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L’INTERVISTA AL DOPPIO EX
«Lucca ha più fame di calcio vero»
Il superbomber Paci fa le carte alla sfida playoff tra toscani ed emiliani
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LUCCA. È indaffarato nella gestione dei suoi tre ristoranti in Costa Smeralda, ma quando al telefono chiamano da Lucca non può fare a meno di fermarsi e concedersi al cronista. Parma-Lucchese è la partita di Roberto Paci, 53 anni da compiere il 18 luglio, cresciuto nel Parma e alfiere e bomber di tutti i tempi con la maglia rossonera (375 presenze e 147 gol in campionato). Con entrambe le compagini ha vinto il campionato di serie C (1985-86 nel Parma di Sacchi dove collezionò 32 presenze con 5 gol, 1989-90 nella Lucchese di Orrico). Chi meglio di lui, che le ha vissute, può fare un paragone tra le due piazze? «A Parma ho fatto la trafila del settore giovanile. A scoprirmi fu il povero Pomelli che ha giocato un centinaio di partite anche nella Lucchese. Era destino quindi che finissi a giocare con la maglia della Pantera. Ma non mi sarei mai immaginato di poter fare la storia del club. Quando leggo i numeri mi meraviglio di me stesso. Le differenze tra le tifoserie? Almeno quando ci stavo io a Parma le aspettative erano molto alte. Vincere diventava quasi un obbligo, la serie B era la normalità. Lucca è più passionale. Quando si innamora lo fa in modo viscerale. E non è un caso se la squadra di Orrico è rimasta nell’immaginario collettivo anche a distanza di quasi trent’anni. Quando con i ducali guidati da Sacchi vincemmo il campionato in città venne organizzata una festa promozione. Ma tutto si è esaurì in un paio di giorni. A Lucca invece i bagordi durarono settimane e gli inviti si protrassero sino all’inizio della stagione successiva. Anche gli ultras sono più vicini alla squadra rispetto a quelli del Parma». Ormai il calcio per Paci-gol è solo un ricordo. A Lucca viene per qualche giorni ogni inverno per trovare il figlio Alessandro e la ex moglie e segue soltanto le partite della Champion’s League: «In tv seguo la Juventus di cui sono simpatizzante. Ma attraverso i social sono in contatto con i tifosi della vecchia guardia, quelli che mi applaudivano negli anni Novanta. Sono aggiornato minuto per minuto su quanto accade e noto entusiasmo nella piazza che davvero meriterebbe la serie B. Ci sono molte aspettative e qualcuno rivede nella nuova Lucchese la possibilità, dopo tanto penare, di riprendersi la categoria che compete alla piazza. Personalmente non conosco i giocatori. Il tecnico sì. Lopez è stato un mio avversario quando giocava nel Vicenza di Ulivieri. Un tipo tosto e deciso che non faceva sconti. Mi pare la persona giusta al posto giusto». I favori del pronostico però sono tutti per il Parma: «Ho letto che i ducali dispongono di una rosa da serie B e non prendono gol da 4 partite. Ma i playoff sono un campionato nel campionato e può succedere di tutto. Tra l’altro, a mio avviso, la Lucchese ha un piccolo vantaggio: quello di giocare la partita di ritorno al Porta Elisa. Se riesce a contenere i danni al Tardini se la può giocare in casa e se poi decidesse la lotteria dei rigori batterli di fronte al proprio pubblico è un’altra cosa». Purtroppo i pressanti impegni di lavoro nei tre ristoranti gli impediranno di essere allo stadio: «Seguirò la sfida tramite i siti. Ho letto del mio amico Bruno Russo candidato alle amministrative. Dopo il giocatore, l’allenatore e il diesse anche il politico. È proprio vero che anche le querce fanno i limoni. Scherzi a parte spero proprio che la Lucchese riesca a regalare alla città un sogno che manca da troppo tempo».
Luca Tronchetti
Luca Tronchetti
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