Il Tirreno

Lucca

Dermaku, il gigante rossonero

di Nicola Nucci
Dermaku, il gigante rossonero

Il centrale della Lucchese ha tre nazionalità: italiana, albanese e kosovara: «Sfida delicata contro il Siena»

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LUCCA. Kastriot Dermaku, classe 1992, il giovane gigante della difesa rossonera, ha una particolarità: quella di avere tre nazionalità albanese, kosovaro, italiano. La sua famiglia è arrivata in Italia dal Kosovo, regione contesa a suon di bombe fra Albania e Serbia e poi autoproclamatosi indipendente. Esattamente in Emilia, a Scandiano (paese di Romano Prodi), in provincia di Reggio Emilia (patria della bandiera tricolore) dove è nato il centrale difensivo rossonero. «Mio padre faceva il calciatore, ha giocato in serie D, a Santarcangelo e Pavullo nel Frignano, quindi sono italiano, ma ho anche le altre due nazionalità, e in effetti mi sento albanese, kosovaro e italiano. E' una bella sensazione. In teoria potrei essere convocato per tutte e tre le nazionali. Per ora è accaduto con l'under 21 dell'Albania. A differenza del papà, lui invece è un difensore. E un difensore vecchia maniera: alto (193 centimetri), possente, arcigno, forte di testa e preciso negli anticipi. Alla Lucchese è arrivato l'ultimo giorno di mercato, un po' a sorpresa, in prestito dall'Empoli. Ma il diesse Obbedio lo seguiva dai tempi delle giovanili del Sassuolo (anche il Modena) e poi al Melfi (quattro stagioni tra Seconda e Prima Divisione Lega Pro e dove ha conosciuto anche la sua attuale fidanzata). Nella formazione azzurra ha fatto parte anche del giro della prima squadra in serie A. «Poi sono andato in prestito al Pavia in C1. Doveva essere una stagione importane, ma per problemi societari è andata storta. A Lucca ho voltato pagina e sono rinato, trovando un ambiente da categoria superiore ed una società che vuole programmare». Dermaku ha ripagato la sua fiducia e da quando Galderisi è passato al 3-5-2 è diventato il perno centrale della difesa a tre. «Ce la sto mettendo tutta, compagni mi hanno accolto benissimo». Un difensore che fa le cose semplici, senza sbavature. «Ho capito che un difensore centrale non deve strafare, ma fare interventi puliti e decisi. Quanto alla squadra c'è un gruppo sano, unito e che ha tanta voglia di arrivare lontano. Penso che lo abbiamo dimostrato contro la Pistoiese. Possiamo puntare ai playoff. Peccato per qualche punto perso sul campo e fuori per le vicende societarie, ma abbiamo ancora un cammino lungo e tante partite per migliorare la classifica». Un test importante arriva lunedì sera sul campo del Siena. «Sarà una partita molto difficile che dovremo affrontare con la massima attenzione sotto l'aspetto tattico e col giusto mordente per portare via un buon risultato».

La formazione. Espeche è ancora alle prese con i sintomi di un'influenza, Longobardi ancora out, Bruccini invece ha già smaltito la febbre. Lutto invece a casa di Enzo Biato. È scomparsa l’adorata mamma. La Lucchese e Il Tirreno si stringono al preparatore atletico.

La visita. La sorpresa dei rossoneri a Beppe Carlesi, storico tifoso impossibilitato a essere presente alle partite per problemi di salute. Galderisi, capitan Nolè, Terrani e Bragadin in rappresentanza della squadra con la collaborazione di Lucca United sono andati a casa di Beppe. «Non posso andare a vederli io e vengono loro da me. Bada lavori» il suo commento.

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