Il Tirreno

Lucca

La NOVITA’

Primo incontro al Porta Elisa tra i soci locali e un imprenditore

Primo incontro al Porta Elisa tra i soci locali e un imprenditore

LUCCA. Eppur si muove. Ieri pomeriggio al Porta Elisa primo contatto tra i soci lucchesi e un imprenditore del centro Italia interessato ad entrare nel club. Da una parte l’amministratore unico...

1 MINUTI DI LETTURA





LUCCA. Eppur si muove. Ieri pomeriggio al Porta Elisa primo contatto tra i soci lucchesi e un imprenditore del centro Italia interessato ad entrare nel club. Da una parte l’amministratore unico Carlo Bini e i soci Gianluca Campani e Marco Gonzadi, dall’altra l’imprenditore accompagnato da un procuratore di fiducia, dall’ex difensore-mito della Lucchese, Carlo Pascucci, e da altre persone. Un «pourparler» che si è svolto in un clima di cordialità e al termine del quale l’imprenditore del settore immobiliare e i suoi collaboratori hanno ripreso la via di casa con la promessa d’incontrarsi di nuovo. Com’è logico che sia in questo frangente bocche cucite da ambo le parti. Non sarebbe serio e corretto per nessuno (c’è ancora un campionato da giocare) parlare di trattative in corso. Dai pochissimi elementi emersi l’imprenditore in questione, già nel mondo del calcio a livello dilettantistico, non sarebbe interessato a rilevare l’intero pacchetto, ma semmai a contribuire con una percentuale ancora da definire alla gestione della società e all’allestimento della squadra. Trait d’union sarebbe sicuramente il ds Antonio Obbedio stimatissimo anche dall’entourage dell’imprenditore in questione ed elemento imprescindibile della prossima stagione. Nessun progetto faraonico quindi, ma un piano triennale o quadriennale per puntare in alto. Insomma, profilo basso e concretezza. Di incantatori di serpenti a Lucca ne abbiamo visto pure troppi in questi anni. Se son rose......

Luca Tronchetti

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»