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Tomei, super nei dilettanti gregario nei professionisti
Il corridore del Compitese emulo di Mario Cipollini era una grande promessa «Alla Panaria e alla Lampre dovevo lavorare per Mazzantini, Ballan e Cunego»
LUCCA. Fra i corridori più vittoriosi di Lucca nella carriera dilettantistica c'è Francesco Tomei, arrivato anche al professionismo dove ha corso per diverse stagioni. Nato a Pieve di Compito il 19 maggio 1985 iniziò a correre perchè contagiato dalla passione ciclistica di suo padre Roberto. Per vedere se aveva la stoffa del corridore fu portato da Narciso Franceschi che lo tesserò come unico Esordiente della Coppi Lunata nel 1998.Troppo presto per scoprirne le qualità che emersero l'anno successivo nello Sporting Club Gragnano alla corte di Carlo Palandri. Lui e Marino, figlio del presidente, divennero subito amici, compagni di squadra e corridori vincenti.Francesco si impose in cinque gare ed al Cinquale in provincia di Massa siglò la sua prima vittoria. La stoffa c'era e meritava di essere seguito e migliorato tecnicamente. Ma soprattutto il suo carattere piuttosto fragile aveva bisogno di considerazione, di sentirsi stimolato e sollecitato e soprattutto protetto.
Le vittorie da Allievo. Ecco allora che Narciso Franceschi ci investe sopra molto del suo tempo riprendendolo alla Coppi ed affidandolo a livello tecnico a Sauro Bertoncini. Fece l'ingresso alle sue dipendenze nella categoria Allievi e subito arrivarono le conferme. All'esordio nella nuova categoria si impose in volata nel tradizionale circuito di Camigliano. Nel 2001 si presentò con accresciuta fiducia alla seconda stagione da Allievo, maturato a livello tecnico e soprattutto sulla tenuta di ritmo in pianura, cominciava a resistere alla fatica ed alle lunghe distanze emersero le sue qualità di passista veloce. Vinse tre corse. Bissò il successo di Camigliano dell'anno precedente. Poi vinse nel Giro di San Ginese e nel Giro del Compitese organizzato da suo padre Roberto. Questa ultima vittoria ebbe un sapore importante perchè ottenuta fra la sua gente, fra i suoi tifosi che non smisero mai di incitarlo lungo l'intero tracciato. Una vittoria che diede la sensazione che il meglio per Tomei doveva ancora arrivare. I tifosi del Compitese esultavano orgogliosi alle vittorie in volata di Super Mario Cipollini ed intravedevano nello stesso tempo un altro loro concittadino possibile erede.
Si prospettava per Tomei di salire un altro gradino per avvicinarsi sempre più al professionismo che ormai non appariva più un'utopia. Il biennio 2002-2003 lo colloca nella categoria juniores e per questo passaggio scelse di farlo con la Guarducci Strade di Pistoia con Andrea Peschi. Miglior esordio non poteva esserci.Vinse due corse: in località La Stella verso Fucecchio e in un circuito a Massa. I suoi tifosi si moltiplicano. Mario Cipollini a Zolder vince il Campionato del Mondo e Tomei cresce nelle categorie dilettantistiche.Momenti di gioia irripetibili per gli sportivi del Compitese fortemente orgogliosi delle proprie radici e che si sentivano rappresentati dal campione nato a S.Giusto di Compito e dall'astro nascente di Pieve di Compito.
