Il Tirreno

Lucca

Il presidente non è chiaro sul pagamento degli F-24

di Feliciano Bechelli e Luca Tronchetti
Il presidente non è chiaro sul pagamento degli F-24

Bacci: «Stipendi okay e credo pure i contributi: ma il problema sono le istituzioni» E monta di nuovo la polemica contro la giunta rea di non aiutare la Lucchese

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LUCCA. Dopo una vittoria netta e rotonda che proietta la Lucchese in zona playoff a 13 punti, gli stessi di Giana Erminio e Robur Siena, chi si aspetta una domenica di tutto relax anche nel dopo partita è un illuso. Perchè con Andrea Bacci non ci si annoia di certo. Al di là delle frasi tipiche di queste circostanze della serie «il campionato è lungo, non è che con un risultato si dimentica quanto si è perduto, ora dobbiamo guardare avanti e centrare gli obiettivi» ecco che torna in auge la polemica con l’amministrazione comunale. Prende spunto da una domanda fornita da un cronista. Che poi è legata alle voci incontrollate che si rincorrono ormai da alcuni giorni. Tanto che in tribuna stampa cronisti di siti e di radio chiedevano numi sulla situazione societaria legata al pagamento di stipendi e contributi per i mesi di luglio e agosto che scadevano il 16 ottobre scorso. Bacci conta sino a cinque e poi risponde: «Gli stipendi sono stati pagati e, credo, anche i contributi (se è vero o meno basta attendere un paio di mesi e la Co.Vi.Soc. chiarirà ogni dubbio, ndr)» Da lì ecco che parte l’attacco, non richiesto alla giunta Tambellini: «Certo, la Lega Pro è costosa. Ma i problemi non sono della Lucchese. Casomai di chi ci sta intorno, tipo le istituzioni, come detto già altre volte. Intendiamoci bene, io non sono contro nessuno, io sono a favore e basta. Però non devo chiedere scusa a nessuno, casomai sono gli altri a chiedere scusa. Non a me, ma a Lucca, per come si sono comportati fino ad oggi nei confronti della città, dello sport e della Lucchese: non sono io ad aver assunto il ruolo di amministrare il Comune e dividere le risorse. L'assessore non si presenta in tribuna e noi ce ne siamo fatti una ragione, il sindaco non viene allo stadio e pazienza. Se le istituzioni vogliono trovare una scusa per le loro mancanze per tanti argomenti, tra cui lo sport a Lucca, facciano pure, ma sia ben chiaro che io non devo chiedere scusa a nessuno, perché io quello che dovevo portare, sia a livello economico che culturale, l'ho portato. Ho bisogno che mi si porti rispetto, questo sì. Non vogliamo mettere in crisi nessuno, vogliamo solo difendere i colori rossoneri e lo facciamo sacrificando le nostre famiglie e tutte le risorse che abbiamo. Sono più lucchese dei lucchesi, su questo. Sono arrivato qui in punta di piedi alzando la voce solamente quando c'era da difendere gli interessi della città e ho soltanto detto grazie ai tifosi quando da 400 sono arrivati a 1200 perché mi hanno dimostrato di essere disponibili a ragionare». Non sarà che la Lucchese deve pagare una tassa di pubblicità elevata al Comune? Altrimenti la filippica, se non a livello di cortina fumogena, non riusciamo proprio a capirla.

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