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Lucchese storica impresa Siena battuto dopo 70 anni
Settimo risultato utile consecutivo per i ragazzi di Galderisi che puntano in alto La doppietta di Forte stende i padroni di casa e regala entusiasmo alla tifoseria
Una storica vittoria a Siena che mancava da 70 anni (1 dicembre 1946, gol di Miniati) e che è il frutto di una squadra cresciuta a livello di mentalità, carattere e compattezza. Questa Lucchese oggi è in grado di giocarsela con tutti e la zona playoff è più che meritata. I rossoneri non perdono da sette partite e hanno subito soltanto tre reti. Segno che la difesa a tre, specie con l’innesto del gigante Dermaku, può reggere l’urto con qualsiasi avversario e là davanti gente come Forte, autore di una doppietta e oggi a quota 11 nella classifica marcatori dietro soltanto al bomber dei grigi Gonzales, e Terrani è in grado di fare la differenza. In mezzo poi Nolè e Bruccini sono elementi in categoria in grado di dare equilibrio e sostanza, di giocare di spada e di fioretto. Una squadra di guerrieri guidati dal tandem Galderisi-Obbedio capace di isolare i ragazzi dai problemi societari (il 13 dicembre patron Bacci dovrà procedere alla ricapitalizzazione per evitare la messa in liquidazione del club) e di renderli ancor più coesi. Al Franchi la Lucchese ha vinto perchè ha mostrato più rabbia, più grinta, più voglia e soprattutto quel cinismo sottoporta che sinora era spesso mancato, al cospetto di una formazione decisamente tecnica, ma senza la fame agonistica dei ragazzi scesi in campo con quella maglia gialla adatta più al Tour de France che al gioco del calcio. Se alla Lucchese serviva lo scatto per accendere il campionato e fare salire le quotazioni nel borsino del girone, la seconda vittoria esterna della stagione potrebbe essere quella della consacrazione. Anche se giovedì al Porta Elisa arriva la corazzata Cremonese con due giorni di riposo in più.
Primo tempo equilibrato. Parte forte la formazione di Galderisi - sospinta da oltre 200 tifosi - che prende in mano il pallino del gioco e sorprende un Siena che, inspiegabilmente, si permette il lusso di lasciare in panchina gente il cobra Marotta (ex di turno) e il centopolmoni Vassallo e stenta a mettere in fila due passaggi. Dopo 10’ Moschin si deve esibire in una paratona su Cecchini che supera di slancio la lumaca Stankevicius. Pian piano i bianconeri escono da guscio e guadagnano metri, ma al di là di qualche invenzione di Firenze il portiere rossonero dorme sogni tranquilli. Anzi, nel finale di primo tempo è Forte, su punizione, che prende le misure e manda la sfera di un centimetro sopra il palo alla destra dell’immobile portiere.
Forte batte due colpi. Nella ripresa il modesto tecnico Colella toglie il centrale Ghinassi e inserisce D’Ambrosio (gemello del terzino dell’Inter) spostando Stankevicius in mezzo alla difesa. Un cambio tattico che consente a Forte di farsi trovare due volte all’appuntamento con il gol. All’8’ grazie all’assist dalla sinistra del Divin Terrani e un quarto d’ora dopo su suggerimento dell’infaticabile Fanucchi. Un micidiale uno-due mitigato dalla punizione di Firenze, deviata dalla barriera, che consente al Siena di stare in partita sino alla fine. Ma l’innesto di Mingazzini ed Espeche e la diga che si forma in mezzo al campo non lasciano possibilità ai padroni di casa. E nel finale c’è gloria anche per Bragadin al debutto stagionale. Finisce con Galderisi che corre verso la curva. È la sua vittoria. Punti pesanti per una squadra di uomini veri.
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