Il Tirreno

Lucca

IL MISTER DEI LARIANI: «Stimo Galderisi e Temo Il BOMBER Forte»

di Luca Tronchetti

LUCCA. Il suo Como si è messo a correre. Tre vittorie nelle ultime tre partite con 6 gol fatti e 2 subiti e sesto posto in classifica. Una squadra che gioca un calcio offensivo - come dimostrano i 12...

2 MINUTI DI LETTURA





LUCCA. Il suo Como si è messo a correre. Tre vittorie nelle ultime tre partite con 6 gol fatti e 2 subiti e sesto posto in classifica. Una squadra che gioca un calcio offensivo - come dimostrano i 12 gol realizzati, quasi tutti messi a segno da difensori e centrocampisti - e che, eccezion fatta per la gara con l’Alessandria, ha sempre mostrato un ottimo possesso palla e buone geometrie di gioco. Merito indiscusso del tecnico Fabio Gallo, 46 anni, ex centrocampista in A e B negli anni Novanta e reduce da una grande stagione nella Primavera dello Spezia. Un trainer che ama lavorare con i giovani e che pratica un calcio propositivo e votato all’attacco. Per il mister un unico rammarico: non aver convinto Forte quest’estate a indossare la maglia azzurra dei lariani: «Per me era una priorità. Volevo portarlo a Como, ma lui ha scelto la Lucchese e Galderisi. Non gliene faccio una colpa, ma sono certo che se in riva al Lario avessimo avuto Forte oggi la classifica sarebbe stata ancora migliore. Con Nanu però siamo amici. È un bravo allenatore e una persona seria. Lo abbraccerò volentieri prima del match. Abbiamo giocato contro negli anni Novanta: io a Brescia e lui a Padova. In B ho vinto io, in A sia all’andata che al ritorno si è imposta la squadra veneta di cui era il capitano segnando pure un gol al Mompiano (finì 3-1 era il 9 aprile del 1995). Dico la verità: la Lucchese è molto forte. Hanno vinto le ultime due partite e hanno potenzialità ancora inespresse. Noi abbiamo giocato due partite in 72 ore e sicuramente farò un po’ di turnover cambiando tre titolari (Briganti torna in difesa dopo la squalifica) con il mediano Fietta che non è ancora al meglio e andrà in panchina». Gallo è preoccupato soprattutto per la tenuta fisica della squadra e dal campo pesante dopo due giorni di pioggia ininterrotta. Il tecnico lombardo però si attacca alla cabala: «Da calciatore contro i rossoneri non ho mai perso. Spero di proseguire la tradizione anche in panchina. Di una cosa però sono sicuro: chi verrà allo stadio alla fine non rimpiangerà di aver pagato il biglietto. Como e Lucchese sono due squadre che amano giocare a calcio».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera