Martina, ragazza boxeur: «Amo danzare sul ring»
di Valter Nieri
L’atleta della Pugilistica Lucchese a 16 anni è già campionessa regionale Studia al liceo linguistico e vuol diventare accompagnatrice turistica per viaggiare
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LUCCA. Niente è scontato per Martina Morotti, campionessa regionale e vice campionessa nazionale di Light Boxe. L'atleta lucchese, residente a Monsagrati, sta facendo passi da gigante a 16 anni non ancora compiuti, dopo nemmeno due anni che pratica questo sport nella Pugilistica Lucchese, fucina di giovani talenti che inseguono tenacemente risultati di prestigio. Sin da bambina Martina era diversa dalle sue coetanee. Mentre loro giocavano con le barbie, lei si divertiva a vestirle cucendo loro vestiti con la sua fervida immaginazione. Amava fare sport e ha praticato nuoto per 6 anni, poi ginnastica ritmica e infine in estate equitazione. Ma andava sempre alla ricerca di uno sport che la emozionasse e la facesse sentire importante. Un modo per vincere la sua timidezza, le sue insicurezze e per accrescere l'autostima. Provò a fare atletica con la maglia della Virtus Lucca nelle specialità di corsa, ma in quel frangente fu affetta dalla sindrome di Osgood Schlatter, una patologia della tuberosità tibiale tipica negli atleti in età pre-adolescenziale che può proseguire fino al termine della crescita e che ne limita molto la resistenza fisica. Dopo tanti tentativi a vuoto a settembre 2015 riuscì a trovare lo sport a lei più congeniale che le faceva acquisire maggior sicurezza nei propri mezzi:il pugilato. Sua mamma, Margherita Matteucci, preoccupata perché temeva che la figlia potesse percorrere strade sbagliate frequentando discoteche con le amiche, decise di accompagnarla alla palestra Pertini per farle provare il pugilato che educa i ragazzi al sacrificio ed alla disciplina.
Donna pugile. «Ho capito da subito-dice Martina- che quello sarebbe stato il mio sport ideale. Mi piaceva danzare sul ring, fare quei movimenti che mi aiutavano ad aumentare la forza fisica ed a tonificare le gambe. Ringrazio il mio maestro, Massimo Giuliano, per la tecnica che mi ha insegnato. Schivare i colpi è fondamentale. Ora sono in grado di difendermi anche se evito sempre nelle fasi critiche con gli amici di sferrare i miei colpi, sia pure di difesa personale». L'esordio sul ring avvenne per lei a febbraio 2016 nella Linght Boxe a livello amatoriale a Firenze e Martina perse ai punti. Ma quella sconfitta per lei fu un momento di maturazione non certo di depressione. A livello regionale, essendo ancora poche le praticanti, gli incontri avvengono senza fascia di età. Sono considerati ancora di livello amatoriale e la sua prima vittoria in carriera la ottenne a Livorno contro una signora ultra cinquantenne. Vinse il suo primo titolo regionale e poi ai campionati italiani di Rimini giunse in finale sbarazzandosi della concorrenza anche delle atlete della Marcianise, fucina di campioni e campionesse e serbatoio di pugili in procinto di passare professionisti. Perse soltanto in finale conquistando comunque la medaglia d'argento. «Fino ad oggi ho disputato una ventina di incontri alcuni persi e molti vinti. Quando salgo sul ring e suona il gong mi estraneo completamente dall'ambiante esterno- prosegue Martina Morotti -concentrandomi esclusivamente sull'avversaria con sguardo attento verso il mio allenatore. Quest'anno mi sono confermata campionessa regionale nella categoria junior 45/55 chili, qualificandomi per le finali dei campionati italiani in programma a Senigallia il 23 e 24 settembre. Si tratta del mio grande appuntamento stagionale. Spero di trasformare in oro la medaglia d'argento dello scorso anno».
Oltre il ring. A livello scolastico Martina studia al liceo linguistico Vallisneri e sta per essere promossa dalla seconda alla terza classe. «Vorrei tanto diplomarmi in fretta e lavorare come accompagnatrice turistica visto che amo viaggiare anche se al centro dei miei desideri c'è sempre quello di fare il pugile professionista».
Una passione quella di Martina che ha coinvolto tutta la famiglia. Una famiglia sportiva con suo padre Giordano Morotti che fa il rallysta e suo fratello Nicola che è un promettente atleta nelle gare di corsa della Virtus CdR Lucca. Con Martina la Pugilistica Lucchese e Giulio Monselesan hanno trovato una donna pugile grintosa e di buon livello tecnico da aggiungere ad una rosa già numerosa e di buone aspettative. Quello che la preoccupa, ma che riesce a contenere, è la sua passione alimentare per le penne al pesto e per i formaggi: «Troppo buoni-dice- ma contenenti anche moltissime calorie. Mi riesce difficile non mangiarle: soffro di più di quanto affronto le avversarie sul ring. Il mio è un rapporto conflittuale con il cibo».
