Italia
Da giocatrice a insegnante «Volley, palestra di vita»
di Valter Nieri
Dall’età di 10 anni ha scelto la pallavolo e oggi milita nella Polisportiva Capannori ed è vice coach nel settore giovanile della Pantera: «Sogno di visitare il Portogallo»
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LUCCA. Chiara Petretti ha stimolato lo sviluppo di crescita attraverso la pallavolo che pratica a livello agonistico da quando aveva 10 anni. Una scelta, dopo avere praticato altre discipline sportive da bambina, dovuta alla voglia di socializzare con le compagne, alla consapevolezza di essere tutte indispensabili nel raggiungere il risultato.
Oggi Chiara ha ventisei anni ed una vita molto impegnata che conduce con buoni profitti limitando la sua carriera agonistica a livello amatoriale. Gioca infatti nella Polisportiva Capannori, per dare spazio ai suoi insegnamenti alle ragazze Under 12 e 13 della Volley Pantera Lucca dove è vice allenatrice di Roberto Arfavelli ed alle ragazze Under 16 e 17 della stessa società, facendo l'allenatrice in seconda di Gabriele Romboni, già coach anche della prima squadra.
Nella sua borsa non mancano mai scarpette e ginocchiere. Partecipa a tutti gli allenamenti e prima di essere utile alla Pantera dedica tanto tempo alla preparazione personale fisica, tecnica e tattica, ma anche mentale, specialmente quando il potenziale della squadra non è eccelso è determinante infondere fiducia fra le atlete e farle sentire importanti.
Chiara Petretti è timida e cerca di nascondere questo disagio dietro le spalle di Arfavelli, ma sa essere concreta ed utile nel dialogare con le ragazze.
«Scelsi la pallavolo-racconta - da quando ero bambina, all'età di 10 anni, dopo essermi cimentata in altri sport come il pattinaggio allenandomi all'Ostello di Lucca allora gestito dai miei nonni Carla Bianchi e Gino Del Chierico. Ma ho anche praticato nuoto,ginnastica artistica e giocato a basket. Mettendoci sempre cuore e carattere. Ma alla fine delle scuole elementari conobbi la Pallavolo e per me fu amore a prima vista. Gli attacchi e i movimenti a rete sono armoniosi e danno delle emozioni uniche.
«Crescendo apprezzavo sempre di più questo sport - prosegue - che mi consentiva di passare giornate in palestra anche quando era brutto tempo, pioveva e faceva freddo temprandomi il fisico e la testa. E il tutto con il contributo determinante delle mie compagne. Con loro ho sempre condiviso tutto: emozioni, sentimenti, aspettative. I sacrifici e le regole cui eravamo sottoposte ti aiutano a crescere e a responsabilizzarti a tutti i livelli».
A livello agonistico Chiara Petretti vinse con la Pantera due campionati nel 2009: il titolo regionale Under 18 e con la prima squadra fu promossa dalla D alla C, dividendosi nel ruolo di libero per entrambe le squadre.
«Dai trionfi di un'annata esaltante la Pantera incorse in una crisi dove anche in questo caso l'albero ha bruciato le radici. Retrocedemmo e la società mi mandò in prestito alla System Volley soltanto per una stagione per poi tornare al Palamartini da allieva allenatrice dedicandomi agli insegnamenti. Stando a stretto contatto con Arfavelli e Romboni io stessa ho affinato la tecnica e le basi per insegnare, ma nel volley c'è sempre da imparare nozioni e trasmetterle alle atlete più giovani. Mi diplomai al liceo scientifico con indirizzo sportivo ed entrai a lavorare come impiegata nell'azienda di famiglia che si occupa di trasporti liquidi alimentari e che ha sede a S.Marco, proprio dove abito ed a due passi dal Palamartini che raggiungo a piedi negli allenamenti. Ma il sogno che inseguo per il futuro è un lavoro stabile a contatto con i bambini, insegnare loro le regole sportive.
«In estate - prosegue Chiara Petretti - mi guadagno qualche spicciolo in più facendo l'educatrice sportiva al Campus estivo di Antraccoli gestito dall'Aics. Ma più che per il denaro lo faccio per il piacere di farlo. I corsi durano fino a settembre: si svolgono dal lunedì al venerdì ed il fine settimana lo dedico a fare footing per tenermi in forma e ad abbronzarmi a Montellizzo di Follonica, la spiaggia che ho sempre frequentato fin da bambina quando mi ci portavano i miei genitori. Ora ci vado le poche volte che ho tempo assieme al mio fidanzato Riccardo Giammattei, un ex arbitro di calcio che smise per dedicarsi al lavoro».
Per diverse ragazze gli impegni oggi sono suddivisi tra sport e crescita personale. Giovani. propositivi, ambiziosi e volenterosi. Peccato che in Lucchesia manchi del tutto la materia prima. Non ci sono gli impianti sportivi necessari e sufficienti a programmare stagioni di livello. E questa carenza finisce per ridurne le e capacità e le ambizioni di ragazze che potrebbero, a livello agonistico, militare in categorie maggiori e affacciarsi al gotha dello sport nazionale». Chiara è una ragazza che non può al momento e visto le circostanze fare i viaggi che desidera. «Vorrei tanto conoscere l'Algarve del Portogallo - conclude -,una regione magica con un mare stupendo che ho soltanto visto in televisione, chissà mai che un giorno si possa avverare questo mio desiderio...». Per ora lo sport e il lavoro non le permettono di fare voli pindarici. Ma con l’impegno e la passione Chiara Petretti riuscirà sicuramente a realizzare i suoi sogni.
