L’addetto stampa sedotto e abbandonato
di Luca Tronchetti
Lodovico Poschi Meuron scaricato tre giorni dopo l’accordo: «La governance della Lucchese in mano a una sola persona»
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LUCCA. La notizia riportata da «Il Tirreno» era vera. Lodovico Poschi Meuron martedì pomeriggio era diventato il nuovo addetto stampa della Lucchese. Tutti i colleghi ne erano a conoscenza. Era stato scelto dopo aver interpellato almeno altri due giornalisti professionisti. E aveva inviato, giovedì mattina, anche un comunicato stampa. Poi, incomprensibilmente, il dietro front. Voluto da chi? E perché? Nessuno vuol assumersi la paternità di questa decisione. Una cosa è certa: l’unità d’intenti che aveva salvato dall’oblio la Lucchese lo scorso febbraio è un lontano ricordo. Lui, protagonista suo malgrado, è amareggiato. Ma soprattutto preoccupato per il futuro rossonero: «La mia vita non cambia. Resto direttore del sito web Lo Schermo e proseguo a fare il mio lavoro. D’altronde avevo accettato l’incarico non per spinta professionale, ma per passione autentica a fronte di poco più di un rimborso spese. In tanti anni di professione è la prima volta che mi capita una cosa del genere. Sono stupito del comportamento della società per la scarsa considerazione alle persone. Una mancanza di rispetto che, com’è nel mio stile, non mi farà venir meno l’amore per i colori rossoneri». Dallo sfogo al racconto, pacato e con dovizia di particolari, da “vecchio” cronista: «Sono stato contattato da Arnaldo Moriconi domenica 9 luglio. L’ho incrociato al concerto di Ennio Morricone: mi ha accennato della mia disponibilità a ricoprire il ruolo di addetto stampa. Io ho detto che ne potevamo parlare». Lunedì 17 luglio, in occasione della presentazione della campagna abbonamenti allo stadio, verso le 14,50 Moriconi telefona a Poschi: «Mi fa: “Allora, vieni alla conferenza che così ti presento?”. Io gli rispondo che sarei andato, ma che, com’è normale che sia, prima di accettare volevo ragionare anche con gli altri soci su come impostare il rapporto. Martedì ci siamo visti allo stadio. Con Moriconi c’erano il socio Marco Gonzadi e l’amministratore unico Carlo Bini. Mi hanno fatto una proposta e ho accettato i termini economici. Alla fine ci siano abbracciati e stretti la mano come si fa tra persone vere, tra gentiluomini. Ho avvertito anche Stefano Galligani, presidente di Lucca United, e anche lui era soddisfatto. L’unico che non ho sentito, e lo avrei fatto entro lunedì, è il socio Gianfranco Zappelli, che reputoserio e competente. Siccome mi possono accusare di tutto, ma non di essere venale, la segretaria Marcella Ghilardi mi ha detto che non aveva pronto il contratto e io non le ho certo messo fretta. Lo avrei firmato lunedì visto che da venerdì a domenica avevo preso precedentemente un impegno e sarei stato fuori Lucca. Mercoledì pomeriggio sono salito a Fiumalbo e mi sono presentato, nella mia nuova veste, al mister, alla squadra, agli amici Tambellini e Alvaro. Giovedì mattina ho inviato ai colleghi della stampa un comunicato». Non poteva certo sapere che quello sarebbe stata la sua prima e ultima nota: «Venerdì alle 19 mi arriva una telefonata: è Gonzadi che, decisamente imbarazzato, mi dice che Moriconi ha portato un’altra persona. E mi fa il nome di Bernardi, che conosco per averlo fatto collaborare per due mesi a Lo Schermo. Chiamo anche l’amministratore Bini per avere chiarimenti, ma lui non ci può fare niente». Verso le 23 un’altra telefonata: è Moriconi: «Mi dice che la decisione è dei soci e non sua. Incredibile, ma vero. Morale? In questi giorni mi sono reso conto che la governance della Lucchese è in mano ad una sola persona: Arnaldo Moriconi».
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