Il Tirreno

Lucca

Lucchese, la scadenza è gennaio

di Luca Tronchetti
Lucchese, la scadenza è gennaio

Ma il 16 dicembre la società dovrà pagare stipendi e contributi per evitare penalizzazioni

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LUCCA. C’è una squadra che fa sognare i tifosi che la seguono in massa anche in trasferta. Perché diverte, spesso vince e convince sul piano del gioco e su quello agonistico. Una squadra unita attorno al suo allenatore, Giuseppe Galderisi, che ha trovato a Lucca e con la Lucchese l’ambiente ideale per il suo tipo di calcio che esalta i singoli partendo dal collettivo. C’è poi una società che annaspa sul piano economico-finanziario. Che l’anno scorso ha commesso gravissimi errori che pesano come macigni sul bilancio e che non ha (eccezion fatta per Tommaso Nobile) calciatori di proprietà da vendere sul mercato per ottenere la liquidità necessaria per andare avanti. Non solo errori sulla scelta e la contrattualizzazione pluriennale di calciatori mediocri (Melli, Ballardini e Ashong, ancora sotto contratto, ma anche elementi che avevano contratti annuali come Marchesi, Monacizzo, Vita, Benvenga, Palomeque e Rosseti ). Errori gestionali legati ai tempi di allestimento e al numero eccessivo dei calciatori in rosa (28 come la Robur Siena). La scorsa stagione la formazione attuale, decisamente competitiva grazie alle scelte del ds Obbedio, avrebbe potuto aspirare legittimamente a uno dei tre posti in palio per i playoff potendosela giocare con Spal e Pisa. Ma quest’anno - visto il disavanzo causato dalle precedenti gestioni - con almeno tre-quattro super squadre e soprattutto un’Alessandria che non c’entra nulla con la Lega Pro come dimostrano i 46 punti in 18 partite con 14 vittorie, 3 pari e zero sconfitte, forse sarebbe stato meglio investire di meno e puntare sui contributi in Lega inserendo stabilmente in squadra 4-5 under 20 in modo da ottenere 250-300 mila euro di contributi legati al minutaggio dei giovani. L’unica ancora di salvezza è legata al mercato di gennaio. Terrani piace in B (a giugno si svincola e il club non prenderebbe più un soldo) e anche Forte (in prestito dall’Inter) ha tanti estimatori.

Lo stato dell’arte. Il 13 dicembre non è più una scadenza che fa paura. «Il Tirreno» lo ha già reso noto nell’edizione di sabato: l'adempimento legato alla ricapitalizzazione previsto martedì prossimo slitta. Il commissario giudiziale nominato dal tribunale per la Coam srl, l'impresa edile che detiene il 54% delle quote e che ha chiesto il concordato preventivo, ha già fatto sapere che la società non ricapitalizzerà. Quindi il 54% tornerà sul mercato. La legge impone un mese di tempo per esercitare opzioni, diritti di prelazione o acquisizione delle quote. Fatti salvi i versamenti del 33% di Andrea Bacci e del 13% dei soci lucchesi sarà il 13 gennaio il giorno del giudizio (ma c’è la possibilità di un’ulteriore proroga di due settimane). Adesso semmai il problema è legato al 16 dicembre quando dovranno essere pagati gli stipendi dei tesserati e gli F-24 dei mesi di settembre e ottobre. Circa 270mila euro che servono per evitare ulteriori punti di penalizzazione. La Lucchese oggi ha 28 punti, ma nel giro di tre-quattro settimane arriverà la seconda penalizzazione quella legata al mancato pagamento dei contributi dei mesi di luglio e agosto. E i rossoneri scenderanno a quota 27. Altri punti di penalizzazione rischiano di avere un effetto devastante. Ieri sera c’è stata una riunione tra il presidente Bacci e «Lucchese Partecipazioni». L’impressione è che alla fine - almeno gli stipendi - saranno saldati. Mentre è lotta contro il tempo, anche se c’è grande ottimismo, per gli F-24.

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