Oggi Chiara ha ventisei anni ed una vita molto impegnata che conduce con buoni profitti limitando la sua carriera agonistica a livello amatoriale. Gioca infatti nella Polisportiva Capannori, per dare spazio ai suoi insegnamenti alle ragazze Under 12 e 13 della Volley Pantera Lucca dove è vice allenatrice di Roberto Arfavelli ed alle ragazze Under 16 e 17 della stessa società, facendo l'allenatrice in seconda di Gabriele Romboni, già coach anche della prima squadra.
Nella sua borsa non mancano mai scarpette e ginocchiere. Partecipa a tutti gli allenamenti e prima di essere utile alla Pantera dedica tanto tempo alla preparazione personale fisica, tecnica e tattica, ma anche mentale, specialmente quando il potenziale della squadra non è eccelso è determinante infondere fiducia fra le atlete e farle sentire importanti.
Chiara Petretti è timida e cerca di nascondere questo disagio dietro le spalle di Arfavelli, ma sa essere concreta ed utile nel dialogare con le ragazze.
«Scelsi la pallavolo-racconta - da quando ero bambina, all'età di 10 anni, dopo essermi cimentata in altri sport come il pattinaggio allenandomi all'Ostello di Lucca allora gestito dai miei nonni Carla Bianchi e Gino Del Chierico. Ma ho anche praticato nuoto,ginnastica artistica e giocato a basket. Mettendoci sempre cuore e carattere. Ma alla fine delle scuole elementari conobbi la Pallavolo e per me fu amore a prima vista. Gli attacchi e i movimenti a rete sono armoniosi e danno delle emozioni uniche.
«Crescendo apprezzavo sempre di più questo sport - prosegue - che mi consentiva di passare giornate in palestra anche quando era brutto tempo, pioveva e faceva freddo temprandomi il fisico e la testa. E il tutto con il contributo determinante delle mie compagne. Con loro ho sempre condiviso tutto: emozioni, sentimenti, aspettative. I sacrifici e le regole cui eravamo sottoposte ti aiutano a crescere e a responsabilizzarti a tutti i livelli».
A livello agonistico Chiara Petretti vinse con la Pantera due campionati nel 2009: il titolo regionale Under 18 e con la prima squadra fu promossa dalla D alla C, dividendosi nel ruolo di libero per entrambe le squadre.
«Dai trionfi di un'annata esaltante la Pantera incorse in una crisi dove anche in questo caso l'albero ha bruciato le radici. Retrocedemmo e la società mi mandò in prestito alla System Volley soltanto per una stagione per poi tornare al Palamartini da allieva allenatrice dedicandomi agli insegnamenti. Stando a stretto contatto con Arfavelli e Romboni io stessa ho affinato la tecnica e le basi per insegnare, ma nel volley c'è sempre da imparare nozioni e trasmetterle alle atlete più giovani. Mi diplomai al liceo scientifico con indirizzo sportivo ed entrai a lavorare come impiegata nell'azienda di famiglia che si occupa di trasporti liquidi alimentari e che ha sede a S.Marco, proprio dove abito ed a due passi dal Palamartini che raggiungo a piedi negli allenamenti. Ma il sogno che inseguo per il futuro è un lavoro stabile a contatto con i bambini, insegnare loro le regole sportive.
«In estate - prosegue Chiara Petretti - mi guadagno qualche spicciolo in più facendo l'educatrice sportiva al Campus estivo di Antraccoli gestito dall'Aics. Ma più che per il denaro lo faccio per il piacere di farlo. I corsi durano fino a settembre: si svolgono dal lunedì al venerdì ed il fine settimana lo dedico a fare footing per tenermi in forma e ad abbronzarmi a Montellizzo di Follonica, la spiaggia che ho sempre frequentato fin da bambina quando mi ci portavano i miei genitori. Ora ci vado le poche volte che ho tempo assieme al mio fidanzato Riccardo Giammattei, un ex arbitro di calcio che smise per dedicarsi al lavoro».
Per diverse ragazze gli impegni oggi sono suddivisi tra sport e crescita personale. Giovani. propositivi, ambiziosi e volenterosi. Peccato che in Lucchesia manchi del tutto la materia prima. Non ci sono gli impianti sportivi necessari e sufficienti a programmare stagioni di livello. E questa carenza finisce per ridurne le e capacità e le ambizioni di ragazze che potrebbero, a livello agonistico, militare in categorie maggiori e affacciarsi al gotha dello sport nazionale». Chiara è una ragazza che non può al momento e visto le circostanze fare i viaggi che desidera. «Vorrei tanto conoscere l'Algarve del Portogallo - conclude -,una regione magica con un mare stupendo che ho soltanto visto in televisione, chissà mai che un giorno si possa avverare questo mio desiderio...». Per ora lo sport e il lavoro non le permettono di fare voli pindarici. Ma con l’impegno e la passione Chiara Petretti riuscirà sicuramente a realizzare i suoi sogni.
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