Un anno trionfale. Il secondo anno da Juniores per Tomei fu addirittura trionfale. Vinse sei corse e salì per 17 volte sul podio. Fra le vittorie più importanti anche una tappa al Giro della Toscana con arrivo a Prato. Riscosse la fiducia anche del selezionatore azzurro Giancarlo Montedori e fu convocato a rappresentare l'Italia in un Giro a Tappe a Francoforte oltre che riserva nei Mondiali in Canada nella cronometro individuale. Il suo entusiasmo salì alle stelle. Sognava in grande e non gli metteva affatto paura salire fra i dilettanti.Nei Dilettanti con Scinto. Firmò per la Finauto dell'ex professionista Luca Scinto,uno dei tecnici con cui ha maggiormente legato. Un biennio il 2004-2005 che fu però per lui gravato da una fastidiosa nevralgia al nervo sciatico di una gamba con un dolore che sotto sforzo partiva dalla zona lombare. Una tegola alle sue aspirazioni. Finalmente l'infiammazione passò nel 2006 e coincise con il suo trasferimento alla Fimmop Parolin una squadra veneta che gli consentiva di correre in corse adatte ai suoi mezzi di passista che amava corse con una forte andatura. Cambiò rotta: fu l'anno del suo rilancio. Vinse a Bagnolo di Nogarole in Lombardia il Trofeo Visentini dopo che era stato ripreso dal gruppo al termine di una fuga a tre. A quel punto accelerò di nuovo prendendo tutti in contropiede ed andando a trionfare a braccia alzate con uno splendido assolo che ancora in molti ricordano.
La seconda vittoria la ottenne a Custoza nel G.P.Bianco di Custoza ed ottenne due onorevoli posti d’onore nel campionato nazionale crono individuale Under 23 e nel circuito di Pozzo a Pozzonuovo.
Il passaggio nei professionisti. Era un Tomei finalmente rigenerato. Che ricorda: «Peccato per quell'infiammazione nei primi due anni da dilettante quando avevo il morale alle stelle. Mi sentivo di spaccare il mondo ed invece quando ero sotto sforzo il dolore alla gamba era lacerante».
Ritrovata quindi la condizione fu anche convocato in Nazionale da Sandro Callari disputando il campionato europeo di crono individuale in Belgio ed anche i campionati nazionali in linea e cronometro individuale. Nel 2007 passò professionista con la Panaria dei diesse Roberto Reverberi e Fabiano Fontanelli.
Dalla Panaria alla Lampre. Aveva come illustri compagni di squadra Emanuele Sella,vincitore in carriera di quattro tappe al Giro d'Italia e Leonardo Mazzantini per i quali era chiamato a lavorare. Alla Panaria rimase anche nel 2008, ma era frenato a dover fare il gregario e non trovò la stessa considerazione degli anni precedenti. Così nel 2009 cambiò squadra passando alla Lampre di Giuseppe Saronni, ma anche in quel team doveva lavorare per il campione del mondo Ballan e per Damiano Cunego.
«Che emozione-si sofferma Tomei- avere a fianco grandi corridori così. Fra gli altri ammiravo Contador, un campione straordinario e soprattutto Paolo Bettini. Devo comunque ringraziare nel mio passaggio al professionismo Franco Ballerini, c.t. della Nazionale, con cui ero legato da una grande amicizia. Ha sempre creduto in me e mi elogiava sempre» .Nel 2010 ritrovò Luca Scinto come diesse. L’ultimo tentativo per cercare di sfondare anche nel professionismo. Scinto era il diesse dell'Isd di Pistoia e Angelo Citracca il team manager.
Il ritiro. Una squadra che lo mise in luce, ma anche in quella circostanza doveva lavorare per un leader di turno che era Giovanni Visconti. Poi nel 2010 gli arrivò una lettera di squalifica di un mese per probabili assunzioni dopanti. L'ennesima tegola per lui e vista la situazione decise di chiudere con il ciclismo. Si era innamorato di Claudia Geppini che divenne la sua compagna e chi gli ha dato la grande gioia di essere padre di Elia, 5 anni, e di Leonardo di 8. Una volta smesso di correre ha provato a lavorare nel bar di sua sorella Irene a Porcari, ma quell’attività non gli andava a genio. E così iniziò a fare il giardiniere con suo padre. Un lavoro che svolge anche adesso e che gli sta dando soddisfazioni. Nel 2012 il suo nome finì nell'inchiesta della procura di Mantova su presunti casi di doping assieme ad altri 27 ciclisti professionisti. Un calvario giudiziario sino all’assoluzione definitiva in Cassazione. Oggi ha un sogno nel cassetto: fondare una squadra professionistica Continental . Se trova le persone giuste tornerà nel ciclismo come dirigente. Perchè questo sport lo ha nel sangue e farà sempre parte della sua vita.
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