatto un gran bel lavoro di squadra che ci ha supportato davvero tanto, grazie davvero a tutti. Un grosso grazie anche a Pirelli, per la qualità dei suoi pneumatici ma anche per il suo grande supporto ed assistenza in ogni occasione, sono stati davvero il partner ideale. Questa vittoria è frutto di un lungo lavoro iniziato a fine della stagione scorsa, quando abbiamo deciso che volevamo riprenderci il titolo. E ce l’abbiamo fatta! Sono emozionato». Sì, perché il decimo titolo era sfumato lo scorso anno anche a causa di un cambio di regolamento che aveva penalizzato Andreucci, altrimenti vincente con il sistema punteggio precedente. Ma adesso anche quel rammarico è nel dimenticatoio. C’è il decimo titolo, una festa da godersi con i fan che si stanno già organizzando e poi forse una nuova stagione, una nuova sfida. Ovviamente da vincere.
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