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Mura rossonere, l’Albinoleffe non sfonda
di Luca Tronchetti
La Lucchese gioca una partita di sofferenza e sacrificio, tornando da Bergamo con uno 0-0 che la qualifica ai quarti
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inviato a BERGAMO. Il cuore grande della Lucchese è più forte di ogni ostacolo e al termine di una partita di sofferenza e sacrificio esce indenne dallo stadio Azzurri d'Italia, qualificandosi per il terzo turno dei playoff. Mister Lopez conferma la tradizione positiva contro L'AlbinoLeffe (3 vittorie e il pari di ieri sera confermano la sua imbattibilità contro i bergamaschi) e grazie a un super Nobile passa l'ostacolo e oggi attende il responso del sorteggio (ore 15.30 nella sede della Lega Pro di Firenze). In gara sono rimaste Parma Reggiana Livorno Alessandria Pordenone Cosenza e Lecce. Tutte formazioni che non c'entrano nulla con la Lucchese. Dice bene Capitan Nolé a fine partita: «A Firenze quando tirano su dall'urna la pallina con il nome Lucchese i commissari si guardano e dicono: ma questi cosa c'incastrano».
Lucca sta vivendo un sogno sportivo come dimostrano i 250 tifosi che hanno incitato a squarciagola dal primo all'ultimo minuto di recupero la squadra e alla fine sono impazziti di gioia. Adesso la prima partita della doppia sfida si giocherà il 31 maggio con gara di ritorno il 4 giugno. Il tempo per ricaricare le pile e verificare le condizioni fisiche di Mingazzini - novello Enrico Toti - che è entrato in campo al 18' del secondo tempo e ci è rimasto per venti minuti, mettendoci la gamba e uscendo poi per i soliti problemi muscolari. Domani la Lucchese compie 112 anni e quale migliore regalo poteva farsi la dirigenza lucchese che a febbraio ha salvato da fine certa il glorioso club rossonero? Diciamolo subito. Il passaggio del turno si traduce nell'eurogol su punizione di Bruccini al quarto minuto di recupero della gara al Porta Elisa. Perché l'Albinoleffe dell'ottimo tecnico Alvini è stato avversario tenace e irriducibile e la resa è arrivata soltanto al quarto minuto di recupero della match di Bergamo.
Partita di sofferenza. La Lucchese torna allo stadio che ospita le partite interne della Dea dopo 22 anni. In un campo che sembra un biliardo i rossoneri disputano una gara attenta e ordinata nella prima frazione di gioco. Con Mingazzini in panchina è Nolé a fare il perno di centrocampo con Gargiulo a sinistra e Bruccini a destra. Alvini sistema il baby Ravasio (98) accanto a Montella, con Giorgione a fare il trequartista in 3-4-1-2 nel tentativo di sfondare per vie centrali. Ma la disposizione tattica di Lopez con i tre centrali Espeche, Dermaku e Capuano - attenti a restare sempre dietro senza prestare il fianco alla ripartenze - irretisce Loviso e compagni. Al 10’ del primo tempo il portiere Nobile è chiamato a compiere l’unico grande intervento della frazione, su conclusione di Montella dal limite. È la catena di destra quella che dà le preoccupazioni maggiori con Tavanti che nell'uno contro uno soffre tremendamente Anastasio. La gara è piacevole e vibrante nonostante la latitanza di tiri nello specchio della porta.
Rossoneri alle corde. Se nella prima frazione di gioco i rossoneri sono più rapidi ad arrivare sulle seconde palle, nella ripresa la musica cambia. La Lucchese è stanca e come un pugile allo strenuo delle forze rincula pericolosamente, mentre i blucelesti della Val Seriana raddoppiano le energie e stringono d'assedio la porta rossonera. È in quei drammatici frangenti che si staglia la figura del più giovane della Lucchese: Tommaso Nobile, 21 anni, alla prima stagione in Lega Pro. Senza le sue parate, senza il suo coraggio, senza la serenità che è in grado di trasmettere ai compagni forse la squadra guidata con mano sapiente da mister Lopez avrebbe dovuto lasciare la qualificazione ai bergamaschi. Prima respinge in tuffo una conclusione da fuori di Montella, poi blocca una fucilata di Zaffagnini infine al 12' devia con i piedi sulla traversa una semirovesciata in area di Giorgione destinata a gonfiare la rete. La squadra non riesce più a ripartire e Lopez è costretto a giocarsi la carta Mingazzini che pur a gamba zoppa riesce a dare geometrie e tranquillità facendo salire i compagni. Al 44' quando un tiro dal limite di Cortellini viene respinto da Nobile si capisce che ormai è fatta.
