Italia
Campo di Saltocchio conteso tra tre club
Ponte a Moriano, Lucchese Junior Aquilotti e Acquacalda S.Pietro a Vico rivendicano l’utilizzo dell’impianto sportivo
LUCCA. Una squadra senza campo di calcio. O meglio, con uno stadio per appena cinque giorni. Per di più "conteso" non tra due o tre, ma addirittura quattro società. La stagione è ormai iniziata da diverse settimane, ma il Ponte a Moriano potrà disputare soltanto due partite nell'impianto di Saltocchio. Quella giocata ieri nella coppa Italia di Promozione contro il Castelnuovo e quella di domenica 25 settembre in casa con il Quarrata Olimpia. Poi dovrà cercarsi una nuova sistemazione per le gare interne, con il rischio concreto di dover "emigrare" in qualche altro campo sportivo per evitare la sconfitta a tavolino. Vicenda intricata e che si è complicata ancora di più il 15 settembre scorso, quando la Figc nel bollettino ufficiale ha comunicato testualmente che «la società Ponte a Moriano effettuerà definitivamente le proprie gare interne di Promozione e di coppa Italia presso il campo comunale Saltocchio».
Il problema? In primis la Lucchese Junior Aquilotti, che dal 2014 ha in gestione dal Comune la struttura, non avrebbe autorizzato il Ponte a Moriano a comunicare alla Figc Toscana questa variazione. Ecco perché il «definitivo» si è trasformato in «temporaneo». C'è di più: i costi di gestione di Saltocchio sono a carico della Lucchese calcio che utilizza il terreno di gioco, con un accordo proprio con gli Aquilotti, per il proprio settore giovanile (Berretti, Allievi e Giovanissimi nazionali). E nel documento del Ponte a Moriano ci sarebbe l'autorizzazione della Lucchese, ma non degli Aquilotti, all'utilizzo dell'impianto. Tutto qui? Neanche per sogno. L'Acquacalda - San Pietro a Vico avrebbe espresso la volontà di trasferirsi dal campo di San Cassiano dove gioca le gare interne. Il tutto dopo aver dovuto abbandonare lo storico "Bandettini", dove un certo Marcello Lippi fu scoperto dagli osservatori della Sampdoria quando vestiva la maglia della Stella Rossa di Viareggio. Il San Pietro a Vico ora chiede un terreno più adeguato per la prima categoria. Quale? Ovviamente proprio Saltocchio.
Nei giorni scorsi ci sarebbe stato un vero e proprio braccio di ferro sulla questione tra la Lucchese Junior Aquilotti e il Ponte a Moriano, tanto che fino alla vigilia della gara di coppa Italia la società del patron ex Bagni di Lucca Mario Santoro ha rischiato di trovare letteralmente i cancelli sbarrati dell'impianto al confine tra Lucca e Capannori. Il Ponte a Moriano, infatti, ha inviato la documentazione alla Figc per giocare a Saltocchio senza le firme per la relativa autorizzazione da parte degli Aquilotti, venuti a conoscenza della richiesta alla federazione solo dal bollettino ufficiale. La situazione si sarebbe sbloccata nella mattinata di ieri, con il Ponte a Moriano che ha ottenuto l'ok per disputare la sfida di coppa e quella di domenica di campionato. Un'autorizzazione limitata nel tempo, però, poi la Lucchese Junior Aquilotti ha già fatto sapere che non concederà altre deroghe. Stadio molto ambito, dunque, ex casa della Fortis Lucchese, a norma anche per il campionato di Eccellenza. Più in generale una "contesa" dimostra come a Lucca, ma il problema vale anche in molti dei Comuni limitrofi, ci sia un problema di spazi che allo stato attuale non sembra trovare una risposta definitiva. Di sicuro il Ponte a Moriano, formazione che ha ereditato il titolo sportivo dei Bagni di Lucca e ha sede legale a Borgo a Mozzano, dovrà iniziare a cercare un nuovo campo di calcio.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
