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Il Lammari affida la salvezza al bomber Sabatini

Il Lammari affida la salvezza al bomber Sabatini

LUCCA. Si affaccia per la prima volta in una squadra della lucchesia all’età di 34 anni. Alessio Sabatini è il nuovo centravanti del Lammari, chiamato dal presidente Quilici e dal direttore generale...

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LUCCA. Si affaccia per la prima volta in una squadra della lucchesia all’età di 34 anni. Alessio Sabatini è il nuovo centravanti del Lammari, chiamato dal presidente Quilici e dal direttore generale Vittorio Andreoni a fare quei gol necessari alla salvezza della squadra. Il 2016 è stato l’anno horribilis per i gialloblù (retrocessione dall’Eccellenza lo scorso mese di maggio e ultimo posto in classifica a metà stagione in Promozione) e l’obiettivo per il nuovo anno è quello di evitare in tutti i modi la retrocessione, la seconda consecutiva. Sabatini, cresciuto nella Massese e poi girovago in tutta Italia, vanta un curriculum importante per il Lammari. Dopo la Massese inizia la lunga serie di stagioni in Serie D, dove segna reti a grappoli. San Gimignano, Sestese, Comacchio, Rovigo e Civitavecchia le tappe principali, per un totale di quasi 150 presenze nei dilettanti e 73 reti tra campionato e coppa. Il primo anno a Rovigo (2009 – 2010) l’anno con la miglior media di gol segnati rispetto alle presenze: Sabatini gonfiò la rete avversaria in venti occasioni in 25 presenze. «Dopo diversi anni da nord a Sud – esordisce il centravanti – ho optato per giocare vicino a casa, curare maggiormente il lavoro e la famiglia. Fortuna che gli impegni mi coinvolgono solo la mattina, nell’albergo di Marina di Massa, a due passi da casa dove ha moglie e due figlie». Così si presenta ai sostenitori del Lammari: «Spesso attacco la profondità e gioco sul filo del fuorigioco per tenere in costante pressione la difesa avversaria». Il gol è un qualcosa di molto familiare per lui, ma non è un assillo: «Segnare fa piacere, ma giocare per la squadra e per il mister è gratificante. L’obiettivo principale è quello della salvezza del Lammari». Il primo contatto nel nuovo ambiente del pallone lucchese è stato con il dg Vittorio Andreoni: «È stato lui a cercarmi, prima conoscevo soltanto il compagno di squadra Leonardo Salvini».

Michele Citarella

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