Il presidio
Lucchese da sogno, l’ Arezzo è ko
di Luca Tronchetti
I ragazzi di Lopez ribaltano il risultato e conquistano la qualificazione al turno successivo
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Fantastici. Basta una parola per tradurre l’emozione di una serata che resterà impressa a lungo nel cuore dei tifosi rossoneri. In pochi avrebbero scommesso un euro sul passaggio del turno vista la differenza di valori in campo. E invece i ragazzi guidati dall’hombre vertical - alias Giovanni Lopez - riescono a ribaltare il risultato grazie a un secondo tempo stellare che mette in ginocchio la squadra super favorita e che in campionato era giunta al quarto posto con 14 punti di vantaggio dalla Lucchese. Merito di una condotta tattica esemplare e di una tenuta psicofisica davvero invidiabile. Espeche e compagni hanno saputo soffrire colpendo al momento giusto. Lopez, ancora una volta, sbanca lo stadio «Città di Arezzo». Esattamente come era accaduto il 15 novembre 2015, nella sua prima avventura da tecnico sulla panchina della Lucchese. Per gli oltre 500 sostenitori giunti nella città del Vasari e di Piero della Francesca con la segreta speranza di proseguire nel lungo cammino dei playoff, il triplice fischio è gioia allo stato puro. E i dirigenti, con in testa l’amministratore unico Carlo Bini che in settimana aveva pronosticato la vittoria, si lasciano contagiare dall’entusiasmo che si respira nell’ambiente. Adesso la Lucchese se la vedrà con la vincente tra Padova e Albinoleffe (la partita è in programma oggi alle 14,30 all’Euganeo) con gare di andata e ritorno rispettivamente domenica 21 e mercoledì 24 maggio.
Inizio in salita. Lopez manda in campo la formazione annunciata alla vigilia. Sottili invece fa pretattica e schiera un 3-5-2 speculare con Arcidiacono accanto al recuperato Moscardelli (alla fine sarà il migliore dei suoi) con Yamga a sinistra e Bearzotti a destra. L’avvio è devastante e i padroni di casa dopo 9’ passano subito avanti. Yamga porta a spasso Tavanti sulla corsia sinistra e rimette in mezzo dove il «Mosca» è abile a intervenire di testa prendendo il tempo a Dermaku e Capuano e infilando l’incolpevole Nobile. Sembra una resa anticipata e senza condizioni. Invece l’Arezzo si ferma lì. Rallenta il gioco e accetta il possesso palla della Lucchese. I rossoneri però fanno grande fatica ad infilarsi negli spazi. Trovano tutto chiuso e solo in una circostanza - al 24’ - il «geniaccio» Fanucchi pesca dalla trequarti Bruccini bravo nell’inserimento a centroarea. Ma il suo tiro al volo è sporcato e consente all’ex Borra di deviare in angolo. Gli amaranto però trotterellano in campo e non danno mai l’impressione di una netta superiorità limitandosi a fare accademia.
Scacco matto in due mosse. Da abile giocatore di scacchi mister Lopez indovina la mossa giusta. Mette dentro il guastatore D’Auria, che va a giocare tra le linee senza dare punti di riferimento, e toglie Gargiulo. La partita svolta. La squadra va a pressare alto e l’Arezzo si scopre vulnerabile. A cambiare le carte in tavola un gran tiro da fuori dell’uomo dei playoff: Mirko Bruccini. Ne ha disputati cinque e sa come si gestiscono le situazioni. Tutto parte dal pressing asfissiante di Fanucchi su Muscat che rinvia corto. Mingazzini recupera e apre per Bruccini che carica il destro e infila da 25 metri Borra. Un colpo da ko perchè l’Arezzo sbanda e rischia di subire subito l’uno-due con Cecchini. Lenti, macchinosi e sconclusionati nel pacchetto arretrato. E al 17’ ecco la rete che manda in estasi i tifosi rossoneri. De Feo dalla destra mette in mezzo per l’accorrente Cecchini che approfitta della dormita di Bearzotti e Ferrario e tocca quel tanto che basta da infilare il portiere.
Encefalogramma piatto. Mister Sottili è confuso, l’Arezzo non c’è più. Solo un’occasione in più di mezz’ora con il neo entrato Polidori che mette in evidenza le doti di Nobile. Per il resto c’è solo la Lucchese. Che diventa la mina vagante dei playoff.
Inizio in salita. Lopez manda in campo la formazione annunciata alla vigilia. Sottili invece fa pretattica e schiera un 3-5-2 speculare con Arcidiacono accanto al recuperato Moscardelli (alla fine sarà il migliore dei suoi) con Yamga a sinistra e Bearzotti a destra. L’avvio è devastante e i padroni di casa dopo 9’ passano subito avanti. Yamga porta a spasso Tavanti sulla corsia sinistra e rimette in mezzo dove il «Mosca» è abile a intervenire di testa prendendo il tempo a Dermaku e Capuano e infilando l’incolpevole Nobile. Sembra una resa anticipata e senza condizioni. Invece l’Arezzo si ferma lì. Rallenta il gioco e accetta il possesso palla della Lucchese. I rossoneri però fanno grande fatica ad infilarsi negli spazi. Trovano tutto chiuso e solo in una circostanza - al 24’ - il «geniaccio» Fanucchi pesca dalla trequarti Bruccini bravo nell’inserimento a centroarea. Ma il suo tiro al volo è sporcato e consente all’ex Borra di deviare in angolo. Gli amaranto però trotterellano in campo e non danno mai l’impressione di una netta superiorità limitandosi a fare accademia.
Scacco matto in due mosse. Da abile giocatore di scacchi mister Lopez indovina la mossa giusta. Mette dentro il guastatore D’Auria, che va a giocare tra le linee senza dare punti di riferimento, e toglie Gargiulo. La partita svolta. La squadra va a pressare alto e l’Arezzo si scopre vulnerabile. A cambiare le carte in tavola un gran tiro da fuori dell’uomo dei playoff: Mirko Bruccini. Ne ha disputati cinque e sa come si gestiscono le situazioni. Tutto parte dal pressing asfissiante di Fanucchi su Muscat che rinvia corto. Mingazzini recupera e apre per Bruccini che carica il destro e infila da 25 metri Borra. Un colpo da ko perchè l’Arezzo sbanda e rischia di subire subito l’uno-due con Cecchini. Lenti, macchinosi e sconclusionati nel pacchetto arretrato. E al 17’ ecco la rete che manda in estasi i tifosi rossoneri. De Feo dalla destra mette in mezzo per l’accorrente Cecchini che approfitta della dormita di Bearzotti e Ferrario e tocca quel tanto che basta da infilare il portiere.
Encefalogramma piatto. Mister Sottili è confuso, l’Arezzo non c’è più. Solo un’occasione in più di mezz’ora con il neo entrato Polidori che mette in evidenza le doti di Nobile. Per il resto c’è solo la Lucchese. Che diventa la mina vagante dei playoff.
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