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La Lucchese c’è, parola di Obbedio: obiettivo playoff, i migliori restano
Il ds rossonero elogiato da Bacci parla futuro e mercato: «C’è la giusta alchimia tra i ragazzi» Per ricostruire la squadra ha puntato sui valori morali. Con Siena e Cremonese le prove di maturità
LUCCA. Pollice su per Antonio Obbedio. Il presidente Bacci dopo la partita contro la Pistoiese ha speso parole di apprezzamento nei confronti del direttore sportivo rossonero. Parole ancora più significative visto che l'azionista di maggioranza non si era mai "aperto" in questo modo con i predecessori. Un riconoscimento a chi opera dietro le quinte nella giornata in cui la squadra, dopo due pareggi, è tornata alla vittoria nel derby contro la Pistoiese (sesto risultato utile di fila) riconquistando i playoff. Umile, serio, instancabile l'ex centrocampista rossonero, 47 anni, è uno stakanovista che alla scrivania preferisce il campo. Alla sua prima stagione ha costruito una Lucchese guardando ai valori etici oltre che tecnici. Adesso per il ds con la passione per i fumetti, spetta un altro compito difficile: sfoltire la rosa a gennaio. Intanto, dopo la vittoria toccasana nel derby, la società ha concesso due giorni di riposo alla squadra che riprenderà la preparazione mercoledì, in vista del posticipo di lunedì a Siena senza lo squalificato De Feo.
Il presidente Bacci le ha fatto i complimenti per il buon lavoro: Come l’ha presa?
«Sono felice che la proprietà valuti positivamente il mio operato. Un ringraziamento anche al dg Fabio Bettucci e a tutti i miei collaboratori. Mi ero prefissato come obiettivo di riportare entusiasmo in una città che merita altri palcoscenici e sono partito scegliendo calciatori votati al sacrificio, con spiccati valori umani e professionali».
Un aspetto che si vede nei momenti delicati come contro la Pistoiese. A fine gara invece di festeggiare erano già a pensare alla partita di Siena.
«Vero, c'è una consapevolezza di quello che è stato fatto e soprattutto di quanto possiamo fare».
Dove può arrivare questa Lucchese?
«I numeri dicono che abbiamo il terzo attacco e la quarta difesa del girone. E Forte vice cannoniere. Certo, c'è rammarico, senza quei 4-5 punti persi per strada saremmo stati forse al pari di Livorno ed Arezzo. Penso che la nostra dimensione sia tra il quarto e quinto posto. E' anche vero che due mesi fa non eravamo una squadra e dopo il pesante ko col Tuttocuoio ci siamo guardati in faccia e siamo ripartiti. Merito del gruppo che ha grande compattezza e dell'impronta di Galderisi. Non è da tutti rimontare quattro partite: c'è un'alchimia speciale nello spogliatoio. La squadra sta crescendo e gioca con più disinvoltura e sicurezza, ma sono convinto che possiamo ancora crescere: ci manca ancora un 20-30 per cento».
Barra dritta verso i playoff: il patron rossonero ha detto che la squadra non venderà i gioielli di famiglia (Terrani su tutti).
«L'ha detto anche a me quando ci siamo incontrati, i pezzi migliori non sono in uscita a meno di clamorose offerte. Un'iniezione di fiducia per tutti, anche per quella squadra invisibile che non va in campo, ma è fondamentale: dallo staff medico alla segreteria ed ufficio stampa al magazziniere che fanno grandi sacrifici. Stiamo lavorando per cedere chi non rientra nei piani (Ashong, Ballardini e Melli ndr) e chi chiederà di avere più spazio (Martinez e Zecchinato?). Ci saranno entrate solo a fronte di uscite. Dermaku è un gigante in mezzo alla difesa, Nolé è una garanzia, Merlonghi la sorpresa e crescerà ancora. Il difensore arrivato dall'Empoli è ripartito da zero dopo un anno sfortunato, ma lo seguivo già da quando era osservatore al Sassuolo. È destinato ad arrivare in alto».
Prossime sfide con Siena e Cremonese, un banco di prova importante.
«Una prova di maturità importante sotto l'aspetto mentale perché la maggior parte dei giocatori non sono abituati dalla diretta tv mentre il Siena è stato costruito per arrivare in alto».
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