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Lucca

Andrea, il trionfo sotto canestro con vista Vesuvio

di Alessa
Andrea, il trionfo sotto canestro con vista Vesuvio

Barsanti ha conquistato a Napoli la Coppa Italia «Felice perché il successo era inaspettato»

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LUCCA. A Lucca l’immagine di Andrea Barsanti seduto sul canestro del Palatagliate a guidare i tifosi durante la festa per la vittoria del campionato di serie B è ormai storia. A Napoli invece stanno iniziando a conoscerlo e domenica a Bologna l’hanno visto pieno di gioia con in mano la Coppa Italia di serie B appena conquistata all’Unipol Arena dopo tre giorni di sfide infuocate.

È questo il riassunto di una prima parte di stagione che è stata in grado di riavvicinare alla palla a spicchi il calore di tifosi scottati da 6 fallimenti nelle ultime 8 stagioni di pallacanestro sotto il Vesuvio. Tanto da scomodare anche il popolarissimo network “La giornata tipo” che alla vittoria della Coppa Italia da parte di una squadra del sud – fatto abbastanza inusuale – ha dedicato un intero speciale.

Merito dei giocatori e merito di una società seria – il Cilento Basket – che è partita pochissimi anni fa dalla Promozione campana ad Agropoli per poi trasferirsi a Napoli e diventare Cuore Basket dopo aver vinto la C Silver. E Barsanti è uno dei cardini di questo progetto partito con uno dei budget più bassi della categoria, fortemente voluto dal direttore sportivo Pino Corvo per fare da collante, dare un forte contributo in difesa ma essere anche in grado di prendersi un tiro estemporaneo e fuori dagli schemi. Andrea è tutto questo, lo ha dimostrato a Lucca con due grandi stagioni tra B e Dna, poi dopo un infortunio al crociato, ha disputato due stagioni da playoff a Bottegone e a Senigallia prima di arrivare a Napoli, dove viaggia a 14 punti di media con il 51% da 2 e il 33% da 3.

«Vincere la coppa è stata una bellissima emozione – dice lui – da Napoli è arrivato un centinaio di tifosi, poi c’era un’altra quindicina di persone da Lucca tutte per me. Sono sensazioni diverse rispetto a quando ho vinto il campionato a Lucca nel 2012. Lì ero nella mia città e lo volevo più di ogni altra cosa, stavolta è stata una sensazione bellissima perché inaspettata in una competizione importante in cui siamo arrivati primi tra 64 squadre di tutta Italia. Si è giocato ogni giorno e alla fine eravamo cotti ma ne è valsa la pena».

Napoli ora è in testa alla classifica del girone C con 19 vittorie e 3 sconfitte, oltre a due punti di vantaggio sulla seconda, Valmontone, a 8 giornate dal termine.

«Da inizio stagione ci diciamo di pensare di partita in partita – prosegue Andrea – e ci poniamo degli obiettivi a breve termine. I primi due erano centrare la Final 8 di Coppa Italia e poi raggiungere la quota playoff. Ora vogliamo entrare con il miglior piazzamento possibile e abbiamo un calendario alla portata. L’entusiasmo del nostro gruppo ci ha fatto diventare una corrazzata e l’allenatore Francesco Ponticello ci fa allenare quanto una serie A con doppio allenamento tutti i giorni e un progetto solido che sta riportando persone al PalaBarbuto. Giochiamo a Fuorigrotta, vicino al San Paolo, e il giorno della partita con il Real già alle 13.30 eravamo incolonnati per andare in palestra».

Dediche particolari? «Una speciale a Umberto Vangelisti, direttore sportivo del Centro Minibasket, gli ho mandato un messaggio a fine partita ringraziandolo perché ha sempre creduto in me e aveva insistito per riportarmi a Lucca. Poi a tutta la mia famiglia, a quella della mia fidanzata e a Martina, che quest’anno sta facendo sacrifici per sopravvivere alla lontananza».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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