La palla ad Obbedio: «Il Parma è forte per le qualità dei singoli»
LUCCA. Lui il Parma lo ha visto quattro volte: due nel girone d’andata sotto la gestione Luigi Apolloni, due nel girone di ritorno con Roberto D’Aversa in panchina. Conosce bene quindi le qualità dei...
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LUCCA. Lui il Parma lo ha visto quattro volte: due nel girone d’andata sotto la gestione Luigi Apolloni, due nel girone di ritorno con Roberto D’Aversa in panchina. Conosce bene quindi le qualità dei singoli e il gioco dei gialloblu dell’Emilia. Lui è Antonio Obbedio l’artefice principale - assieme a mister Giovanni Lopez - del miracolo rossonero. Con la consueta obiettività che lo contraddistingue indica pregi e difetti della compagine nerocrociata: «Con Apolloni giocavano con il 3-5-2 mentre con la gestione D’Aversa sono passati al 4-3-3. Diciamo che il loro gioco si basa sulle individualità. Gente come Munari e Calaiò può risolvere la partita in ogni momento».
Punti di forza. «Al di là dell’organico con 22 titolari, uno per ruolo, sono proprio le qualità dei singoli che balzano agli occhi. Faccio due nomi per tutti: l’esperto Calaiò che si muove molto durante i momenti di non possesso palla e non dà punti di riferimento alla difesa e il giovane Baraye che alle qualità tecniche unisce una grandissima velocità. E anche le altre individualità - a partire da un centrocampo dove gente come Munari, Scozzarella, Corapi è davvero un lusso per la C - sono da temere in modo particolare. Concentrazione e attenzione ai particolari devono essere il nostro mantra».
Punti deboli. «Giocano sotto ritmo. Squadra molto compassata che punta al possesso palla e non ha grande gamba. Sono però solidi e forti fisicamente. Aggredirli dall’inizio? Rischiamo le ripartenze di Baraye e Nocciolini. Dietro hanno qualche problemino con Mazzocchi inventato terzino destro quando manca Lucarelli e Iacoponi si sposta al centro».(l.t.)
Punti di forza. «Al di là dell’organico con 22 titolari, uno per ruolo, sono proprio le qualità dei singoli che balzano agli occhi. Faccio due nomi per tutti: l’esperto Calaiò che si muove molto durante i momenti di non possesso palla e non dà punti di riferimento alla difesa e il giovane Baraye che alle qualità tecniche unisce una grandissima velocità. E anche le altre individualità - a partire da un centrocampo dove gente come Munari, Scozzarella, Corapi è davvero un lusso per la C - sono da temere in modo particolare. Concentrazione e attenzione ai particolari devono essere il nostro mantra».
Punti deboli. «Giocano sotto ritmo. Squadra molto compassata che punta al possesso palla e non ha grande gamba. Sono però solidi e forti fisicamente. Aggredirli dall’inizio? Rischiamo le ripartenze di Baraye e Nocciolini. Dietro hanno qualche problemino con Mazzocchi inventato terzino destro quando manca Lucarelli e Iacoponi si sposta al centro».(l.t.)
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