Lucchese, entro il 28 febbraio servono per forza 450mila euro
Un mese e mezzo di tempo per trovare soci in grado di surrogare la Coam e l’ex patron Andrea Bacci evitando la messa in liquidazione del club e la nomina del curatore da parte del tribunale fallimentare
LUCCA. Servono poco più di 450mila euro per evitare alla Lucchese la messa in liquidazione e altri due punti di penalizzazione in classifica visto che il 16 febbraio ci sono da pagare stipendi e F-24. Ora il futuro del club è per intero sulle spalle dei soci lucchesi: Lucchese Partecipazione (10%), Città Digitali, Lucca United e Moreno Micheloni (ognuno con l’1%). Devono trovare chi - entro il 28 febbraio - ripiani il bilancio di esercizio 2015-2016 per poi far fronte all’ultima parte della stagione con costi ridotti all’osso per effetto della drastica cura dimagrante imposta al diesse Obbedio. Il buon Antonio sta lavorando dalla mattina alla sera (dalle 8,30 alle 21) per ridurre il monte ingaggi piazzando i giocatori in esubero in modo da ridurre la rosa ad un numero massimo di 18-19 calciatori rispetto ai 28 d’inizio stagione. Che la situazione sia delicata lo testimoniano i problemi legati ai mancati pagamenti degli affitti dei calciatori (qualche proprietario di casa ha minacciato lo sfratto informando le forze dell’ordine) e delle utenze dello stadio (luce e gas, con una bolletta da 8mila euro che scade ad inizio settimana e deve essere pagata onde evitare nuovamente l’intervento della Gesam). Ma nonostante le mille difficoltà i soci lucchesi non mollano e stanno studiando un piano per evitare di portare i libri in tribunale tra 45 giorni.
Vendita delle quote. Coam e Andrea Bacci non ricapitalizzeranno. Segno che l’87% delle quote resterà inoptato cioè senza proprietario, libero e acquistabile. Stante la situazione dell’impresa edile azionista di maggioranza con il 53% - procura di Firenze e fiamme gialle stanno spulciando ogni fattura, ogni operazioni contabile e bancaria e accusano l’amministratore Bettucci e il patron rossonero del reato di ricorso abusivo al credito tipico delle situazioni di decozione aziendali e prodromico a declaratorie fallimentari - difficile ipotizzare che società, imprenditori o altri soggetti solvibili si avvicinino all’As Lucchese Libertas 1905 prima che venga fatta chiarezza dall’autorità giudiziaria. E allora? Sarà necessario convogliare tutte le forze - imprenditori e commercianti in primis sotto forma di sponsor (magari in grado di versare più di 7.500 euro) - sotto la bandiera degli azionisti lucchesi con qualche ricorso, se necessario, al credito da parte di singoli. Una situazione che va monitorata costantemente e di cui si parlerà nelle prossime 72 ore nel nuovo incontro fissato con i sindaci della Piana. Serve uno sforzo da parte di 20 aziende del territorio in grado di anticipare 20mila euro per salvare il salvabile. Se i soci lucchesi e le istituzioni non ci riusciranno la strada è una sola: la messa in liquidazione con il libri contabili portati senza indugio dal sindaco revisore Romani alla cancelleria del tribunale fallimentare e la nomina, da parte dei giudici, del curatore che dovrà gestire l’ultima parte della stagione e poi fissare l’asta fallimentare entro giugno nella speranza (com’è accaduto a Carrara, dove l’amministrazione aveva chiamato a raccolta imprenditori del marmo) di trovare in 100 giorni l’acquirente del club per salvare la categoria. In una parola il terzo crac in nove anni.
I numeri del minutaggio. Non più tardi del 29 dicembre il patron Bacci si scagliò contro «Il Tirreno» per il semplice fatto che, gli fu fatto notare, in mancanza di ricavi, l’unico valore aggiunto poteva essere quello del minutaggio legato all’impiego dei giovani. D’altronde se uno compra la Porsche e non ha i soldi per mettere la benzina è meglio acquistare un’utilitaria e arrivare al traguardo. Qualche esempio? L’Olbia che impiega due ragazzi del 1997 (Cotali e Pinna) guadagna ogni 10 partite 100mila euro. E che dire del Pontedera? Tenendo presente che la mutualità (legata alla Legge Melandri) prevede l’introito di 400mila euro per ogni società di Lega Pro, i granata impiegando 8-9 under 21 aggiungono alla cifra uguale per tutti altri 550mila euro. Se oggi la Lucchese avesse avuto a disposizione quella somma superare lo scoglio attuale non sarebbe stato un problema.
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