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Lucchese, un futuro ricco di incognite
Non solo la ricapitalizzazione, ma anche una gestione da affrontare da gennaio a giugno 2017 che costerà 6-700 mila euro
LUCCA. La gioia e l’emozione per la splendida vittoria contro la Cremonese sono attutite dai problemi societari. Il 13 dicembre la proprietà deve tirar fuori quasi 400mila euro per ripianare il bilancio della vecchia stagione e ricostituire il capitale sociale. È il primo fondamentale step per andare avanti nella gestione evitando di portare i libri in tribunale e chiedendo l’autofallimento con l’esercizio provvisorio e la nomina, da parte del tribunale fallimentare, di un curatore che gestisca la Lucchese sino a giugno. Nessuno vuol pensare che il presidente Andrea Bacci stia bleffando e che il 13 o nei giorni immediatamente successivi non racimoli, se non direttamente almeno attraverso imprenditori amici, i soldi necessari per ripianare i debiti della stagione 2015-2016. Ma superato questo step ce n’è subito un altro all’orizzonte. Il pagamento degli stipendi e dei contributi ai giocatori e il denaro da mettere fuori per il semestre gennaio-giugno. Ad essere bravi (e Antonio Obbedio dovrà fare i miracoli) servono 6-700mila euro. Come si racimolano? Sponsor se ne vedono pochini, l’unica cessione possibile è quella di Terrani che difficilmente si muoverà da Lucca anche perchè si svincola a fine stagione e il suo procuratore Marco Antonio De Marchi (ex difensore di Juventus e Bologna) per piazzarlo in B ha solo l’imbarazzo della scelta. Occorre tagliare una serie di calciatori che hanno stipendi alti e giocano poco (da Martinez a Longobardi) oltre ai tre in soprannumero (Ashong, Melli e Ballardini) e a qualche giocatore poco impiegato (Bagatini e Zecchinato). Una volta effettuata la ricapitalizzazione, serve un socio forte che affianchi Bacci nella gestione sportiva e si accolli buona parte dei costi. Che sia la componente lucchese unita con l’aiuto di altri imprenditori locali oppure personaggi esterni.
Vittoria esaltante. «È stata una delle vittorie più esaltanti in quasi tre anni di presidenza. Sì, mi sono emozionato e non credevo di diventare tifoso della Lucchese con questa passione. La ricapitalizzazione? Non c'è niente di nuovo. Se sono ottimista? Se non lo fossi, non scenderei qui e non verrei a Lucca, non ci metterei la faccia. Purtroppo non posso andare negli spogliatoi ad abbracciare la squadra, perché sono inibito. Il nostro momento di difficoltà non dipende dal fatto di aver usato la Lucchese per altri scopi, ma la Lucchese deve avere il suo percorso. Sono felice dell'attenzione giornalistica, ma vi chiedo di fare come avete fatto quasi sino a oggi. Sotto il profilo tecnico abbiamo avuto momenti peggiori. Galderisi? Una persona che stimo, ma quando c'è stato da tirargli gli orecchi glieli abbiamo tirati, anche minacciando di esonerarlo quando sono state prese strade che non ci piacevano. Sono contento di non essere stato impulsivo in certi frangenti (dopo il ko con il Tuttocuoio) e ora raccogliamo insieme i frutti del lavoro».
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