Il Tirreno

Lucca

Coam, il tribunale ha concesso il concordato

Coam, il tribunale ha concesso il concordato

Per l’azienda di Bacci piano liquidatorio da attuare in settantacinque giorni per rifondere i creditori

2 MINUTI DI LETTURA





LUCCA. Il tribunale fallimentare di Firenze ha sciolto la riserva e ha ammesso al concordato liquidatorio proposto dai legali della Coam, l’impresa edile riconducibile all’ex patron della Lucchese, Andrea Bacci, e che vede nelle vesti di amministratore l’ex Ad rossonero Fabio Bettucci. I pubblici ministeri della procura fiorentina, Luca Turco e Christine Von Borries, avevano chiesto il fallimento. Bacci, insieme all'ad di Coam, Fabio Bettucci, era indagato per le ipotesi di bancarotta fraudolenta e ricorso abusivo di credito nell'ambito dell'inchiesta aperta sul crac dell'azienda edile. La richiesta di concordato era stata presentata dai legali di Coam che hanno presentato un piano con anche garanzie personali messe sul piatto sia da Bacci sia da Bettucci. Adesso il commissario giudiziale, nominato dal tribunale, avrà 75 giorni di tempo per stilare una relazione sulle cause che hanno portato alla situazione e sul piano del concordato liquidatorio. L'attuazione del piano sarà monitorata dal commissario che, alla scadenza del periodo, avrà il compito di stilare due relazioni dalle quali dovrà emergere tanto la causa della crisi economica della società (il che potrebbe portare a nuove contestazioni nei confronti dei suoi vertici) quanto l'effettiva fattibilità del concordato. Le relazioni verranno poi trasmesse alla procura. In seguito il piano dovrà essere votato dai creditori e ottenere l'omologa del tribunale. Sul crac Coam da oltre 5 milioni di euro i pm proseguono le indagini e novità potrebbero arrivare nelle prossime settimane per quanto riguarda alcune fatturazioni. Sulla vicenda s’innesta anche l’As Lucchese Libertas 1905. In che modo? Stando alla Finanza il patrimonio della Coam srl è stato depauperato di un importo non inferiore all'aumento del valore della partecipazione di 515.370 euro, in assenza di una reale prospettiva economica, in favore della Lucchese. Per la Tributaria dal bilancio chiuso dalla Coam al 31 dicembre 2015 risulta che la partecipazione nella società è iscritta al costo di 578.885 euro e che la Lucchese espone un patrimonio netto negativo di 229.370 da ripianare nel 2016. Rispetto al 2014, anno in cui il club venne promosso e diventò una srl, il valore della partecipazione di Coam nella Lucchese è stato aumentato di 515.370 euro rispetto all'esercizio precedente a seguito di parziali rinunce ai crediti vantati verso la collegata e sottoscrizione di nuove quote di capitale per aumenti deliberati in assemblea. Per gli inquirenti la Lucchese ha riportato perdite per almeno tre esercizi consecutivi: al 30 giugno 2013, 395.395 euro, al 30 giugno 2014, 519.445 euro e al 30 giugno 2015 1.281.741 euro. In buona sostanza la società partecipata Lucchese avrebbe creato ulteriore nocumento ad una società a responsabilità limitata già in perdita dal 2014.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il caso

Lucca, botte e insulti razzisti al professore scambiato per il compagno della ex

di Pietro Barghigiani