Il Tirreno

Lucca

Una Lucchese sottotono impatta con il baby Olbia

di Luca Tronchetti
Una Lucchese sottotono impatta con il baby Olbia

Passo indietro della banda di Galderisi che al Porta Elisa non vince da due partite Nobile salva il pareggio con una super parata nella ripresa sullo scatenato Kouko

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LUCCA. Una Lucchese sottotono non va al di là di un pareggio contro la baby Olbia imbottita di under 21 (ben sei in campo dall’inizio con l’ingresso sul rettangolo verde nei minuti di recupero di Tetteh, 17 anni, ex Tau Calcio) che alla fine rischia addirittura di vincere con lo scatenato Kouko che costringe Nobile ad una «paratona» d’istinto che salva il risultato. Intendiamoci, il pari rispecchia l’andamento della gara. Da una parte i sardi manovrieri, guidati dall’ex rossonero Mignani, scesi in campo con tre punte e senza paura nonostante di fronte avessero una squadra in salute (un solo ko nelle ultime dodici partite). Dall’altra Nolé e compagni che, forti della splendida vittoria di Piacenza, avrebbero dovuto aggredire subito la giovane retroguardia ospite e che invece vanno sotto per l’ennesima volta e sono costretti a inseguire per un tempo mostrando difetti palesati già nella gara interna con il Giana. Lenti, poco incisivi, sempre in ritardo nei contrasti e sulle seconde palle. Una squadra, la Lucchese, da quinto-sesto posto che potrebbe essere migliorata in corso d’opera se il club non fosse alle prese con una crisi societaria che, ad oggi, non accenna a risolversi. Con il patron Bacci che, al di là di estenuanti monologhi, schiva le domande dei cronisti e non fa capire le sue reali intenzioni di ricapitalizzazione. Noi rimaniamo fermi nella nostra convinzione: per continuare a fare seriamente calcio professionistico a Lucca servono almeno una dozzina di aziende locali, della Piana, della Media Valle o della Garfagnana disposte ogni anno a investire nel calcio 20-30mila euro. Altrimenti, come accade da dieci anni a questa parte, dovremo fare continuamente i conti con i problemi societari invece di concentrarci esclusivamente sul «pallone che rotola».

La partita. Squadra che vince non si tocca. Galderisi manda in campo l’undici in grado di sbancare il Garilli. Ti attendi una Lucchese arrembante e pronta a schiacciare nella propria trequarti gli ospiti e invece, dopo un assaggio con Bruccini (il migliore) che scalda le mani a Carboni, al primo affondo l’Olbia passa. Angolo di Capello, Kouko (che deve avere un conto aperto con i rossoneri visto che è andato in gol quando giocava con il Montevarchi in D e l’anno scorso con la Maceratese) liberissimo nell’area piccola di prima manda la sfera nell’angolo alla sinistra dell’incolpevole Nobile. Ci vogliono dieci minuti prima che i rossoneri prendano in mano le redini del gioco. Ci provano un po’ tutti: De Feo, Terrani, Nolè, Capuano. La mira però non è delle migliori e i bianchi di Sardegna vanno al riposo in vantaggio.

Il nulla dopo il pari. Nella ripresa Galderisi inserisce Mingazzini al posto dell’infortunato Cecchini (distorsione) e sposta Nolè a sinistra. Dopo 4’ arriva il pari. Frutto più di un errore del portiere sardo che per meriti dei rossoneri. Di fatto però Carboni va a farfalle e Dermaku è lesto ad infilare di testa a porta vuota. Pensi alla «remuntada» e invece, al di là di un paio di cross in mezzo di Merlonghi per Forte e Terrani che non arrivano all’appuntamento con il gol, è il «portierino» rossonero Nobile scoperto dal ds Obbedio a respingere d’istinto una conclusione a pochi passi di Kouko ben servito da Capello. Mancano 25’ al termine e non accade più nulla. Troppo poco per sperare nella sesta vittoria interna stagionale.

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