Lucca sta vivendo un sogno sportivo come dimostrano i 250 tifosi che hanno incitato a squarciagola dal primo all'ultimo minuto di recupero la squadra e alla fine sono impazziti di gioia. Adesso la prima partita della doppia sfida si giocherà il 31 maggio con gara di ritorno il 4 giugno. Il tempo per ricaricare le pile e verificare le condizioni fisiche di Mingazzini - novello Enrico Toti - che è entrato in campo al 18' del secondo tempo e ci è rimasto per venti minuti, mettendoci la gamba e uscendo poi per i soliti problemi muscolari. Domani la Lucchese compie 112 anni e quale migliore regalo poteva farsi la dirigenza lucchese che a febbraio ha salvato da fine certa il glorioso club rossonero? Diciamolo subito. Il passaggio del turno si traduce nell'eurogol su punizione di Bruccini al quarto minuto di recupero della gara al Porta Elisa. Perché l'Albinoleffe dell'ottimo tecnico Alvini è stato avversario tenace e irriducibile e la resa è arrivata soltanto al quarto minuto di recupero della match di Bergamo.
Partita di sofferenza. La Lucchese torna allo stadio che ospita le partite interne della Dea dopo 22 anni. In un campo che sembra un biliardo i rossoneri disputano una gara attenta e ordinata nella prima frazione di gioco. Con Mingazzini in panchina è Nolé a fare il perno di centrocampo con Gargiulo a sinistra e Bruccini a destra. Alvini sistema il baby Ravasio (98) accanto a Montella, con Giorgione a fare il trequartista in 3-4-1-2 nel tentativo di sfondare per vie centrali. Ma la disposizione tattica di Lopez con i tre centrali Espeche, Dermaku e Capuano - attenti a restare sempre dietro senza prestare il fianco alla ripartenze - irretisce Loviso e compagni. Al 10’ del primo tempo il portiere Nobile è chiamato a compiere l’unico grande intervento della frazione, su conclusione di Montella dal limite. È la catena di destra quella che dà le preoccupazioni maggiori con Tavanti che nell'uno contro uno soffre tremendamente Anastasio. La gara è piacevole e vibrante nonostante la latitanza di tiri nello specchio della porta.
Rossoneri alle corde. Se nella prima frazione di gioco i rossoneri sono più rapidi ad arrivare sulle seconde palle, nella ripresa la musica cambia. La Lucchese è stanca e come un pugile allo strenuo delle forze rincula pericolosamente, mentre i blucelesti della Val Seriana raddoppiano le energie e stringono d'assedio la porta rossonera. È in quei drammatici frangenti che si staglia la figura del più giovane della Lucchese: Tommaso Nobile, 21 anni, alla prima stagione in Lega Pro. Senza le sue parate, senza il suo coraggio, senza la serenità che è in grado di trasmettere ai compagni forse la squadra guidata con mano sapiente da mister Lopez avrebbe dovuto lasciare la qualificazione ai bergamaschi. Prima respinge in tuffo una conclusione da fuori di Montella, poi blocca una fucilata di Zaffagnini infine al 12' devia con i piedi sulla traversa una semirovesciata in area di Giorgione destinata a gonfiare la rete. La squadra non riesce più a ripartire e Lopez è costretto a giocarsi la carta Mingazzini che pur a gamba zoppa riesce a dare geometrie e tranquillità facendo salire i compagni. Al 44' quando un tiro dal limite di Cortellini viene respinto da Nobile si capisce che ormai è fatta.
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