Imminenti appuntamenti per lei il tricolore di Senigallia, che le può aprire le porte al pugilato agonistico e consentirle magari il viaggio a lungo sognato da fare assieme alla famiglia: «Sogno di visitare il Central Park nel cuore di Manhattan ampliando le mie conoscenze linguistiche. Uno stage anticipato utilissimo per la professione che vorrei intraprendere: l'accompagnatrice turistica. Quale migliore opportunità di una città cosmopolita e all'avanguardia come New York?»". Martina è una ragazza che da sfogo alla sua fantasia indossando casco e guantoni sul ring. Pronta a stendere in autodifesa i suoi eventuali molestatori.
Donna pugile. «Ho capito da subito-dice Martina- che quello sarebbe stato il mio sport ideale. Mi piaceva danzare sul ring, fare quei movimenti che mi aiutavano ad aumentare la forza fisica ed a tonificare le gambe. Ringrazio il mio maestro, Massimo Giuliano, per la tecnica che mi ha insegnato. Schivare i colpi è fondamentale. Ora sono in grado di difendermi anche se evito sempre nelle fasi critiche con gli amici di sferrare i miei colpi, sia pure di difesa personale». L'esordio sul ring avvenne per lei a febbraio 2016 nella Linght Boxe a livello amatoriale a Firenze e Martina perse ai punti. Ma quella sconfitta per lei fu un momento di maturazione non certo di depressione. A livello regionale, essendo ancora poche le praticanti, gli incontri avvengono senza fascia di età. Sono considerati ancora di livello amatoriale e la sua prima vittoria in carriera la ottenne a Livorno contro una signora ultra cinquantenne. Vinse il suo primo titolo regionale e poi ai campionati italiani di Rimini giunse in finale sbarazzandosi della concorrenza anche delle atlete della Marcianise, fucina di campioni e campionesse e serbatoio di pugili in procinto di passare professionisti. Perse soltanto in finale conquistando comunque la medaglia d'argento. «Fino ad oggi ho disputato una ventina di incontri alcuni persi e molti vinti. Quando salgo sul ring e suona il gong mi estraneo completamente dall'ambiante esterno- prosegue Martina Morotti -concentrandomi esclusivamente sull'avversaria con sguardo attento verso il mio allenatore. Quest'anno mi sono confermata campionessa regionale nella categoria junior 45/55 chili, qualificandomi per le finali dei campionati italiani in programma a Senigallia il 23 e 24 settembre. Si tratta del mio grande appuntamento stagionale. Spero di trasformare in oro la medaglia d'argento dello scorso anno».
Oltre il ring. A livello scolastico Martina studia al liceo linguistico Vallisneri e sta per essere promossa dalla seconda alla terza classe. «Vorrei tanto diplomarmi in fretta e lavorare come accompagnatrice turistica visto che amo viaggiare anche se al centro dei miei desideri c'è sempre quello di fare il pugile professionista».
Una passione quella di Martina che ha coinvolto tutta la famiglia. Una famiglia sportiva con suo padre Giordano Morotti che fa il rallysta e suo fratello Nicola che è un promettente atleta nelle gare di corsa della Virtus CdR Lucca. Con Martina la Pugilistica Lucchese e Giulio Monselesan hanno trovato una donna pugile grintosa e di buon livello tecnico da aggiungere ad una rosa già numerosa e di buone aspettative. Quello che la preoccupa, ma che riesce a contenere, è la sua passione alimentare per le penne al pesto e per i formaggi: «Troppo buoni-dice- ma contenenti anche moltissime calorie. Mi riesce difficile non mangiarle: soffro di più di quanto affronto le avversarie sul ring. Il mio è un rapporto conflittuale con il cibo».
Imminenti appuntamenti per lei il tricolore di Senigallia, che le può aprire le porte al pugilato agonistico e consentirle magari il viaggio a lungo sognato da fare assieme alla famiglia: «Sogno di visitare il Central Park nel cuore di Manhattan ampliando le mie conoscenze linguistiche. Uno stage anticipato utilissimo per la professione che vorrei intraprendere: l'accompagnatrice turistica. Quale migliore opportunità di una città cosmopolita e all'avanguardia come New York?»". Martina è una ragazza che da sfogo alla sua fantasia indossando casco e guantoni sul ring. Pronta a stendere in autodifesa i suoi eventuali molestatori.
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