Italia
È il giorno più lungo dei rossoneri Oggi scade il primo pagamento
I soci di minoranza dovranno versare la loro quota e impegnarsi a saldare il tutto entro il 28 febbraio Servono soldi altrimenti la Lucchese rischia di essere liquidata. Allo stadio riunione dei tifosi
LUCCA. Una giornata col fiato sospeso. Oggi scade il termine per coprire le perdite e ripianare il bilancio dell'esercizio passato. Un crocevia per il futuro della Lucchese. Un futuro sempre più sulle spalle dei soci lucchesi che nonostante detengano solo il 13 per cento (Lucchese Partecipazione 10%, Città Digitali, Lucca United e Moreno Micheloni ognuno con l'1%) entro la mezzanotte di stasera dovranno inviare una mail al notaio Tumbiolo in cui si impegnano, dopo avere versato la loro quota di competenza, a ricapitalizzare il 100% entro il 28 febbraio, quindi a sottoscrivere anche l'87% non versato dal presidente Andrea Bacci (33%) e dalla Coam (57%).
In questo caso ci sarebbe una proroga di altri 30 giorni per trovare i soldi da versare per evitare la messa in liquidazione e l'ennesimo fallimento. La cifra da sborsare è di circa 350mila euro, ovvero 318mila di perdite più 25 mila euro (un quarto del capitale sociale). Va da sé che se nessuno si farà carico di questa incombenza si aprirà la strada della liquidazione volontaria, per la quale è già stato individuato il commercialista Marco Benigni come rappresentante legale della società. È questo l'unico scenario concreto e credibile. Perché è improbabile che la Coam (che ha richiesto un concordato preventivo) e il presidente e azionista di maggioranza Andrea Bacci (che non ha tirato più fuori un euro) viste le vicende giudiziarie e personali di questi scorsi siano in grado di ricapitalizzare.
Ma lo scoglio più grande è quello del 16 febbraio, scadenza inderogabile per il pagamento di stipendi e contributi relativi ai mesi di novembre e dicemre, circa 260mila euro. Scoglio a cui i soci lucchesi faranno fronte anche con gli introiti dalla cessioni di Terrani e Forte. Un "tesoretto" (circa 120mila euro) però che non sarà tutto subito a disposizione, e il rischio è che possa arrivare nelle casse dopo il 16 febbraio. Una scadenza prioritaria che qualora venisse saltata, oltre a un altro -2 in classifica manderebbe in fumo l'introito di 400mila euro previsto a giugno per ogni società di Lega Pro dalla mutualità (legge Melandri), nonché l'accesso ai contributi legati al minutaggio per l'utilizzo degli under 21. Condizionando quindi anche la stagione futura.
Se entro il 16 febbraio nessuno metterà denaro fresco la Lucchese sarà liquidata. E a quel punto si dovrà provare a fare di tutto per mantenere la categoria (come fatto dalla Carrarese). Perché ripartire dai dilettanti sarebbe un passaggio drammatico per i tifosi e la città. Tutti gli altri scenari sembrano improbabili. Come quello di trovare in tempi stretti nuovi soci pronti a rilevare il pacchetto di maggioranza e coprire i debiti. Così come sembra remota l’ipotesi che il presidente Bacci ceda le sue quote a terzi soggetti . Intanto sempre per oggi Lucca United, alle 21al museo posto sotto la curva Ovest dello stadio, ha convocato una riunione alla quale sono invitati tutti i tifosi rossoneri, per fare il punto della situazione e cercare aiuti e potenziali soci per trovare una via d'uscita alla crisi della Lucchese. E per evitare il terzo fallimento in nove anni.
Nicola Nucci
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