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Lucca

IL MISTER BIANCOROSSO: «VOGLIAMO MANTENERE L’IMBATTIBILITÀ»

di Luca Tronchetti
IL MISTER BIANCOROSSO: «VOGLIAMO MANTENERE L’IMBATTIBILITÀ»

LUCCA. Nonostante le peripezie vissute in questa tormentata stagione Vincenzo Vivarini è soddisfatto. Il suo Teramo è praticamente salvo e adesso l’unico obiettivo rimasto è quello di mantenere l’im...

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LUCCA. Nonostante le peripezie vissute in questa tormentata stagione Vincenzo Vivarini è soddisfatto. Il suo Teramo è praticamente salvo e adesso l’unico obiettivo rimasto è quello di mantenere l’imbattibilità al Bonolis terreno ancora inviolato nel corso della stagione. «Ma domani non sarà facile. Dovremo stare attenti perché arriva una squadra determinata e vogliosa di fare punti per togliersi dalla scomoda posizione in classifica. Arriva la Lucchese del mio amico e maestro Giuseppe Galderisi. Ai miei ragazzi ho detto di tenere gli occhi aperti, di evitare partenze ad handicap come quella di domenica al Franchi di Siena perché stavolta sarebbe dura recuperare».

Un amico per sempre. Vivarini e Galderisi. Un’amicizia nata prima Giulianova (2002-2003) e poi a Pescara (2006-2007): «La prima volta facevo l’assistente, la seconda ero tecnico della Primavera. Ammiro l’uomo prima di ogni altra cosa. Come allenatore non si discute: è il numero uno in quanto ad umiltà e voglia di lavorare sul campo. Ma nella vita non c’è solo il calcio. Occorre essere brave persone perché qualcuno domani si ricordi di te. E «Nanu» è una gran brava persona. Mi sono davvero stupito che la Lucchese l’anno scorso non l’avesse confermato. Poi quando alcuni mesi fa l’ho visto a Coverciano e mi ha spiegato alcune cose ho capito. E ora che lo rivedo su una panchina importante sono davvero felice per lui. Domani, prima del match, lo riabbraccerò volentieri. Ma durante la gara i miei occhi e i miei sforzi saranno tutti pro Teramo. Sarà una partita vera».

Stagione in salita. La promozione cancellata dall’illecito, le partenze della coppia Lapadula-Donnarumma non adeguatamente rimpiazzata, le difficoltà iniziali della penalizzazione, hanno tarpato le ali al Teramo: «Sfido chiunque a lavorare con queste difficoltà di carattere psicologico. I giocatori sono rimasti, ma l’amarezza di aver perduto la serie B conquistata sul campo non è stata facile da digerire. E certe motivazioni vengono meno. Questi ragazzi però li devo ringraziare uno ad uno perché non siamo mai stati invischiati nella zona playout. Il gioco c’è sempre stato, purtroppo è mancato chi poteva finalizzarlo. Ma rimpiazzare due campioni come quelli dello scorso anno è difficile per chiunque indossi la maglia del Teramo. Per tutto quello che ci è accaduto considero comunque positiva questa stagione». E il futuro di Vivarini? «Ho ancora un anno di contratto - dice il tecnico con il diploma di ragioniere in tasca - ma sento parlare di riorganizzazione quindi francamente non sono certo di restare. Un ciclo si è chiuso e potrei andarmene altrove anche se questa piazza per me è il paradiso. Forte? Spero nel gol dell’ex. È un ragazzo tenace, battagliero, ma ha accusato il peso psicologico di dover confrontarsi con i bomber che lo hanno preceduto».

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