Il presidio
Il professore di latino con il vizio del gol
Carlo Bertini, 40 anni, ogni mattina spiega le declinazioni agli allievi del liceo che poi affronta il sabato in Terza categoria
LUCCA. Ogni mattina sale in cattedra e davanti alla lavagna spiega versioni e declinazioni al liceo scientifico Ettore Maiorana di Capannori per poi trasformarsi il sabato pomeriggio in centravanti capace di deliziare spettatori e appassionati con gol impossibili come l’ultimo dei quali sabato scorso contro la Polisportiva Santanna. Questa la doppia veste di Carlo Bertini, giovane insegnante di italiano e latino e «vecchietto» in campo che ad ogni partita schiaffeggia la propria carta d’identica e i suoi 40 anni. I gol segnati (San Lorenzo, San Vito, San Filippo, San Cassiano a Vico alcune delle tappe fondamentali) sono tanti. E continuano ad essere tali nonostante l’età, nonostante si trovi spesso di fronte alunni assai più giovani del loro professore pronti a fare carte false per togliersi la soddisfazione di fermare il professore di latino. La specialità dell’attuale bomber del San Lorenzo è quella dei gol da posizione defilata. Contro la Polisportiva Santanna il gol del vantaggio è arrivato da posizione impossibile: «Il dribbling al portiere era riuscito, ma la palla era giunta in posizione molto laterale. – ricorda Bertini – Poi ho alzato la testa, ho visto la porta sguarnita re ed ho trovato il gol con un pallonetto». La settimana precedente, il gol è arrivato addirittura direttamente dalla bandierina, durante la battuta del corner. Anche lo scorso anno ha “timbrato” dalla bandierina: una rete all’Atletico Marginone e una al Quiesa Massaciuccoli. Visto il suo ruolo di insegnante in scuole superiori, non mancano occasioni in cui sfida suoi alunni. Ricorda Bertini: «Capita di trovarsi di fronte ai tuoi ragazzi, magari interrogati durante la settimana o la mattinata stessa del match. Ricordo una sfida contro il Fornaci qualche anno fa contro diversi studenti. Che a volte ti marcano stretto. Sono motivati, ma anche un po’ frastornati nel trovarsi nell’inconsueta situazione di francobollare il professore di italiano». Ci sono poi ragazzi “fortunati” nel trovarsi come anziano compagno il proprio insegnante di lettere: è stato il caso del centrocampista Pagnini, all’epoca under del San Filippo, che al proprio professore e centravanti serviva assist e per lui dava manforte in fase di copertura e pressing. Il bomber del San Lorenzo di Mareschi vive bene questa doppia veste: «È importante saper discernere i momenti di lavoro da quelli del calcio giocato. Anche i ragazzi si sono sempre mostrati intelligenti in tutte le situazioni. Arriverà un giorno in cui sarò solo professore, per ora il calcio è un importante svago tra gli impegni di lavoro e la famiglia (tre figli) grazie anche ai compagni». Tra i compagni ci sono anche alcuni più anziani di Bertini che infatti scherza: «Roberto Genovali è del ’69, ho quindi altri otto anni prima di appendere le scarpette al chiodo e restare con il solo gessetto e registro di classe».
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