Il Tirreno

Lucca

«Magliata», il boscaiolo  che vinceva per distacco  

di Valter Nieri
«Magliata», il boscaiolo  che vinceva per distacco  

Correva con una bici arrugginita sino a quando non acquistò a rate una Viner Era l’alter ego di Cesare Cipollini nella Coppi e fu convocato nel team regionale

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LUCCA. Terzo di sette fratelli, Luciano Ferrenti negli anni Sessanta 0 ha provato la fame, la povertà e la fatica. Suo padre Giuseppe faceva il ferroviere e sua madre Eugenia Ferretti, inizialmente casalinga è andata a lavorare in età avanzata come cuoca alla Casina Rossa. I soldi per mantenere una famiglia così numerosa non bastavano e allora Luciano, già da ragazzo, andava a spaccare la legna nei boschi di Balbano da ardere nel caminetto per scaldare la casa in inverno. Il caminetto era l'unica fonte di calore che la famiglia poteva permettersi. La passione di Luciano era andare in bicicletta. Un tipo vivace, irascibile e soprattutto testardo. Un tipo aggressivo che si azzuffava con i coetanei con forza e destrezza, ma soltanto per difendersi. Aveva lo sguardo vivace ed a volte provocava con un’aria da guascone perché sapeva di essere forte, muscoloso, ma asciutto così come è oggi all'età di 58 anni quando fa di tutto per combattere l'avanzare dell'età riuscendoci bene. Ciclista per passione e devozione, voleva possedere una bicicletta da corsa, perché era stanco di battere gli amici sulle strade sterrate ed infangate di Balbano e di Nozzano. Voleva poter far ciclismo in maniera ufficiale. E così andò a lavorare da garzone alla macelleria di Pietro Frediani a Nozzano Castello e con i soldi risparmiati acquistò una Viner nel negozio di Boggioni a Nozzano Castello pagandola a rate.«Sognavo di diventare un campione di ciclismo. - ci racconta Ferrenti - M’incollavo alla tv per vedere il Giro d'Italia ed ero tifoso di Gimondi prima e di Moser dopo: volevo diventare come loro. Avevo 12 anni quando andai a Lunata proponendomi al presidente Ferdinando Pieroni che con aria indifferente mi consentì di correre. Ricordo che mio padre mi portava alle corse con un Garelli 50 ed io seduto dietro con una mano trasportavo la bicicletta: non avevamo l'automobile e dovevamo arrangiarci.
Le vittorie di Magliata. Gli amici lo soprannominarono «Magliata». Era frequente nei paesi affibbiare un soprannome alle famiglie per identificarle. Fece l'esordio nella leva Esordienti e all'arrivo sulle Mura giunse terzo nel campionato provinciale. Quindi cominciò a vincere. In categoria raccolse cinque vittorie tutte per distacco e veniva segnalato per la sua irruenza mostrando la sua vivacità anche sui pedali con accelerazioni improvvise che a volte diventavano irresistibili. Staccava i suoi avversari in salita ed andava su in scioltezza. Vinse a Greve in Chianti, staccò tutti arrivando da solo a Marignana di Camaiore. Vinceva in agilità ed in progressione. La Coppi - che aveva appena avuto in squadra un campioncino che dominava le scene come Cesare Cipollini - con «Magliata» aveva ritrovato un ragazzo vincente e competitivo su ogni tracciato. Un exploit che colse di sorpresa anche lo stesso presidente Pieroni, tanto è vero che successivamente lo mandava a prendere fino a casa dalla sua ammiraglia dandogli più considerazione e non facendolo più stancare a portarsi la bicicletta con il motorino. In quel modo papà Giuseppe poteva finalmente rilassarsi. Nel 1972 passa Esordiente, sempre alla Coppi Lunata, senza però ripetere i risultati della stagione precedente. Nel 1973 si riscatta salendo di categoria fra gli Allievi. Ritrova lo spirito giusto e soprattutto le motivazioni vincendo 4 gare, attaccando con più determinazione nelle salite e portandosi appresso una miriade di sostenitori. «La domenica quando correvo, -ricorda Magliata - i paesi di Balbano e Nozzano si svuotavano. Allora gli appassionati seguivano le corse dilettantistiche allo stesso modo di quelle professionistiche. Si posizionavano alle pendici delle salite oppure nei chilometri conclusivi incitandoci e facendoci sentire importanti. Il presidente Pieroni aveva trovato in me un secondo atleta vincente dopo Cesare Cipollini. La più bella vittoria? A Segromigno in Monte in una corsa organizzata da Ivano Fanini con la sua squadra era la grande favorita con Menicucci e Carube che vincevano quasi tutte le domeniche. Tutti lavoravano per tamponare le fughe in vista del traguardo per favorire gli scatti dei velocisti Menicucci e Carube. Al penultimo chilometro attaccai in pianura e scollinai a Valgiano da solo sovvertendo ogni pronostico. Nel 1974 passai Dilettante di 3.a serie e trovai in squadra Cesare Cipollini ed io dovevo fare il gregario per lui». La Coppi di Lunata in quegli anni era una squadra formidabile. Cesare Cipollini e Luciano Ferrenti acquisivano sempre di più forza e resistenza muscolare. Entrambi furono convocati dalla rappresentativa regionale per le pre-mondiali di Boves (Cuneo). Vinse Corrado Donadio. «Negli ultimi chilometri - ricorda con un velo di delusione e di rammarico Magliata- ero in fuga da solo, ma arrivarono ordini di scuderia che dovevo attendere Cesare Cipollini, quel giorno sicuramente più in difficoltà di me. La corsa terminò con Cesare quinto e io sesto».
Il ritiro. Nel 1975 Cipollini passò alla Fracor di Arezzo e Ferrenti al secondo anno di Terza serie rimase il leader della Coppi vincendo 4 gare per distacco:ad Acciaiolo, Lerici, Siena e Pisa. Nel 1976, Dilettante di 2.a serie, anche Ferrenti seguì Cesare Cipollini alla Fracor che aveva nelle proprie fila Franco Chioccioli, l'attuale Ds della Futura Team e vincitore nel seguito del Giro d'Italia professionisti. Magliata vinse una corsa in Provincia di Siena, l'ultima della sua carriera. «Nelle categorie dilettantistiche ho vinto e a contribuire ai miei successi è stato il mio massaggiatore personale Endro Frizza, oggi pensionato di 75 anni, che mi tonificava i muscoli delle gambe. Suo figlio Paolo è tutt'ora un mio ottimo amico e gestisce il negozio di parrucchiere Linea Effedue a Nave». Il ragazzo di umili origini, dal carattere forte e senza timori, che sognava di diventare un campione e che era sulla strada giusta si innamorò di Ivana. A scuola aveva acquisito soltanto la licenza elementare e nel 1977 andò a fare il trasportatore per la casa vinicola Marsili di Lucca. In seguito ha lavorato in diverse discoteche come addetto alla security. È stato autista anche al Corriere Il Sole di Lunata. Attualmente lavora alla Marr di Pistoia come autotrasportatore di foodservice nel campo alimentare servendo ristoranti ed alberghi .Oggi si muove senza obblighi verso nessuno e senza aspettative. È tornato a vivere nella casa paterna circondato dall'affetto dei due fratelli. In tv adora, oltre al giro d’Italia che quest’anno non potrà più commentare con il padre Giuseppe scomparso all’età di 96 anni, i film d’ azione perchè sono contraddistinti da una evidente assenza di realismo.

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