Il presidio
Un mese per scoprire la Lucchese
Le prossime quattro partite saranno decisive per capire le reali ambizioni della squadra di Galderisi
LUCCA. Se la vittoria strappata al Mannucci contro il Pontedera sarà stata la partita della svolta lo diranno le prossime quattro gare, sulla carta alla portata di una rivitalizzata Lucchese. Un ottobre decisivo per decollare dopo avere lasciato la zona caldissima della classifica ed avvicinare i playoff che questa Lucchese può tranquillamente centrare premiando gli sforzi della società e le aspettative dei tifosi. Ottobre sarà un mese decisivo. Nelle prossime quattro giornate Lupa Roma e Prato in casa, Como e Pro Piacenza in trasferta, tutte formazioni attualmente indietro ai rossoneri, ad eccezione dei lariani con 8 punti e una partita in meno, uno in più di Nolé e soci.
Nanu cambia. Una vittoria che è figlia della formazione ridisegnata da Galderisi. Una squadra adattata alla caratteristiche dell'avversario e del campo in sintetico che era stato stregato negli anni passati. Tre novità rispetto alla gara con l'Arezzo. Così si spiega la scelta di "rispolverare" il più agile Maini per il poderoso Dermaku (buona prova del difensore di scuola Bologna che era fuori da tempo), Cecchini a spingere sulla fascia sinistra (di fronte il baby Corsinelli), uno dei migliori insieme a Capuano sempre più leader, e la verve di Martinez (in campo dopo due settimane di stop) che ha firmato il 2-2 ed è stato una spina nel fianco nella farraginosa difesa granata.
In mezzo Nolé per l'acciaccato Mingazzini e la rinuncia a Fanucchi (non al meglio) con Terrani a supporto di Forte che con Galderisi ha trovato un feeling col gol (già 5 in sette gare, due doppiette, cinque punti su sette portati in dote dal ventitrenne centravanti in prestito dall'Inter). Una Lucchese capace di cambiare pelle, dal modulo (4-2-3-1, 3-5-2, 3-4-3, 3-4-2-1) all'atteggiamento tattico "modulato" secondo l'avversario.
La scelta coraggiosa di puntare sui giovani, ben quattro in campo a Pontedera: gli under 21 Nobile, Maini, Florio, più Terrani e De Feo (nella ripresa) classe 1994. Una carta che dà freschezza e porta soldi nelle casse rossonere.
Dall'inferno al paradiso in un quarto d'ora. La Lucchese è riuscita a venire a capo di una gara che ancora una volta si era messa male. Su sette gare soltanto una volta (con l'Arezzo) non è andata sotto. Per quattro volte è riuscita l'impresa di riprendere il risultato, pareggiando con Piacenza, Olbia e Livorno e vinto col Pontedera. Non ci è riuscito contro Tuttocuoio ed Alessandria (rigore sbagliato da Forte). Sotto l'aspetto dell'approccio mentale c'è da migliorare. Una squadra che deve fare più attenzione a non subire gol.
La programmazione. Galderisi non ha ancora una fiducia incondizionata da parte del club. Ma due salvezze raggiunte, la stima dei giocatori e l’affetto dei tifosi, danno a «Nanu» solide basi per portare a termine il suo mandato. Un progetto alla base di una programmazione di lungo termine per costruire una Lucchese in grado di tornare in alto.
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