Il Tirreno

Lucca

Dall’autobus alla bici ecco la campionessa autoferrotranviera 

di Valter Nieri
Dall’autobus alla bici ecco la campionessa autoferrotranviera 

Brunella Pagni fin da piccola sognava di fare l’autista Realizzato anche quello di vincere nel mondo del ciclismo 

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LUCCA. Brunella Pagni fa parte di quelle persone che si è ritagliata il suo spazio a livello sportivo rimanendo dietro le quinte della notizia. Una donna straordinaria nella sua dedizione al ciclismo che richiede duri ed insistenti allenamenti. E lei si è sempre allenata, prima e dopo aver partorito due gemelle che oggi hanno 21 anni.
AUTISTA PER SCELTA. Lei ne ha 53 e lavora come autista di pullman nella compagnia Ctt Nord nelle linee extra urbane, portando i passeggeri da Lucca a Castelnuovo, Barga, Camaiore ed altre zone della Provincia. Una professione che esercita da 20 anni, ma la patente la ottenne quando era poco più che ventenne.
Prima del posto fisso guidava i pulmini scolastici. «Una professione che ho sempre desiderato — racconta Brunella — a mio padre da bambina dicevo: quando sarò grande di mestiere farò l’autista dei pullman. Lui non mi credeva ma sa il cielo quanto io sono casta nelle mie intenzioni». È connessa all’idea di salute e natura ed ama molto viaggiare. È per questo che fa l’autista e quando può va in bicicletta.
LA PASSIONE SUI PEDALI. «La bicicletta fa parte della mia vita, è la mia passione - spiega Brunella -. In pullman non abbiamo tempo di scrutare le bellezze naturalistiche e gli ambienti di pregio. Amo pedalare in Toscana, fra prati e monumenti delle coste, quando attraversiamo pedalando frazioni che non si conoscono fra ville e chiese. A livello agonistico ho gareggiato fino al 2011, vincendo diverse Gran Fondo e conquistando dal 2002 al 2009 8 maglie di campionessa italiana delle autoferrotranviere. Un titolo che viene messo in palio annualmente per i conducenti di mezzi pubblici e che conquistai la prima volta nel 2002 a Roccaraso in Provincia de L’Aquila. Facevo l’autista alla Clap ed ero tesserata per il Pedale Lucchese Poli che è sempre stato affiliato alla Fci. Dal 2004 al 2009 mi sono ripetuta correndo per il Team Bianchi di Massarosa. Nel mio palmares ci sono diverse Gran Fondo, dalla 9 Colli alla 10 Colli, tanti trofei, tante soddisfazioni, ma anche un brutto ricordo. Dopo il titolo conquistato nel 2009 caddi rompendomi il piatto tibiale del ginocchio e restando lontana dalle gare per 2 anni. Una volta recuperata la condizione fisica nel 2011 mi rimisi in sella per poi chiudere la carriera a livello agonistico nella Maratona dles Dolomites dove giunsi seconda di categoria e quinta assoluta, ovviamente nelle classifiche femminili. Un grande risultato per l’età di 47 anni».
IL RITIRO. «Mi ritirai dalle gare perché ormai avevo dato il massimo - racconta Brunella -. Continuare voleva dire svolgere allenamenti intensivi, duri e specifici ed alla mia età non me la sentivo». Stop alla competizione ma non alla bicicletta. Anzi. Il martedi, giovedi e sabato e quando non è di servizio sul lavoro anche di domenica, si equipaggia e percorre in bici decine e decine di chilometri assieme al Gruppo dei Vigili del Fuoco di Lucca, dove lei è tesserata. «Sabato abbiamo percorso 110 chilometri andando fino al San Baronto. Dopo avevo un po’ di mal di gambe, residuo della tirata per raggiungere la sommità della salita ma è così bello pedalare per il gusto di farlo, senza lo stress delle gare, senza ansia e paure». Una vita appagata per averla condotta a suo piacimento, con quella soddisfazione che la ricarica tutti i giorni. Alla guida del pullman in venti anni mai un incidente e tanto orgoglio per essere riuscita ad esercitare il lavoro che voleva, riscuotendo la stima dei numerosi passeggeri che la conoscono.
LA FAMIGLIA. È sposata con Riccardo Lucchesi, camionista che trasporta carburanti, animato come lei dalla passione per la guida dei mezzi pesanti, anche se Brunella diventa passiva nel guidare l’auto. «Quando non sono di servizio preferisco andare in bicicletta - racconta -. Se devo fare un viaggio in auto faccio guidare gli altri perché mi voglio rilassare. Conduco una vita stimolante e varia. Adoro i contatti con la gente e mi rilasso in bicicletta, passione non condivisa dalle mie figlie Giada e Alessia ma le capisco. Da bambine me le portavo dietro quando andavo alle corse e divennero le mie prime tifose, però essendo piccole erano costrette a seguirmi. Ora che sono grandi e libere di scegliere fanno sport ma odiano pedalare. Preferiscono lo studio e la palestra alle escursioni in bicicletta».

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