Il presidio
Il nuovo n. 1: «Società seria, qui sognare non è proibito»
GHIVIZZANO. Difficile rintracciare al telefono Andrea Giusti. Il suo cellulare squilla ma nessuno risponde, poi un messaggio: «Sono impegnato con il lavoro, sentiamoci dopo». All’orario fissato per...
GHIVIZZANO. Difficile rintracciare al telefono Andrea Giusti. Il suo cellulare squilla ma nessuno risponde, poi un messaggio: «Sono impegnato con il lavoro, sentiamoci dopo». All’orario fissato per messaggio, ecco che il nuovo portiere del GhiviBorgo risponde alla nostra chiamata e l’intervista può iniziare. «In alcuni momenti della giornata difficile per me poter rispondere a telefono; lavoro al bar gestito da mio fratello, che si trova a Montemurlo. In questo periodo in cui il campionato è fermo per la pausa estiva, aumento le ore dietro al bancone». I suoi 19 anni farebbero pensare a un calciatore che a giugno vive il massimo della sua libertà, prima di rituffarsi nella preparazione estiva che inizierà tra circa un mese. Invece Andrea Giusti mostra serietà e dedizione alla famiglia e all’impiego del fratello. «È un modo per dedicarsi ad altro, oltre a quella che è la grande passione, vale a dire il calcio».
Tra un caffè e un cornetto serviti ai clienti, Giusti pensa alla stagione che verrà: «Il GhiviBorgo è reduce dai playoff, spero di essere all’altezza per far ripetere alla mia squadra quanto di buono ha fatto nella passata stagione. Proprio contro il GhiviBorgo, al Porta Elisa di Lucca, lo scorso anno ha giocato la prima di campionato con il Montecatini: «Il GhiviBorgo ha fatto una stagione importante come il Montecatini». Non c’era la possibilità di ripetersi nel club della Valdinievole? «Il quadro societario non era delineato, così ho colto al volo questa opportunità. Il mio procuratore è stato contattato dal direttore sportivo Corrado Ferracuti e non ho esitato nel dare il mio ok».
Ci sono due criteri che un calciatore ricercato analizza prima di scegliere una squadra, ovvero serietà della società ed ambizioni. È stato così anche per Giusti: «La dirigenza mi è piaciuta e ho avuto buone referenze su staff e uomini che sono vicini alla squadra. Ho accettato subito la proposta, favorito dalla giovane età, sono soddisfatto di avere questa richiesta. Spero che anche in futuro possa restare in categoria anche se non potrò sfruttare la regola degli under. C’è poi una analisi sulla sua stagione, sulle proprie caratteristiche tecniche e specifiche del ruolo: «Non sono un gigante, devo lavorare ancora molto sulle palle alte. In compenso, credo di essere stato scelto e visionato per le tante parate da terra e in porta. Ciò non toglie che per raggiungere ambizioni e programmi». C’è un sogno nel cassetto nella mente e nel cuore di Giusti: «Mi piacerebbe giocare qualche partita con i professionisti. Non in A o in B, ma spero almeno in qualche apparizione in Lega Pro».
Michele Citarella
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